Rubrica: #UnescoSostenibile
Pisa: una nuova narrazione per Piazza dei Miracoli. Raccontare l’invisibile
Intervista al Sindaco di Pisa, Michele Conti, e al Presidente dell’Opera della Primaziale Pisana, Andrea Maestrelli. A cura di Annateresa Rondinella – Cattedra Unesco in Comunità energetiche sostenibili, Università di Pisa.
Sviluppo di comunità energetiche, fonti rinnovabili, sistemi intelligenti di illuminazione, rigenerazione urbana. Ma qui la tecnologia non entra nell’opera d’arte: si inchina alla bellezza, scomparendo dentro di essa.
C’è un momento, entrando nella Piazza del Duomo di Pisa, in cui lo sguardo si ferma. Non è solo la celebre inclinazione della Torre, ma l’armonia di un complesso monumentale che, come scriveva D'Annunzio, appare come un “prato dei miracoli”: uno spazio dove architettura, luce e simbolo costruiscono una delle immagini più iconiche dell’Italia nel mondo, incarnando una sfida, quella tra l’essere umano e le leggi della natura.
Questa perfezione marmorea è stata ufficialmente consacrata nel 1987, quando l’Unesco ha iscritto la “Piazza dei miracoli” nella lista del Patrimonio mondiale. La motivazione risiede nel suo essere un capolavoro insuperabile del genio creativo umano, un modello architettonico che ha influenzato profondamente lo sviluppo dell’arte romanica medievale. In questa cornice di bellezza assoluta si inserisce anche la memoria scientifica: fu proprio qui che Galileo Galilei, osservando il moto di una lampada all’interno del Duomo, elaborò le intuizioni fondamentali sulla teoria del pendolo, legando per sempre questo spazio all'evoluzione del pensiero moderno. È la stessa meraviglia che ha commosso i viaggiatori del Grand Tour da Byron a Shelley e che fece scrivere a Giacomo Leopardi di quanto il cielo e l'aria di Pisa sapessero "innamorare".
La Piazza dei Miracoli continua a mostrarsi identica a sé stessa, immobile nella sua perfezione. Una foto di un secolo fa non sarebbe diversa da quella che potremmo scattare oggi. Eppure, sotto questa apparente immobilità, si sta costruendo qualcosa di nuovo: una trama invisibile, tessuta dal lavoro corale di architetti, restauratori acrobati, ingegneri energetici, storici dell’arte, petrografi e giardinieri. Un sistema interdisciplinare che orienta le scelte energetiche, la gestione dei consumi e la sostenibilità del sito.
È in questo contesto che si colloca la visione del sindaco di Pisa, Michele Conti: “La gestione Unesco della nostra piazza del Duomo è affidata all’Opera della Primaziale Pisana, mentre il Comune di Pisa svolge il ruolo di referente al Ministero della Cultura, di coordinamento con le istituzioni coinvolte e, dal 2021, di capofila del Piano di Gestione del sito che, tra i suoi obiettivi, ha quello di costruire una strategia che integri tutela, fruizione e sviluppo sostenibile. In questo senso, il nostro impegno è dedicato ai temi dell’energia, rigenerazione e transizione energetica. Lavoriamo allo sviluppo di comunità energetiche, utilizzo di fonti rinnovabili, sistemi intelligenti di illuminazione e riduzione dei consumi. Allo stesso tempo, siamo impegnati nella rigenerazione urbana e rafforzamento del verde come infrastruttura ecologica. È in questa direzione che Pisa, partendo dal suo sito Unesco, intende costruire il proprio percorso sostenibile in grado di generare benefici ambientali, economici e sociali per la propria comunità”.

A questa visione si affianca l’approccio alla sostenibilità descritto dall’Opera della Primaziale Pisana. “La Piazza del Duomo non è attraversata da infrastrutture energetiche visibili, perché non può esserlo - sottolinea Andrea Maestrelli, presidente dell’Opera della Primaziale Pisana - i vincoli di tutela impongono che ogni intervento sia compatibile, reversibile e non alteri l’immagine del complesso monumentale. Qui la tecnologia non entra nell’opera d’arte ma si inchina alla bellezza, scomparendo dentro di essa”.
Proprio entro questi limiti prende forma una delle esperienze più significative di transizione possibile in un contesto storico monumentale. “L’installazione di impianti fotovoltaici – prosegue il presidente Maestrelli - nasce nei depositi e nei laboratori di restauro di Campaldo, al di fuori del perimetro Unesco, e da lì alimenta, con energia rinnovabile, il fabbisogno energetico della Piazza del Duomo. L’intervento è inserito nel Piano Transizione 5.0 e in linea con gli obiettivi europei di REPowerEU, e si affianca ad altre azioni già avviate di efficientamento energetico, in particolare attraverso l’ottimizzazione dei sistemi di illuminazione e climatizzazione, con l’adozione di tecnologie a basso consumo e a ridotto impatto visivo, compatibili con il contesto monumentale, come la progressiva elettrificazione del parco veicoli, configurando un modello integrato di sostenibilità applicata alla gestione del patrimonio culturale”.
Questo approccio delinea una vera e propria nuova via alla sostenibilità per i siti monumentali: quella dell’autoconsumo esteso, potenzialmente evolvibile in forme di condivisione energetica per il territorio. Non si tratta di una rinuncia all'innovazione, ma di un modello dove la tecnologia diventa 'invisibile' e delocalizzata. Sebbene non esistano ancora comunità energetiche formali, e siano allo studio soluzioni incrementabili, il sistema di Pisa crea un ponte “invisibile” tra la periferia produttiva e il cuore artistico della città, trasformando il monumento in un organismo energeticamente attivo che trae linfa dal territorio circostante senza alterare la propria estetica millenaria. In questa prospettiva, la transizione ecologica non rappresenta un adattamento forzato imposto dai vincoli, ma un’evoluzione naturale della “cura” che l’Opera della Primaziale Pisana esercita da secoli.
Accanto alla produzione energetica decentrata, emerge un secondo livello, meno visibile ma determinante: quello della gestione dei rischi e della continuità operativa in caso di blackout energetico. In un complesso come la Piazza dei Miracoli, sottoposto a una delle pressioni turistiche più intense a livello globale, l’energia non è solo una questione di approvvigionamento, ma una condizione necessaria per garantire sicurezza, conservazione e stabilità degli ambienti. Le dinamiche del cambiamento climatico incidono in modo sempre più diretto su questi equilibri, imponendo un controllo puntuale dei parametri microclimatici. Temperatura e umidità costituiscono fattori determinanti per la conservazione delle opere, dalle sculture agli affreschi, dai mosaici alle tarsie lignee, fino agli intarsi e alle sinopie. Per questo il sito è dotato di sistemi che assicurano continuità anche in caso di interruzione della fornitura: gruppi elettrogeni in grado di alimentare l’intero complesso, dispositivi di continuità e sistemi di accumulo dedicati in particolare agli impianti di sicurezza. Si tratta di infrastrutture che non si vedono, ma che garantiscono il funzionamento costante del complesso monumentale.

Parallelamente, la sostenibilità viene progressivamente integrata nelle attività di comunicazione e valorizzazione. “La transizione energetica – evidenzia il presidente Maestrelli - può rappresentare un’opportunità di valorizzazione culturale se integrata nella narrazione del sito come parte delle sue pratiche di cura e responsabilità. Un patrimonio che adotta soluzioni sostenibili non solo si protegge, ma comunica un messaggio contemporaneo, rafforzando il proprio ruolo educativo e civico nei confronti della comunità e dei visitatori”. Non si tratta di un elemento aggiuntivo alla narrazione, ma parte integrante della sua lettura: un modo per coinvolgere visitatori e comunità nella comprensione delle relazioni tra gestione energetica, conservazione e cambiamento climatico. L’esperienza della Piazza, così, supera la semplice fruizione e si struttura come un percorso di interpretazione e consapevolezza, in cui apprendere i processi che rendono possibile la conservazione dei monumenti e delle opere d’arte riconoscendo nella sostenibilità una componente della narrazione culturale. Ogni intervento viene valutato lungo tre direttrici: conservazione, fruizione e paesaggio, verificando la compatibilità con le condizioni microclimatiche, la qualità dell’esperienza e l’integrità visiva del contesto. In questo modo, la sostenibilità si configura come un criterio di orientamento che attraversa l’intero sistema di gestione del sito. Le scelte energetiche diventano strumenti di interpretazione del patrimonio: rendono visibile l’invisibile, ovvero i processi di sostenibilità attivati, trasmissibili anche attraverso strumenti digitali e percorsi informativi e formativi che collegano la storia millenaria della “Piazza dei Miracoli” alle sfide globali contemporanee.
