Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

Cresce la domanda di materie prime legate alla produzione di veicoli elettrici

Litio e cobalto saranno i metalli su cui si baserà il futuro dell’industria automobilistica green. Una grande opportunità ma anche un rischio economico per i Paesi in via di sviluppo, secondo un nuovo rapporto dell’Iisd. 25/8/21

Nel prossimo futuro la domanda globale di litio e cobalto vedrà un importante rialzo. La causa di questa crescita è relazionata con il fatto che la produzione di veicoli elettrici registrerà un considerevole incremento dovuto all’implementazione delle politiche di transizione energetica che mirano a eliminare dal mercato le macchine a combustione. Il Cile e la Repubblica democratica del Congo sono i due Stati dove sono presenti i maggiori giacimenti di queste risorse naturali a livello mondiale. In un rapporto pubblicato a luglio, dal titolo “Driving Demand: assessing the impacts and opportunities of the electric vehicle revolution on cobalt and lithium raw material production and trade”, l’International institute for sustainable development (Iisd) espone le opportunità e i rischi che possono correre queste due nazioni di fronte all’accrescimento della domanda di litio e cobalto, minerali chiave per la produzione delle batterie.

L’espansione del mercato legato alla produzione di veicoli elettrici rappresenta una opportunità per il Cile e la Repubblica democratica del Congo. L’implementazione di politiche commerciali che riescano a captare la ricchezza proveniente dall’esportazione di materie prime per redistribuirla verso i ceti popolari di questi due Paesi può essere uno strumento per promuovere il loro sviluppo sociale ed economico.

Nel 2019, il Cile ha portato sul mercato internazionale il 23% del totale del litio venduto, mentre l’Australia il 50%. Nonostante ciò, nel Paese sudamericano si trova il 50% delle riserve di litio mondiale e la tecnica di estrazione che viene lì utilizzata, l’evaporazione, ha dei costi nettamente più competitivi. La Repubblica democratica del Congo produce invece il 70% di cobalto a livello mondiale, collocando il Paese in una condizione di quasi monopolio, visto che nel suo territorio giace anche il 50% delle riserve di questo minerale finora scoperte. Alcuni studi citati nel documento dell’Iisd stimano che la vendita di veicoli elettrici aumenterà del 30% annuo nei prossimi dieci anni, raggiungendo una produzione annuale di 31,1 milioni di nuovi mezzi. Di conseguenza la pressione verso la catena di approvvigionamento delle materie prime sarà di uguale importanza.

Ma nonostante questa posizione privilegiata, entrambi i Paesi devono perseguire delle importanti politiche di protezione economica, ambientale e sociale per non rischiare che il contesto favorevole attuale comporti conseguenze negative al medio-lungo termine. Per prima cosa le economie di questi Paesi si basano sull’esportazione di materie prime, il che comporta una forte dipendenza nei confronti delle fluttuazioni del loro prezzo a livello internazionale. Se la rendita dei profitti derivanti dalla vendita del litio e del cobalto non verrà utilizzata per diversificare i settori produttivi, si potrà andare incontro a forti ripercussioni economiche nel caso di oscillazioni della domanda internazionale di risorse naturali. Inoltre, il litio e il cobalto vengono generalmente venduti sul mercato globale allo stato grezzo e la raffinazione (che comporta l’incorporazione di valore aggiunto) viene effettuata in Paesi maggiormente industrializzati. In mancanza di efficaci politiche di redistribuzione delle ricchezze e di diversificazione della produzione a favore delle popolazioni povere, esiste il rischio concreto che il Cile e la Repubblica democratica del Congo attraversino periodi di stagnazione o recessione economica nel caso diminuisca la domanda globale di litio e cobalto. In seconda battuta è importante evidenziare il fatto che queste operazioni di estrazione comportano significativi costi ambientali, i quali non sono generalmente contabilizzati nelle analisi costi-benefici dei piani di investimento. Le conseguenze negative si ripercuotono quindi sulle popolazioni che risiedono nei pressi dei giacimenti minerari, le quali devono affrontare senza mezzi adeguati la degradazione degli ambienti naturali da cui dipende il loro stile di vita e la loro sussistenza. Nel documento viene quindi evidenziato il fatto che la mancanza di politiche di protezione ambientale e dei diritti umani nell’implementazione di questi progetti potrà portare al sorgere di conflitti tra le comunità locali e le autorità che intendono sfruttare le risorse naturali.  

 

di Milos Skakal

 

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Mercoledì 25 Agosto 2021

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