Notizie dal mondo ASviS
Il 13 marzo l'evento ASviS sull'impatto del Pnrr sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile
Durante l’incontro verranno presentati i risultati di una ricerca, condotta dall’ASviS in collaborazione con la Fondazione Enel e l’Unioncamere, sugli effetti dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. 20/02/26
L’evento, che si terrà il 13 marzo alle 10.00 presso il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel), è un’occasione per discutere con rappresentanti delle autorità politiche a livello nazionale e territoriali, esperte ed esperti della materia e stakeholder, i risultati di una ricerca unica a livello nazionale ed europeo.
Negli ultimi dieci anni l’Unione europea ha sviluppato un programma di iniziative legislative senza precedenti per numero e contenuti riferite esplicitamente all’attuazione dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile. In Italia, l’attuazione delle politiche europee ha avuto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) un motore evidente, grazie al quale sono stati realizzati investimenti significativi per la transizione ecologica e digitale, l’inclusione sociale, il rafforzamento della competitività, ecc., affiancati da riforme strumentali volte anche al raggiungimento di alcuni dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development goals – SDGs).
Fin dal 2016 l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha attentamente monitorato e valutato le politiche pubbliche in termini di impatto sugli SDGs, sia a livello nazionale che territoriale. Più recentemente, per valutare l’impatto del Pnrr sulla condizione dell’Italia e dei suoi territori rispetto agli SDGs e ai suoi target specifici, compresi quelli inclusi nella Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile approvata dal Governo italiano nel 2023, l’ASviS, in collaborazione con la Fondazione Enel, in qualità di Knowledge Partner, e l’Unioncamere, ha sviluppato un modello di analisi originale, in grado di mostrare come l’attuazione dei singoli progetti Pnrr consente di avvicinare (o meno) l’Italia, le sue Regioni e Province Autonome, agli obiettivi internazionali, europei e nazionali.
Tale strumento può essere impiegato dalle istituzioni nazionali e territoriali anche per programmare le politiche post-2026 al fine di colmare i gap esistenti e accelerare il cammino del nostro Paese verso il conseguimento degli SDGs nel 2030. La ricerca dimostra come un nuovo modo di disegnare e valutare le politiche pubbliche sia possibile, anche in vista dell’approvazione del bilancio europeo per il periodo 2028-2035.
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