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Cooperazione europea: -8% ai fondi per la salute riproduttiva nel 2024
Nel rapporto “Tracking what counts 2024/2025” emerge un calo storico dei finanziamenti europei sui diritti sessuali e riproduttivi. L’Italia aumenta su pianificazione familiare, ma cambia la strategia sul multilateralismo. 03/03/26
Nel 2024 i governi europei hanno ridotto per la prima volta in nove anni il sostegno alla salute sessuale e riproduttiva. I fondi complessivi destinati alla salute sessuale e riproduttiva e alla pianificazione familiare, Srh/Fp (Sexual and reproductive health and family planning), sono scesi a 1,48 miliardi di euro (-8%), 130 milioni in meno rispetto all’anno precedente. Anche i finanziamenti alla più ampia agenda dei diritti sessuali e riproduttivi, Srhr (Sexual and reproductive health and rights) sono diminuiti del 17%, fermandosi a 2,62 miliardi di euro.
Per la prima volta dal 2015, i Paesi che tagliano i fondi per Srh/Fp sono più numerosi di quelli che li aumentano. Segnale che pesa sul raggiungimento dell’Agenda 2030, in particolare sul Goal 3 (salute e benessere) e sul Goal 5 (parità di genere).
Andamento dei finanziamenti europei SRH/FP e SRHR (2012-2024)

Il rapporto Tracking what counts 2024/2025, realizzato da Countdown 2030 Europe analizza i dati 2024 e le posizioni politiche 2025 di 13 governi europei e delle istituzioni Ue. L’analisi considera sia i finanziamenti complessivi sia la loro incidenza sull’Aiuto pubblico allo sviluppo - Aps, con un focus sui canali multilaterali - cioè i contributi destinati alle organizzazioni internazionali che operano in più Paesi - e sui contributi Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione - Unfpa (United nations population fund).
Nel 2024 il sistema multilaterale resta il principale veicolo di finanziamento, con 812,7 milioni per Srh/Fp e 1,73 miliardi per Srhr. I contributi all’Unfpa sono stati sostanzialmente mantenuti: 671 milioni per Srh/Fp e 710 milioni per Srhr.
Nonostante il calo, i fondi europei hanno contribuito a prevenire quasi 6 milioni di aborti insicuri e a salvare circa 11mila vite di donne e ragazze. Ma il fabbisogno resta enorme: secondo i calcoli del rapporto, per contribuire ai 244 miliardi di euro stimati da Unfpa necessari entro il 2030 per raggiungere gli obiettivi prefissati, i donatori europei dovrebbero mobilitare quasi 172 miliardi.
Italia: più fondi su Srh/Fp, meno centralità multilaterale
Nel 2024 l’Italia ha aumentato del 18% i finanziamenti per Srh/Fp, raggiungendo 21 milioni di euro, pari allo 0,3% dell’Aps. I fondi per Srhr sono rimasti sostanzialmente stabili, con 55 milioni (-4%), pari allo 0,9% dell’Aps. Il sostegno all’Unfpa è invece più che triplicato rispetto al 2023, grazie a progetti mirati: 16 milioni per Srh/Fp e 17 milioni per Srhr.
Secondo le stime, questi contributi hanno consentito nel 2024 a oltre 203mila donne e coppie di accedere a contraccezione moderna, prevenendo più di 60mila gravidanze indesiderate e 26.750 aborti insicuri.
Il rapporto evidenzia una tendenza strutturale a privilegiare finanziamenti destinati a singoli progetti o iniziative specifiche (earmarked funding) e il canale bilaterale – cioè interventi gestiti direttamente dal Paese donatore in accordo con uno Stato partner – riducendo invece i contributi generali e non vincolati alle organizzazioni internazionali (core funding multilaterale), che consentono maggiore flessibilità nell’intervenire dove i bisogni sono più urgenti.
Nel documento triennale di programmazione 2024-2026 l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva non figura più tra le priorità esplicite, e le previsioni per il 2026 indicano una possibile riduzione complessiva dell’Aps.
Sostegno finanziario dell’Italia a SRH/FP e SRHR nel 2024

Diritti, salute e coerenza dello sviluppo
Il quadro europeo mostra un arretramento che risulta sia finanziario, che politico. Lo scenario complesso diviso tra crisi climatica, conflitti e aumento del debito nei Paesi del Sud globale, i finanziamenti alla salute e ai diritti riproduttivi sono spesso tra i primi a essere compressi. Eppure l’accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva è una precondizione per lo sviluppo sostenibile.
Senza investimenti adeguati sulla riduzione della mortalità materna (target 3.1 dell’Agenda 2030) e sull’accesso ai servizi di pianificazione familiare (target 3.7), il percorso verso gli Obiettivi globali rischia di allontanarsi ulteriormente.
Arretramento che riguarda gli impegni internazionali e incide su obiettivi profondamente umani: ridurre le disuguaglianze, salvare vite, garantire dignità e autodeterminazione.
Countdown 2030 Europe invita i governi a invertire la rotta, riaffermando la cooperazione come strumento di giustizia e solidarietà internazionale. Per l’Europa, e per l’Italia, la sfida è mantenere i livelli di spesa e garantire coerenza tra impegni politici, qualità dei finanziamenti e centralità dei diritti umani.
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