Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

Clima e finanza: +1 C° è costato -5,8% di fatturato alle imprese italiane

L’Osservatorio Climate Finance misura l’impatto del rischio climatico su fatturato e redditività delle imprese. Costruzioni, banche e assicurazioni, industria estrattiva, i settori più colpiti. [VIDEO] 18/05/21

La prima analisi del nuovo Osservatorio Climate Finance della School of Management del Politecnico di Milano, diffusa in occasione del convegno del 27 aprile “Climate change finance: rischi e opportunità per le imprese”, conferma che il fenomeno del cambiamento climatico comporta dei costi non solo per la comunità e gli obiettivi condivisi di sostenibilità, ma anche in termini di fatturato e redditività aziendale.

L’Osservatorio ha sviluppato un database che incrocia le informazioni economiche e finanziarie di 1.154.000 imprese in Italia, tra il 2009 e il 2018, con i dati metereologici di temperatura, piovosità, irraggiamento solare, per trovare fondate evidenze empiriche in cui inquadrare il legame tra clima e sistema economico.

L’obiettivo era quello di individuare comprovati modelli interpretativi e sviluppare un metodo statistico ed econometrico affidabile per tracciare i rischi climatici cui sono soggetti imprese, istituzioni finanziarie ed enti pubblici, sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema e contribuire al dibattito normativo.


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Che i cambiamenti climatici potessero avere pesanti conseguenze anche in termini economici oltre che ambientali, era ormai opinione diffusa, ma disporre di dati che lo quantifichino crea consapevolezza e impone responsabilità: l’aumento di un grado di temperatura, tra il 2009 e il 2018, ha determinato, per le imprese italiane, una riduzione media del 5,8 di fatturato e del 3,4% in redditività.

Le piccole imprese sono quelle che hanno subito un calo maggiore di redditività (-4%, a fronte del -5,3% di fatturato), mentre quelle grandi, grazie a maggiori margini di manovra su costi e processi, hanno potuto contenere la perdita di marginalità a -3,6%, pur a fronte di un importante calo di fatturato (-14,6%).

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Facendo riferimento ai settori, l’aumento di temperatura ha penalizzato soprattutto il mercato delle costruzioni (fatturato a -16,2%, Ebitda a -6,8%), finanza di banche e assicurazioni, che hanno patito sia l’impatto diretto che quello indiretto delle imprese clienti (-11,8% e -5,9%), e l’industria estrattiva (-10,4% e -7,6%).

Sempre a causa dei danni indiretti hanno sofferto anche l'information technology, il real estate e la ricerca e innovazione: stesso calo di fatturato (-6,4%), differente diminuzione della marginalità (rispettivamente -6,8%, -4,6% e -3%). Meno gravi i cali di manifatturiero (-5,2% di fatturato e -2,4% di Ebitda) e il retail (-4,5% e -3,1%). Cali inferiori al -3% di entrambi gli indicatori, per agricoltura, turismo e trasporti.


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Dal punto di vista geografico, il Centro Italia è l’area che soffre maggiormente (-10,6% di fatturato e -8,5% di Ebitda) cui segue il Nord Est (-10% e -4,2%), dove però le aziende sono riuscite a conservare margini di guadagno maggiori. Il Nord Ovest registra una forte perdita di redditività (-6,8%) e meno di fatturato (-4,5%). Le imprese del Sud e delle Isole sono state finora meno esposte al cambiamento climatico (rispettivamente -1% e -2,3% di Ebitda; -4,3% e -3,1% di fatturato).

Un’analisi più puntuale è stata fatta sul 2018, un anno eccezionalmente caldo, in cui il nostro tessuto imprenditoriale ha registrato mancati ricavi per 133 miliardi di euro.

L’Osservatorio ha condotto anche un’analisi comparativa tra imprese localizzate in un’area in cui si è verificato un evento fisico acuto - tempesta, alluvione o incendio - e un campione di controllo di attività gemelle. L’anno successivo all’evento acuto, le imprese colpite mostravano una chiara diminuzione degli asset e del fatturato rispetto a quelle gemelle.

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Il surriscaldamento globale, e l’aumento conseguente dei fenomeni meteorologici estremi, è dunque ormai a pieno titolo un tema economico. Un raccolto di grano compromesso si riflette in una minore produzione di farina, oppure nella minore attività di un'azienda pastaia che aveva predisposto gli investimenti necessari per la produzione programmata; le conseguenze di un'improvvisa e eccezionale bufera si riflettono sul lavoro di un'impresa edilizia; le industrie della tecnologia devono scontare i minori ordini provenienti da aziende che avevano previsto adeguamenti tecnologici e per cause di forza maggiore sono costrette a rimandarli.

I dati raccolti dall’Osservatorio delineano in modo chiaro e misurabile i costi economici del cambiamento climatico e l’importanza di un’analisi puntuale nella valutazione del rating settoriale e soprattutto aziendale, di alcuni dati di valutazione dell’impatto e resilienza rispetto agli effetti del cimate change.

“La gestione delle conseguenze del cambiamento climatico e le strategie di mitigazione rappresentano la maggiore sfida che le economie mondiali dovranno affrontare nel corso nei prossimi anni”, ha affermato Roberto Bianchini, direttore dell’Osservatorio Climate Finance.

di Monica Sozzi

Video e materiale della presentazione

Martedì 18 Maggio 2021

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