Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

L’economia creativa cresce ma può diventare più inclusiva e sostenibile

L’Onu ha dichiarato il 2021 l'anno dell'economia creativa per lo sviluppo sostenibile. Un rapporto della piattaforma "Creativity, Culture & Capital” spiega come gli investimenti nel settore saranno cruciali per le grandi sfide globali.  10/03/2021

La creatività e la cultura sono stati riconosciuti settori chiave per la ripresa globale: contribuiscono al dialogo e alla comprensione dei popoli e allo stesso tempo sono ambiti fertili per l'innovazione e per una crescita inclusiva e sostenibile. Non più soltanto economia e tecnologia, ma per la prima volta l'Onu ha incluso anche creatività e cultura tra i settori determinanti per lo sviluppo a livello globale.

È quanto emerge da un rapporto intitolato "Impact investing in the global creative economy" pubblicato a gennaio all'interno della piattaforma online "Creativity, Culture & Capital", che riunisce stakeholder internazionali dell’industria della cultura e della creatività . Tale report fa riferimento alla risoluzione approvata il 19 dicembre 2019 dalla 74esima Assemblea generale delle Nazioni unite, e sostenuta da più di 81 Paesi, in cui si dichiara il 2021 l'anno internazionale dell'economia creativa per lo sviluppo sostenibile.

Le industrie creative rappresentano il 3% del Pil globale e includono: arti dello spettacolo, editoria, pubblicità, architettura, arti e mestieri, design, moda, film, video, fotografia, musica, ricerca e sviluppo, software, giochi per computer, editoria elettronica, Tv e radio. Tale percentuale è in rapido aumento, poiché cresce ogni anno del 9% e del 12% nei Paesi in via di sviluppo. Ciò significa che l'economia creativa è uno dei settori dell'economia mondiale in più rapida crescita e, secondo recenti previsioni, rappresenterà circa il 10% del Pil globale nei prossimi anni.

C'è la possibilità, quindi, ora - prima che il settore cresca ancora di più - di modellare l'economia creativa in modo da renderla più inclusiva e sostenibile, afferma il report. Per questo oggi si punta sul modello di “investimento a impatto” (“impact investing”), con cui si intende un approccio di investimento che, oltre a un ritorno finanziario, mira a generare un impatto sociale e ambientale positivo e misurabile. L'investimento a impatto premia quelle imprese che seguono gli standard di sicurezza, rispettano la dignità dei lavoratori, condividono i principi della diversità e dell'equità e dimostrano attenzione per la comunità locale e per l'ambiente.

Negli ultimi anni, le principali istituzioni finanziarie globali hanno aggiunto team di consulenti esperti in impact investing e hanno lanciato sempre più fondi a impatto in risposta alla crescente domanda dei clienti. A tal proposito, già nel 2018 Larry Fink, Ceo di BlackRock, il più grande asset manager del mondo, ha sottolineato il legame tra profitto e sostenibilità, e nel 2020 ha confermato e ribadito che “la sostenibilità dovrebbe essere il nostro nuovo standard per gli investimenti”.

Il Rapporto illustra, inoltre, le esperienze di numerosi Paesi nonché le opportunità offerte dall'economia creativa, e si articola intorno a due grandi tematiche: la “creatività al lavoro” e “la connessione del capitale d'impatto”. La prima sezione raccoglie le esperienze di collaborazione tra artisti innovativi, imprenditori culturali e investitori d'impatto, uniti al fine di dimostrare il potenziale dell'economia creativa. Tra i progetti si distingue il modello argentino di Potrero Digital, una rete di centri di educazione tecnologica che mira a generare opportunità di impiego per giovani sottoccupati nell'economia digitale. Il termine “potrero”, spiega il report, indica “un terreno abbandonato in un quartiere dove i bambini ancora oggi si riuniscono per giocare a calcio” ed è stato scelto per “incoraggiare quegli stessi adulti cresciuti giocando nel potrero” a trasmettere le proprie conoscenze nel campo digitale ai giovani esclusi dal settore. Le collaborazioni con i pionieri del digitale possono essere funzionali anche alle arti sceniche per reinventare la connessione con il pubblico. È ciò che è accaduto nel Regno Unito alla Royal Shakespeare Company: con l’arrivo della pandemia, la compagnia teatrale ha completamente riadattato gli spettacoli in forma digitale, grazie a finanziamenti che hanno permesso una ricostruzione online dello spazio scenico.

Riguardo al tema della connessione del capitale d'impatto, un importante esempio proviene dall'Italia. L'iniziativa “Fu/iNDING CULTURE - Finanza ad impatto per l’arte e la cultura” si ispira all'Arts Impact Fund di Nesta con il supporto della Compagnia San Paolo. Il progetto mira a sostenere opere italiane ad impatto sociale promosse da organizzazioni artistiche e culturali mediante l’erogazione di prestiti a medio-lungo termine. Non sono richieste garanzie da parte delle organizzazioni beneficiarie, ma un solido progetto che dimostri di produrre ritorni economici, finanziari e sociali. Lo scopo è quello di promuovere una mentalità imprenditoriale e un approccio sostenibile nel settore artistico e culturale.

Nel prossimo futuro, in un mondo che sta cercando di riprendersi da una pandemia e dai suoi effetti senza precedenti, il percorso della crescita economica è incerto. Secondo quanto si legge nel Rapporto, “ora più che mai, abbiamo bisogno del pensiero creativo, dell'innovazione e della capacità di problem solving per immaginare noi stessi fuori dal solco in cui ci troviamo”. Le industrie culturali e creative sono, quindi, da considerare parte integrante della ripresa globale e occorre incoraggiarne la promozione: se ciò accadesse, l'economia creativa sarebbe in grado di apportare benefici a lungo termine e contribuire sensibilmente al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

di Elisa Capobianco

 

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Mercoledì 10 Marzo 2021

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