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Vnr, Pianeta: si migliora, ma alcuni indicatori restano stabili o continuano a peggiorare
Energia da fonti rinnovabili in aumento, emissioni di gas serra in diminuzione, mentre sono lontani l’obiettivo europeo sui rifiuti in spiaggia e quello sulle aree protette. Il punto della Voluntary national review italiana su “Pianeta”. 27/08/26
“Le scelte strategiche nazionali nell’area Pianeta mostrano un lieve miglioramento, sia nel breve periodo sia, soprattutto, rispetto ai precedenti dieci anni. Tuttavia, una quota significativa di indicatori rimane stabile o continua a peggiorare, limitando il miglioramento complessivo osservato”.
Così si esprime la Voluntary national local youth review (Vnr) italiana, il documento presentato il 13 luglio all’High-level political forum che illustra i progressi compiuti nell’attuazione dell’Agenda 2030 a livello nazionale e le sfide da affrontare.
In questo articolo vi parleremo di una delle cinque “P” dell’Agenda 2030, quella dedicata al Pianeta.

Evoluzione nel breve periodo degli indicatori statistici (rispetto all’anno precedente)

Evoluzione nel lungo periodo degli indicatori statistici (rispetto a 10 anni prima)
I dati
Relativamente al Goal 6, nel 2022 l’Italia si è classificata al primo posto tra i Paesi dell’Ue27 per il volume di prelievo di acqua dolce destinata all’approvvigionamento idrico pubblico. Nel 2024, quasi una famiglia su tre non si fidava dell’acqua potabile del rubinetto e quasi una su dieci ha segnalato irregolarità nella fornitura idrica (Goal 6).
Nel 2023, la quota complessiva di energia proveniente da fonti rinnovabili nei consumi finali lordi di energia (Goal 7) è aumentata, attestandosi al 19,6%. Inoltre, sono stati osservati andamenti positivi nella riduzione dei consumi energetici, confermando la posizione virtuosa dell’Italia nel contesto europeo. Nel 2025 la quota di mercato delle auto elettriche o ibride plug-in è aumentata, raggiungendo il 12,7%. Gli obiettivi normativi (25% entro il 2030) appaiono ancora molto lontani.
Andando alle città (Goal 11), nel 2023 la quota di città capoluogo che hanno registrato una concentrazione media annua di Pm2,5 superiore a 20 µg/m³ è scesa al 10%, rispetto al 15,6% del 2022, anno in cui la stima dei decessi prematuri attribuibili all'esposizione prolungata a concentrazioni di Pm2,5 superiori al valore di riferimento fissato dall'Oms è diminuita del 25% rispetto al 2011, attestandosi a 83 decessi prematuri ogni 100mila abitanti. Sui trasporti, invece, si segnala che nel 2024 è aumentata la quota di famiglie che dichiara difficoltà nel collegamento con il trasporto pubblico, raggiungendo il 34,5% e tornando su livelli analoghi a quelli precedenti alla pandemia (33,5%).
Nel 2024, le emissioni di gas serra (Goal 13) dell’economia italiana hanno continuato a diminuire (-2,8%), rimanendo al di sotto del livello minimo registrato nel 2020. Al contrario, le emissioni delle famiglie sono aumentate (+2,2%), trainate dal settore dei trasporti (+3,7%). Nel 2023 è aumentata la tendenza delle anomalie di temperatura rispetto alla media climatologica, sia a livello globale (+0,86 °C) sia in Italia (+1,14 °C). Nel 2024, per il 69,2% delle persone di 14 anni e più, la preoccupazione per i cambiamenti climatici e l’effetto serra rientrava tra le prime cinque preoccupazioni ambientali.
Rispetto al Goal 14, nel 2023 i rifiuti marini nelle spiagge sono tornati a diminuire, raggiungendo 250 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia (nel 2022 erano 303); il dato rimane tuttavia ancora lontano dall’obiettivo europeo di 20 rifiuti ogni 100 metri. Nel 2022, l’11,6% delle aree marine complessive risultava protetto, una quota ancora distante dall’obiettivo del 30% fissato dalla Strategia europea sulla biodiversità per il 2030. Nel 2024, le acque di balneazione con qualità eccellente erano il 98,0%, un valore stabile e in linea con gli standard minimi previsti dalla Direttiva europea sulle acque di balneazione.
Sul Goal 15 si segnala, invece, che nel 2022 le aree protette coprivano il 21,7% del territorio nazionale; l’obiettivo fissato dalla Strategia nazionale per la biodiversità è raggiungere il 30% entro il 2030. Nel 2023, le aree forestali certificate hanno continuato ad aumentare (+6,2% rispetto all’anno precedente), ma la loro estensione rispetto alla superficie forestale complessiva rimaneva molto al di sotto della media europea.
La Youth voluntary review
La Youth voluntary review (Yvr) rappresenta una delle principali novità della revisione volontaria italiana del 2026: per la prima volta l’Italia integra infatti un rapporto dedicato alle giovani generazioni, con l’obiettivo di raccogliere il loro punto di vista sull’attuazione dell’Agenda 2030 e sulla costruzione delle politiche per lo sviluppo sostenibile. Il percorso ha coinvolto bambine, bambini e giovani tra i 6 e i 35 anni, attraverso un processo strutturato di ascolto e partecipazione.
Sul punto “Pianeta” dell’Agenda 2030 emerge che la consapevolezza ambientale è elevata e trasversale a tutti i gruppi, ma assume caratteristiche diverse in base all’età. I bambini e le bambine agiscono attraverso comportamenti diretti e concreti. Nella fascia 11-13 anni emergono i primi segnali di impotenza appresa.
Gli e le adolescenti formulano invece richieste strutturali rivolte alle istituzioni: ridurre le emissioni, proteggere gli ecosistemi e investire nelle energie rinnovabili.
Copertina: Unsplash
