Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Niccolò Gori Sassoli.
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

La globalizzazione fa paura, i cittadini europei chiedono più integrazione nell'Ue

Il Rapporto della Fondazione Bertelsmann mostra come il 44% degli oltre 10mila intervistati percepisca la mondializzazione come un pericolo. In Italia il 56% dei preoccupati per le attuali tendenze globali vorrebbe un'Europa più coesa.

L'integrazione europea come parte della soluzione, non del problema. A pensarla così, secondo la Fondazione Bertelsmann, è la maggior parte dei cittadini europei che, seppur preoccupata dal fenomeno della globalizzazione avvertito come una minaccia, vede nell'Unione un baluardo di stabilità, prosperità e pace. Per arrivare alle conclusioni contenute nel rapporto “Globalization and european integration: threat or opportunity? Perception, knowledge and policy preferences of European citizens” (“Integrazione europea: minaccia od opportunità? Percezioni, conoscenze e preferenze politiche dei cittadini europei”), l'istituto di ricerca "eupinions”, a servizio dell'ente benefico tedesco che ha appena celebrato i 40 anni di attività, ha portato avanti un'indagine intervistando più di 10mila europei sul processo di mondializzazione e sul ruolo dell'Ue.

“Siamo davanti a un successo trasversale dell'Europa”, sostiene il presidente della Fondazione, Aart De Geus, “ma bisogna contrastare quelle voci che reclamano un futuro confronto tra nazioni invece che sul piano internazionale: ecco perché occorre una forte leadership politica".

A differenza del Rapporto annuale del 2017, i risultati riportati nel 2018 sono rappresentativi dell'Ue nel suo complesso e dei cinque Stati membri più popolosi, Germania, Francia, Italia, Polonia e Spagna, a esclusione dunque della Gran Bretagna a seguito della Brexit. Considerando i 27 Paesi, si evidenziano nette fratture tra i sostenitori dei partiti conservatori di destra e le restanti posizioni politiche, tra i favorevoli e i contrari alla globalizzazione, mentre la lotta al terrorismo viene avvertita come la questioni più grave e imminente da un europeo su quattro.

Così il 44% dei cittadini Ue percepisce la globalizzazione come un un pericolo, con variazioni che vanno dal 53% della Polonia al 39% della Spagna, ma contemporaneamente il 66% ritiene di aver beneficiato in qualche modo a livello personale delle conseguenze della globalizzazione per quanto riguarda l'approvvigionamento di beni e servizi a prezzi accessibili. Il significato più comune attribuito al processo di globalizzazione ha a che vedere con il commercio, movimenti di prodotti per il 19% degli intervistati e di capitali per il 17%, e con i flussi migratori, secondo il 17%. Gli ottimisti sulle nuove tendenze mondiali salutano positivamente più cooperazione tra gli stati Ue, il 64%, mentre tra gli scettici le posizioni sono più frammentate, con il 45% di loro per una maggiore integrazione politica ed economica e il 41% che ne chiede meno. Allo stesso tempo però quasi la metà di coloro che temono la globalizzazione vede nell'Europa lo strumento per contrastare questi timori, proprio come in Italia, dove i cittadini nel “campo della paura” vorrebbero più integrazione in Ue nel 56% dei casi. 

di Elis Viettone

Scarica il rapporto “Globalization and European Integration: Threat or Opportunity? Perception, knowledge and policy preferences of European citizens” (“Integrazione europea: minaccia od opportunità? Percezioni, conoscenze e preferenze politiche dei cittadini europei”)  

Mercoledì 24 Gennaio 2018

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