Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

La Camera approva la ratifica degli Accordi di Parigi, ora tocca al Senato

La Camera dei Deputati ha dato il via libera al disegno di legge di ratifica di COP21. Ora serve una tempestiva approvazione anche dal Senato della Repubblica, per permettere all'Italia di partecipare alla prossima Conferenza di Marrakech del 4 novembre

 

Con 359 voti favorevoli e nessun contrario la Camera, il 19 ottobre, ha approvato il disegno di legge che era stato presentato dal Governo il 10 ottobre. Con la votazione della Camera dei Deputati si aggiunge un altro tassello al processo di ratifica dell'Accordo di Parigi stipulato il 12 dicembre 2015.

Buon segnale la votazione all'unanimità, che ha visto solo 12 astenuti e nessun contrario.

Adesso, è compito del Senato approvare nel minor tempo possibile il disegno di legge, per far sì che l'Italia possa completare definitivamente il processo di ratifica e depositarlo presso l'Onu in tempo per permettere la partecipazione della delegazione italiana alla COP22 di Marrakech. La COP22, infatti, riunirà solo gli Stati che hanno ratificato l’Accordo di Parigi. Per poter prendervi parte è necessario,quindi, depositare quanto prima all’Onu gli strumenti di ratifica.

In questo senso infatti si è espresso anche il Presidente della Commissione ambiente della Camera Ermete Realacci: “Mi auguro che arrivi presto anche l'approvazione del Senato, così da rendere effettiva la ratifica dell'Italia in tempo per la Cop22 e andare a testa alta a Marrakesh".

Il disegno di legge approvato l'altro ieri prevede il versamento del contributo italiano al Green Climate Fund, pari a 150 milioni di euro per il triennio 2016-2018, fondi già stanziati dalla legge di stabilità 2016.

Durante i lavori della COP 16, infatti, è stato istituito il Fondo verde per il clima come parte del meccanismo finanziario della Convenzione quadro delle Nazioni Unite.
Allo stato attuale sono stati versati 9,9 miliardi di euro da parte degli Stati sui 10,3 previsti: la quota di contribuzione italiana, dunque, rappresenta gran parte dei fondi mancanti, considerando che, su 46 firmatari, il nostro paese fa parte dei 6 Stati che ancora non hanno sottoscritto per intero il proprio contributo.

I firmatari degli Accordi di Parigi, come noto, si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas serra per arrivare alla temperatura globale di 1,5°: si tratta di un impegno che significa, per l’Italia, la riduzione di emissioni dagli attuali 430 a 260 milioni di tonnellate di CO2. Per questo è necessario un piano d’azione a tappe intermedie, nell’ottica di una totale de-carbonizzazione entro il 2050.

Gli impegni dei Paesi europei saranno applicabili a partire dal 2021, dal momento che fino al 2020 l’Unione Europea è già vincolata dagli obblighi previsti dall’Emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto firmato nel 2012.

Quanto alla distribuzione degli obblighi di mitigazione fra gli Stati membri dell’Unione Europea, essi sono in fase di determinazione: si sta lavorando alla revisione della direttiva Emission Trading e all’attuazione dello strumento cosiddetto Effort Sharing, cioè condivisione degli sforzi fra i paesi membri.

Il testo del disegno di legge è disponibile qui

di Carlo Maria Martino

Venerdì 21 Ottobre 2016

Aderenti