Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

Fao e Ocse: sicurezza alimentare a rischio, aprire i mercati internazionali

Frenano produzione e domanda, cambiano le diete nei Paesi in via di sviluppo, più incerto lo scenario del commercio internazionale: l’Agricultural Outlook 2018-2027 analizza le tendenze del mercato agricolo.

La Food and Agriculture Organization (Fao) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) pubblicano ogni anno il rapporto “Agricultural Outlook”, che prevede le tendenze dei mercati agricoli e ittici in termini di domanda, produzione, livelli dei prezzi e flussi di commercio attraverso stime e proiezioni a dieci anni. L’edizione 2018-2027 aggiorna i dati e gli scenari presentati nel rapporto precedente, proponendo un focus su Medio Oriente e Nord Africa.

In termini di commercio internazionale, il quadro che emerge dalle previsioni effettuate sulla base della situazione corrente (ipotizzando, quindi, il perdurare delle attuali politiche di commercio agricolo), non è incoraggiante. Accanto ai rischi tradizionali che possono minacciare i mercati agricoli, infatti, la Fao e l’Ocse sottolineano l’aumento del livello di incertezza in riferimento alle politiche di commercio agricolo. Episodi recenti come il blocco delle importazioni di prodotti alimentari provenienti dall’Ue da parte della Russia in risposta delle sanzioni adottate in seguito alla crisi in Ucraina, la rinegoziazione degli accordi commerciali del Nafta (North American Free Trade Agreement) e l’impatto ancora sconosciuto della Brexit sui flussi commerciali di alcuni generi alimentari come carne e latticini aumentano l’instabilità del settore agricolo mondiale e la possibilità di ricorsi al protezionismo. Considerato il ruolo cruciale del commercio agricolo nell’assicurare la sicurezza alimentare globale, le due organizzazioni raccomandano al mondo di favorire la distensione delle politiche commerciali e l’apertura dei mercati.

Per quanto riguarda gli scenari di produzione e consumo, il rapporto parte dall’analisi del mercato agricolo nell’ultimo decennio, dove la produzione dei principali generi alimentari (cereali, carne, prodotti caseari e pesce) ha visto un consistente aumento, raggiungendo livelli da record nel 2017. Questa tendenza, tuttavia, non è stata accompagnata da un corrispondente aumento della domanda, il cui tasso di crescita è diminuito. 

In prospettiva, la Fao e l’Ocse prevedono un rallentamento della crescita di produzione, specialmente in Europa occidentale. Sebbene a ritmo più lento, la produzione crescerà comunque del 20% a livello globale da qui al 2027, soprattutto attraverso incrementi di efficienza e intensificazione delle colture. Persisterà poi il rallentamento della crescita di domanda, il cui volume sarà trainato giusto dall’aumento della popolazione mondiale, il cui stesso tasso di crescita frenerà. Aumenterà a un tasso inferiore rispetto allo scorso decennio anche la domanda di cereali, oli vegetali e zucchero di canna come input per la produzione di combustibili fossili, alimentata soprattutto dai Paesi in via di sviluppo. Il risultato di questo scenario sono prezzi attesi bassi per i prodotti agricoli e ittici.

Fanno eccezione alla tendenza in calo della crescita di domanda i settori dello zucchero e degli oli vegetali. Ingredienti alla base dei cibi raffinati e pronti, la Fao e l’Ocse prevedono un aumento pro capite di questo genere di prodotti nei Paesi dove è in corso il processo di urbanizzazione. Tendenze come questa lasciano prevedere che il “triplo fardello” della malnutrizione (denutrizione, obesità e malnutrizione) continuerà a gravare sulla popolazione dei Paesi in via di sviluppo.


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di Lucilla Persichetti

 

Mercoledì 11 Luglio 2018

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