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Aiuto allo sviluppo in calo globale: Italia 19esima nei dati Ocse
Nel 2024 l’assistenza allo sviluppo dei Paesi donatori scende a 214,5 miliardi di dollari. Solo quattro Stati superano lo 0,7% del reddito nazionale lordo. La finanza privata ha mobilitato oltre 600 miliardi.
Secondo i dati ufficiali dell’Ocse sull’assistenza pubblica allo sviluppo, ripresi in un’analisi diffusa dalla rete Focsiv, nel 2024 i Paesi membri del Comitato di aiuto allo sviluppo hanno erogato complessivamente 214,5 miliardi di dollari, pari allo 0,34% del reddito nazionale lordo e con una riduzione del 6% in termini reali rispetto al 2023. Il dato fotografa una tendenza negativa già strutturale, registrata prima delle recenti decisioni di riduzione degli aiuti adottate da alcuni governi. Solo quattro Paesi, Norvegia, Lussemburgo, Svezia e Danimarca, hanno superato l’obiettivo internazionale dello 0,7% del reddito nazionale lordo destinato alla cooperazione.

Italia al 19esimo posto
Nel confronto tra i Paesi donatori, l’Italia si colloca al 19esimo posto, dietro Paesi come Irlanda, Nuova Zelanda e Canada. Nel complesso, l’insieme dei flussi netti di aiuto e finanza agevolata provenienti da membri Dac (Development assistance committee, formato dai 30 membri del comitato Ocse per l'aiuto allo sviluppo) più i Paesi non Dac e gli organismi multilaterali, ha raggiunto 254,8 miliardi di dollari nel 2024, registrando un calo del 4,5% reale rispetto all’anno precedente. Il contributo dei Paesi Dac è sceso dell’8,3% a 211,9 miliardi, mentre quello dei donatori non Dac si è attestato a 17,98 miliardi, in diminuzione del 2,7%. A questi si aggiungono 28,8 miliardi di dollari di altri flussi ufficiali diretti ai Paesi in via di sviluppo, principalmente attraverso strumenti legati al settore privato.
Cresce il ruolo delle istituzioni multilaterali e della finanza privata
In controtendenza rispetto alla contrazione degli aiuti bilaterali, le uscite dai bilanci principali delle organizzazioni multilaterali, comprendenti impegni concessionali (prestiti o strumenti finanziari concessi a condizioni più favorevoli del mercato) e non concessionali, hanno raggiunto 271 miliardi di dollari, con un aumento del 4% rispetto al 2023. Parallelamente, il peso del settore privato nel finanziamento allo sviluppo continua ad ampliarsi: tra il 2012 e il 2024 le risorse mobilitate attraverso interventi ufficiali hanno superato i 600 miliardi di dollari, con un picco di 77 miliardi registrato proprio nel 2024. Si tratta di dinamiche che indicano un progressivo riequilibrio tra aiuto pubblico diretto e strumenti finanziari più complessi.

Un sistema di cooperazione in trasformazione
I numeri complessivi evidenziano l’attività di oltre 150 soggetti, tra governi, istituzioni multilaterali e altri fornitori, che ogni anno comunicano all’Ocse le proprie statistiche di finanza per lo sviluppo. Nel loro insieme, questi dati mostrano come l’architettura dell’aiuto internazionale stia cambiando natura: diminuiscono i trasferimenti pubblici, cresce il ricorso a strumenti finanziari misti e aumenta il coinvolgimento di attori privati. Una trasformazione che, secondo diverse analisi della società civile internazionale, solleva interrogativi sulla capacità dell’assistenza allo sviluppo di restare uno strumento efficace di solidarietà globale e riduzione delle disuguaglianze.
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