Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Rubrica: Europa e Agenda 2030

Come sconfiggere la criminalità finanziaria nell’Ue

Settimana dal 19 al 25 luglio. Commissione Ue: nuove norme anti-riciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo - relazioni annuali sul rispetto dello stato di diritto e sul rispetto della normativa europea, con focus Italia.

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Nuove norme per l’anti-riciclaggio e per contrastare il finanziamento del terrorismo

La Commissione europea ha presentato il 20 luglio un nuovo pacchetto di proposte legislative finalizzato al contrasto del riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.

Partendo dalla premessa che il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo rappresentano una grave minaccia per l'integrità dell'economia e del sistema finanziario dell'UE e per la sicurezza dei suoi cittadini Europol stima che circa l'1% del prodotto interno lordo annuo dell'Ue è rilevato come coinvolto in attività finanziarie sospette.

La Commissione evidenzia come la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo è fondamentale per garantire la stabilità finanziaria e la sicurezza in Europa, e come le lacune legislative di un solo Stato membro si ripercuotono sull'insieme dell'Ue. Ed è per questo motivo che le norme dell'Ue devono essere attuate in maniera armonizzata, efficiente e coerente, con un’efficace vigilanza, al fine di combattere la criminalità e proteggere il nostro sistema finanziario.

Come dichiarato da Mairead McGuinness, commissaria per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, durante la conferenza stampa di presentazione del pacchetto: dietro la storia del denaro sporco ci sono crimini terribili che sono orribili per i cittadini, la società, le famiglie e le comunità e quindi combattere il riciclaggio di denaro significa affrontare la criminalità nel suo cuore. É dunque fondamentale assicurare che il nostro sistema finanziario non faciliti la criminalità e non permetta che il danaro sporco venga riciclato.

Il pacchetto presentato deriva dal piano d’azione anti-riciclaggio del maggio 2020, e rientra nel quadro della strategia dell'Ue per l'Unione della sicurezza per il periodo 2020-2025 adottata il 24 luglio 2020 che già annunciava, tra le finalità del quadro normativo dell'Ue in materia di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, anche la protezione dei cittadini europei dal terrorismo e dalla criminalità organizzata.

L’obiettivo del pacchetto è dunque migliorare l'individuazione delle operazioni e delle attività sospette e colmare le lacune sfruttate dai criminali per riciclare proventi illeciti o finanziare attività terroristiche attraverso il sistema finanziario, aggiornando l'attuale quadro normativo dell'Ue.

L’adeguamento si rende necessario anche per rispondere alle sfide nuove ed emergenti legate all'innovazione tecnologica, come le valute virtuali, la maggiore integrazione dei flussi finanziari nel mercato unico e la natura globale delle organizzazioni terroristiche.

Queste proposte contribuiranno a creare un quadro molto più coerente per agevolare la conformità degli operatori soggetti alle norme anti-riciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo (Aml/Cft), in particolare quelli che operano a livello transfrontaliero.

Il pacchetto si compone di fatto di quattro proposte legislative:

  • un regolamento che istituisce una nuova autorità dell'Ue in materia di Aml/Cft;
  • un regolamento in materia di Aml/Cft contenente norme direttamente applicabili, anche in relazione all'adeguata verifica della clientela e alla titolarità effettiva;
  • una nuova direttiva in materia di Aml/Cft, che sostituisce l'attuale direttiva (Ue) 2015/849 (quarta direttiva antiriciclaggio, a sua volta modificata dalla quinta), contenente disposizioni da recepire nel diritto nazionale, come le norme sugli organismi di vigilanza nazionali e le Unità di informazione finanziaria (Uif) negli Stati membri;
  • una revisione del regolamento del 2015 sui trasferimenti di fondi ai fini del tracciamento dei trasferimenti di cripto-attività (regolamento (Ue) 2015/847).

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Al centro del pacchetto legislativo vi è la creazione di una nuova autorità antiriciclaggio dell'Ue che trasformerà la vigilanza Aml/Cft nell'Ue e rafforzerà la cooperazione tra le Unità di informazione finanziaria (Uif). La nuova autorità antiriciclaggio a livello dell'Ue (Amla) sarà la centrale di coordinamento delle autorità nazionali, tesa a garantire che il settore privato applichi in modo corretto e coerente le norme dell'Ue. L'Amla sosterrà inoltre le Uif nel loro lavoro per migliorarne la capacità analitica dei flussi illeciti e fare dell'intelligence finanziaria una fonte di informazioni fondamentale per i servizi di contrasto alla criminalità finanziaria.

L'Amla dovrà in particolare:

  • istituire un unico sistema integrato di vigilanza Aml/Cft in tutta l'Ue, basato su metodologie di vigilanza comuni e sulla convergenza verso standard di vigilanza elevati;
  • vigilare direttamente su alcuni degli enti finanziari più rischiosi che operano in un gran numero di Stati membri o richiedono un'azione immediata per far fronte a rischi imminenti;
  • monitorare e coordinare gli organismi di vigilanza nazionali responsabili di altri soggetti finanziari e coordinare gli organismi di vigilanza dei soggetti non finanziari;
  • sostenere la cooperazione tra le Unità di informazione finanziaria nazionali e facilitare il coordinamento e le analisi congiunte tra di esse, al fine di individuare meglio i flussi finanziari illeciti di natura transfrontaliera.

É prevista l’armonizzazione delle norme Aml/Cft in tutta l’Ue, con l’utilizzo del codice unico in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo, indicando norme comuni e disposizioni più specifiche in materia di adeguata verifica della clientela, titolarità effettiva e competenze e compiti delle Unità di informazione finanziaria (Uif).

I registri nazionali dei conti bancari saranno collegati, consentendo alle Uif di accedere più rapidamente alle informazioni sui conti bancari e sulle cassette di sicurezza.

La Commissione fornirà anche alle autorità di contrasto l'accesso a questo sistema, accelerando le indagini finanziarie e il recupero dei proventi di reato nei casi transfrontalieri. L'accesso alle informazioni finanziarie sarà soggetto alle garanzie della direttiva (Ue) 2019/1153 sullo scambio di informazioni finanziarie.

Sarà data piena applicazione alle norme dell'Ue in materia di Aml/Cft al settore delle cripto-attività, partendo dal fatto che allo stato attuale solo alcune categorie di prestatori di servizi per le cripto-attività sono soggette alle norme dell'Ue in materia di Aml/Cft.

La riforma proposta estenderà dunque l'ambito di applicazione di queste norme all'intero settore delle cripto-attività, obbligando tutti i prestatori di servizi all'adeguata verifica della clientela. Le nuove modifiche garantiranno la piena tracciabilità dei trasferimenti di cripto-attività, come i Bitcoin, e consentiranno di prevenire ed individuare il loro possibile impiego a fini di riciclaggio/finanziamento del terrorismo. Saranno inoltre vietati i portafogli anonimi di cripto-attività.

Viene introdotto un massimale di 10mila euro per i pagamenti in contanti in tutta l’Ue, rendendo più difficile ai criminali il riciclaggio di denaro sporco.

La Commissione valuta che questo massimale a livello dell'Ue è sufficientemente elevato da non delegittimare l’euro come moneta a corso legale e a riconoscere il ruolo essenziale del contante. E riporta comunque il fatto che in circa due terzi degli Stati membri già si applicano massimali analoghi, anche se di entità variabile, i quali possono rimanere in vigore a condizione che non superino i 10mila.

Poiché il riciclaggio di denaro è un fenomeno globale che richiede una forte cooperazione internazionale, la Commissione riferisce anche al rapporto dell’Ue con Paesi terzi.

Di fatto collabora già con i suoi partner internazionali nella lotta alla circolazione di denaro sporco in tutto il mondo; in particolare, attraverso il Gruppo di azione finanziaria internazionale (Gafi), quale istituzione garante a livello mondiale della lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, che formula raccomandazioni ai Paesi.

Il pacchetto legislativo sarà nei prossimi mesi dibattuto dal Parlamento europeo e dal Consiglio. La pressione è che la futura autorità antiriciclaggio entri in funzione nel 2024 in coincidenza con il recepimento delle direttive e l’applicazione del nuovo quadro normativo.

 

Relazione annuale sullo stato di diritto nell’Ue - relazione sull’Italia

Il 20 luglio la Commissione ha anche approvato la relazione annuale sul rispetto dello stato di diritto nell’Ue, sulla base delle singole relazioni per ciascuno Stato membro pubblicate contestualmente. L’esame relativo all’anno 2020 intende valutare in particolare come la situazione straordinaria determinata dalla pandemia abbia inciso anche sullo stato di diritto.

In particolare per l’Italia, il documento di lavoro della Commissione valuta come il Covid-19 abbia significativamente aumentato il rischio di corruzione e di crimini a ciò correlati, con infiltrazioni nell’economia legale, mentre diverse proposte di riforma legislativa anticorruzione sono ancora pendenti, come quelle sulle tematiche del conflitto d’interessi e del revolving doors.

Tra gli altri temi messi in evidenza troviamo la preoccupazione per gli attacchi fisici e le minacce di morte e altre forme d’intimidazione nei confronti di giornalisti; invece, la prevista riforma delle leggi sulla diffamazione in Italia rimane in sospeso in Parlamento e l'indipendenza politica dei media italiani rimane un motivo di preoccupazione, in particolare nel settore audiovisivo.


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Il documento evidenzia inoltre che risulta al vaglio del Parlamento il progetto di legge per un'istituzione indipendente per i diritti umani, e che sono stati segnalati alcuni progressi nella legislazione sulle organizzazioni della società civile che si occupano di migranti, e disposizioni per la disciplina delle attività delle organizzazioni che svolgono operazioni di ricerca e salvataggio in mare, sebbene le preoccupazioni rimangano in un contesto generale in cui la gestione della migrazione nell'Ue è impegnativo.

In generale, sul sistema giudiziario italiano, si riconosce che si stanno sviluppando i processi di riforma necessari già raccomandati, inclusa la digitalizzazione, riportando però ancora il dato che solo il 34% degli italiani considera il proprio sistema giudiziario giusto o molto buono. Si ricorda l’importanza di tenere conto nelle riforme delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa.

 

Relazione annuale sul rispetto della normativa Ue - focus sull’Italia

Il 23 luglio è seguita la pubblicazione del monitoraggio annuale sull’applicazione della legge dell’Ue.

Per l’Italia c’è stato un incremento progressivo delle procedure d’infrazione avviate: dalle 12 del 2017, alle 36 del 2020. Nel 2020 gli ambiti in cui sono stati aperti più procedimenti riguardano mobilità e trasporti (11 casi) e ambiente (8 casi). Nel 2020 sono state inoltre aperte 18 nuove procedure per ritardo nel recepimento di direttive.

Le procedure ancora aperte del quinquennio 2016-2020 nei confronti dell’Italia sono in totale 86 di cui 53 per trasposizione non corretta o inadeguata applicazione delle direttive.

L’Italia si posiziona quarta in classifica per più alto numero di procedure d’infrazione aperte, o terza escludendo il Regno unito nel post-brexit. L’ambito maggiormente interessato è l’ambiente (21 casi), seguito da mobilità e trasporti (13 casi).

 

di Luigi Di Marco

 

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Lunedì 26 Luglio 2021

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