Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

L'Alleanza produce documenti con cadenza annuale (Rapporto ASviS "L'Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile", Rapporto sui Territori, analisi della Legge di Bilancio), Position Paper e altre pubblicazioni rilevanti. 

Contatti: Responsabile Comunicazione - Claudia Caputi

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together 270 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).   
 

Notizie

Città a emissioni zero? La ricetta è elettrificazione, tecnologia e rinnovabili

Occorre ripensare tutto per diventare più efficienti dal punto di vista energetico, dagli edifici alla mobilità. Un rapporto di Enel, Schneider Electric e World economic forum spiega come farlo in modo integrato. 23/02/01

C’è un centro di distribuzione Lidl a Järvenpää, in Finlandia, che eccelle in soluzioni sostenibili e intelligenti. Opera al 100% con energie rinnovabili e produce più energia di quanta ne consumi durante tutto l’anno. Per garantire la massima efficienza, l'impianto immagazzina il calore in eccesso convogliandolo verso una rete di teleriscaldamento locale. Proprio il teleriscaldamento, insieme ad altre soluzioni per la regolazione della temperatura, rappresenta una sfida per edifici che si vogliano liberare sempre più dai combustibili fossili. Di questo e molto altro tratta il nuovo rapporto “Net zero carbon cities: an integrated approach”, pubblicato l’11 gennaio da Enel, Schneider Electric e World economic forum. Un documento d’inquadramento globale, ricco però di casi di studio, che esamina i benefici di un approccio energetico integrato nella progettazione e nella gestione degli edifici e della mobilità, sfruttando un’infrastruttura di rete digitalizzata e intelligente in un contesto urbano.

La portata della sfida è ampia: in tutto il mondo, le città rappresentano quasi i due terzi delle emissioni di CO2 che stanno causando l'incombente crisi climatica del Pianeta. E se ad oggi poco più della metà della popolazione vive nelle città, si prevede che aumenterà al 68% entro il 2050, con un conseguente aumento del consumo di energia (attualmente rappresenta già il 78% dell'energia primaria mondiale) ed emissioni di carbonio. Che fare allora? Secondo gli autori del Rapporto, servono azioni su tre fronti.

In primo luogo, c’è bisogno di più energia prodotta da fonti rinnovabili. In secondo luogo, servono più automobili, trasporti pubblici e riscaldamento alimentati dall'elettricità. Terzo, occorre che l’intero sistema, dalle fabbriche e le case ai sistemi di trasporto e ai dispositivi di consumo, diventi più efficiente dal punto di vista energetico. Al centro di questo approccio, definito dal Rapporto come “efficienza sistemica” (elettrificazione pulita, tecnologia digitale intelligente, edifici e infrastrutture efficienti i capisaldi), c'è l'innovazione, che si trova all’incrocio tra edifici, energia, trasporti e sistemi idrici.

L'accelerazione verso un futuro a zero emissioni di carbonio richiede infrastrutture sempre più avanzate, nuovi investimenti e, non ultimo, che la politica e la regolamentazione stiano al passo con i progressi della tecnologia. Ma la posta in gioco è alta: le emissioni di carbonio continuano a salire in molte città nel mondo, nonostante il progresso delle tecnologie pulite. Le risposte necessarie sono un migliore utilizzo del territorio (si veda ad esempio la “città dei 15 minuti” sul modello di Parigi e Melbourne), una progettazione urbana più accorta, una migliore pianificazione dei trasporti e politiche abitative sostenibili.

“Per assicurare una positiva transizione energetica, dobbiamo collaborare, invitando le amministrazioni pubbliche locali e nazionali, gli operatori del settore privato e la società civile ad adottare un’agenda comune di riduzione delle emissioni,” ha affermato Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Enel, a margine dell’uscita del documento. Il Rapporto è stato elaborato all’interno dell’iniziativa “Net zero carbon cities: systemic efficiency initiative, lanciata circa un anno fa, di cui Starace e Jean-Pascal Tricoire, numero uno di Schneider Electric, sono co-presidenti. 

Per mantenere l'aumento della temperatura globale entro gli 1,5 gradi, le città devono raggiungere zero emissioni nette entro la metà del secolo. Per raggiungere questo obiettivo, ricorda il Rapporto, tutti hanno un ruolo da svolgere: i responsabili politici, le imprese, la società civile e il settore finanziario.

Scarica il Rapporto

di Andrea De Tommasi

Martedì 23 Febbraio 2021
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