Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie sull'Alleanza

Decreto Rilancio pone attenzione ai Goal 3, 8 e 9, ma debole su Green new deal

Salute, occupazione, innovazione, al centro del Decreto analizzato dall’ASviS sotto la lente dell’Agenda 2030 e della resilienza trasformativa. Il governo si è focalizzato maggiormente sulle misure di protezione legate all’emergenza Covid-19. 28/5/20

Come per i precedenti provvedimenti emanati in questa fase emergenziale dal governo, l’ASviS ha effettuato una riclassificazione del Decreto legge “Rilancio” alla luce dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e dei cinque parametri della resilienza trasformativa composti da: prevenzione, protezione, preparazione, promozione e trasformazione. Un lavoro indirizzato a valutare la portata dei singoli articoli in relazione alla loro capacità di reazione allo shock imposto dal Coronavirus.

Dall’analisi emerge che l’azione politica del governo è maggiormente focalizzata sul Goal 3 (Salute) sul Goal 8 (Condizione economica e occupazionale) e sul Goal 9 (Innovazione), con numerose misure che vanno nell’ottica di offrire un sostegno da un punto di vista sanitario/assistenziale alla popolazione per cercare di sostenere l’occupazione, anche con concorsi pubblici, e l’economia italiana. Si nota anche una marcata attenzione relativamente al Goal 11 (Città e comunità sostenibili), con l’obiettivo di potenziare il ruolo delle comunità locali in quanto “istituzioni” maggiormente vicine ai bisogni della popolazione, e al Goal 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide) in quanto sono presenti alcuni articoli che presentano delle caratteristiche di semplificazione amministrativa.

Venendo ai parametri della resilienza, come anche per i precedenti decreti, il governo è maggiormente attento a misure di protezione, legate quindi principalmente alla fase emergenziale, anche se si intuisce in alcuni casi la presa di coscienza della necessità di adottare azioni volte alla trasformazione, con un impianto di più lungo respiro. Nello specifico, si nota che oltre 210 azioni sono focalizzate su attività di protezione, mentre 81 vanno nella direzione delle politiche della promozione, 49 fanno riferimento alla preparazione, 21 alla prevenzione e 20 alla trasformazione. Queste ultime riguardano la sanità (Fascicolo sanitario elettronico, accelerazione delle informazioni relative a nascite e decessi), la cooperazione (International finance facilty for immunisation), l’energia (incentivi per efficienza energetica) e il fisco (trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile).

 



“Il Decreto Rilancio è un provvedimento di grande rilievo, in termini sia di contenuti sia di risorse impegnate”, sottolinea Enrico Giovannini portavoce dell’ASviS. Anche sul fronte della cultura si registrano importanti misure, con l’obiettivo di stimolare la domanda interna, per il sostegno del settore e del turismo. Tuttavia, nel provvedimento mancano riferimenti alla strada intrapresa dalla Commissione europea sul cambio di paradigma legato al Green new deal, che dovrebbe rappresentare il percorso per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Infine, si segnala una mancata occasione sul fronte della finanza sostenibile, si pensi ad esempio all’art. 26 che fa un uso indistinto dei fondi rinunciando a un’appropriata selezione dei comparti economici.

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di Luigi Ferrata e Ivan Manzo

Guarda anche le precedenti analisi e proposte:

Giovedì 28 Maggio 2020
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