Editoriali
Sanremo è un’occasione per le artiste e gli artisti di parlare di temi sociali, economici e ambientali. Da quella classica a quella moderna, la musica può far riflettere e ispirare un futuro migliore. Un’analisi dei testi dei cantanti in gara. 26/02/26
Le luci sono soffuse, il brusio è fitto tra le file di poltrone rosse. Sul palco i tecnici si muovono con passi rapidi e precisi. Dall’orchestra sale un accordo isolato, poi un altro. In platea le voci si abbassano gradualmente, c’è attesa. Un’attesa collettiva che precede quello che ormai è un rito nazionale: il Festival di Sanremo sta per cominciare.
Non un semplice momento musicale, ma anche politico e culturale. Un luogo dove le artiste e gli artisti usano le loro voci per raccontare la realtà attraverso i loro brani. Amori, disuguaglianze, pace, salute. Tanti temi trattati per trasmettere emozioni ma anche generare cambiamenti. “La musica può cambiare il mondo perché può cambiare le persone", diceva Bono Vox, cantante degli U2.
E la musica sa parlare anche di sostenibilità. Partiamo dunque proprio da alcuni brani delle artiste e degli artisti in gara per vedere come.
Serena Brancale intona “Qui con me” in memoria della madre, morta a causa di una malattia. “Scalerei la terra e il cielo, anche l’universo intero, per averti ancora qui con me”, canta. E in quel desiderio impossibile c’è tutto: l’amore, l’assenza, la fragilità umana davanti alla malattia. La musica, in questi casi, non consola soltanto. Ricorda. Ricorda volti, relazioni, vuoti che non si colmano. È qui che il brano si intreccia con il Goal 3 dell’Agenda 2030, quello dedicato a “Salute e benessere”. Garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutte e tutti, a tutte le età, è volto a ridurre quelle assenze, a prevenire ciò che può essere prevenuto, a curare meglio e prima, ad accompagnare con dignità.
Di stile completamente diverso è “Italia starter pack” di J-Ax, uno spaccato ironico e amaro delle disuguaglianze e delle ipocrisie del nostro Paese, costruito sulle sonorità del genere country. “Dice sempre il vecchio del quartiere, con molti più anni dei denti che ha, sto Paese lo capisci da un cantiere, cinque dicono che fare, uno solo che lo fa”. La canzone è una fotografia sociale che mette a fuoco fratture sociali: chi resta indietro mentre altri avanzano, opportunità negate, mobilità sociale bloccata, periferie dimenticate, giovani costretti a cercare altrove ciò che non trovano a casa. Un brano che invita a costruire un'Italia più equa, richiamando l’Obiettivo 10 dell’Agenda 2030 per “Ridurre le disuguaglianze”.
Dargen D’amico usa “AI AI” per lanciare un appello: salviamo la creatività. Con toni a tratti ironici affronta il tema dell’impatto dell’Intelligenza artificiale ricordando, in linea con l’Obiettivo 9 “Imprese, innovazione e infrastrutture”, che lo sviluppo tecnologico deve rimanere etico e incentrato sul benessere umano, senza alienarci. “Ho letto sul giornale che certe cose non puoi ancora farle con l’AI. La pelle dà un effetto eccezionale. Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai?”
E poi Ermal Meta, con il suo “Stella stellina”, che affronta il dramma del conflitto a Gaza e l'impatto della guerra sui bambini e sulle bambine. In linea con l’Obiettivo 16 “Pace, giustizia e istituzioni solide”, promuove una riflessione senza retorica sui diritti umani. La canzone genera un'empatia immediata verso le vittime. “Ho pensato anche di scappare, da una terra che non ci vuole, ma non so dove andare, tra muri e mare non posso restare”, intona il cantante. “Volevo raccontare l’impotenza di fronte a una vita giovane che viene stroncata per la brutalità dell’essere umano”, spiega Ermal Meta in un’intervista su Sorrisi e canzoni Tv.
Ci saranno anche altre canzoni legate alla sostenibilità a Sanremo, dove l’ASviS è presente fino a sabato 28 febbraio con il People & Planet Lab, uno spazio adiacente al Teatro Ariston e in collaborazione con Rai Radio e TIM, pensato per raccontare come musica, cultura pop e sostenibilità possono camminare insieme. Cinque ASviS Live (che è possibile anche rivedere online) dedicati alle cinque “P” dell’Agenda 2030: Partenariati, Pianeta, Prosperità, Persone, Pace. Gli ospiti degli incontri, condotti dalla giornalista di Rai Radio 2 Sara Zambotti, racconteranno il loro impegno per la sostenibilità attraverso il linguaggio della musica, storie e testimonianze. Sabato 28 l’ASviS consegnerà in Sala Stampa il Premio People & Planet – La Canzone Sostenibile: un riconoscimento speciale all'artista che con la sua canzone - nel linguaggio e nelle scelte produttive - interpreterà al meglio i valori delle 5 P dell’Agenda 2030. La settimana ASviS a Sanremo è anche l’occasione per lanciare la campagna "Diamo voce alla sostenibilità", realizzata in occasione del decimo anniversario dell’Alleanza, in collaborazione con Pubblicità Progresso, che vuole trattare in maniera al contempo "pop" e istituzionale i temi dello sviluppo sostenibile. Verrà inaugurato anche il canale Spotify dell’ASviS con il lancio di due podcast: "Un mondo di inchieste" e "Sostenibilità da Nobel”.
Ma lasciando il teatro dell’Ariston e andando ad altri grandi artisti che si sono impegnati per la sostenibilità nella musica, arriviamo a Elisa, per portare un esempio di scelte logistiche e produttive. La cantante è la prima alleata della campagna UN SDG Action per la promozione dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ed è stata anche la direttrice artistica di “Heroes”, il festival ideato da Music Innovation Hub per coniugare musica e impegno sociale, in collaborazione con l’ASviS. Con il suo Back to the Future Live Tour, Elisa ha toccato tutte le regioni d’Italia attraverso location significative dal punto di vista naturalistico, storico o culturale al fine di valorizzare le ricchezze dei territori locali. Il tour ha dato inizio, inoltre, alla campagna Music For the Planet, in collaborazione con Legambiente, per raccogliere fondi per la messa a dimora di alberi in diverse aree urbane italiane, ovvero in quelle zone dove c’è una concentrazione di anidride carbonica insostenibile. “Mettere a dimora”, come ha spiegato la stessa Elisa in occasione della conferenza stampa di lancio, non significa solamente “piantumare”, ma anche occuparsi degli alberi piantati per i primi tre anni di vita, nell’ottica di “prendersi cura” concretamente dell’ambiente. La campagna Music For the Planet si inserisce all’interno del più vasto progetto europeo “Life Terra” che mira a piantare in cinque anni 500 milioni di alberi in Europa, di cui nove milioni solo in Italia. La sostenibilità di Back to the Future Live Tour si è tradotta anche nella scelta dei materiali, come dimostra la struttura del palco che in ogni tappa è stata composta in parte di elementi locali in modo tale da alleggerire i camion della tournée: per la prima volta Elisa, infatti, è stata accompagnata da un numero molto ristretto di tir per ridurre l’impatto ambientale dei suoi live. Infine, oltre all’esperienza del concerto, il Festival ha offerto ai suoi spettatori l’inedita esperienza del Green Village, un punto di incontro con workshop su tematiche sostenibili, attività sportive e ludiche per i più piccoli, dj set, stand di prodotti locali e molto altro ancora con lo scopo di approfondire a più livelli il significato della sostenibilità.
Infine, un richiamo al passato, per parlare di tematiche ambientali, sociali ed economiche in chiave sostenibile. Si pensi a “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, che attraverso la musica narra le sensazioni, i paesaggi, le atmosfere e i colori di primavera, estate, autunno e inverno. A maggio 2024 l’ASviS, con un concerto per un’Europa sostenibile, ha portato sul palco una rilettura dell’opera alla luce dell’Agenda 2030, dal titolo “Uncertain four seasons”. Un modo per esprimere come, anche attraverso canzoni d’altri tempi, è possibile parlare di sviluppo sostenibile.
Ma che Pianeta lasceremo alle generazioni che domani saranno il futuro? Adriano Celentano dal palco di Sanremo nel 1966 si chiedeva già "se andiamo avanti così, chissà, come si farà?". Stiamo parlando de "Il ragazzo della Via Gluck", un brano destinato a diventare un vero e proprio manifesto della musica green italiana. In un episodio di “Note di sostenibilità, Saremo il Futuro”, podcast originale Rai Radio, in collaborazione con ASviS e Rai Radio2, abbiamo parlato di ambiente. Di Pace cantavano invece i Giganti con “Proposta” a Sanremo nel lontano 1967. Nella puntata dedicata al lavoro viene ripreso il brano fuori gara "L'uomo nel lampo" di Paolo Jannacci e Stefano Massini, dedicato alle morti sui luoghi professionali. Uno spunto per riflettere anche su come sia cambiata la concezione nel corso degli anni: "Vivere per lavorare o lavorare per vivere"? Se lo chiedeva Lo stato Sociale proprio sul palco di Sanremo. È proprio nell’ambito della presenza ASviS al People & Planet Lab che sarà registrata la seconda edizione di “Note di Sostenibilità”.
E così, tra note e parole, la musica diventa specchio della società, un luogo dove emozioni e responsabilità si intrecciano. Dai brani che parlano di amore e assenza, a quelli che denunciano disuguaglianze, dalle canzoni che difendono la creatività fino agli inni per la pace e la tutela del Pianeta, la musica ci ricorda che ogni scelta ha un peso e ogni voce può fare la differenza.
In fondo, come ci insegnano Vivaldi, Celentano o Elisa, il linguaggio universale della musica non solo accompagna i nostri giorni, ma ci invita a immaginare un futuro più giusto, più sano, più sostenibile. E mentre le luci si spengono sul palco dell’Ariston, resta l’eco di una domanda che vale per tutte e tutti: che mondo vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi? La risposta, forse, è dentro ogni nota che ascoltiamo, dentro ogni canzone che scegliamo di far risuonare.
