Rubrica: #UnescoSostenibile
L'algoritmo di Palladio: la nuova energia di Vicenza e delle sue Ville
Interventi contro il rischio alluvioni, il progetto “Aria di Vicenza”, nuovi piani per il verde, un’innovazione tecnologica che “funge da ponte tra epoche”. E con Fondazione Energia Solidale la transizione energetica diventa strumento di inclusione sociale. 8/05/26
Intervista al sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, a Cristina Balbi assessora allo sviluppo economico e al sito Unesco e al site manager Riccardo D'Amato. A cura di Annateresa Rondinella – Cattedra Unesco in Comunità energetiche sostenibili, Università di Pisa.

Esiste un senso di ordine assoluto che accoglie chiunque si trovi ad attraversare il cuore di Vicenza o a scorgere, tra i colli e le pianure venete, il profilo di una villa palladiana. Non è solo il fascino della pietra bianca, ma la sensazione di trovarsi di fronte a un’armonia architettonica e paesaggistica che non occupa lo spazio, ma lo organizza, delineando quell’ordine universale che Andrea Palladio ha saputo integrare nel paesaggio veneto facendone un manifesto di bellezza, eleganza e simmetria.
Questa visione è stata consacrata nel 1994 con l’iscrizione di Vicenza nella Lista del Patrimonio Mondiale, un riconoscimento esteso poi nel 1996 per includere le 24 Ville palladiane distribuite nel territorio veneto. La motivazione risiede nell’aver creato un sistema architettonico unico al mondo, un "algoritmo" di forme che ha influenzato per secoli il design globale, dalla Casa Bianca a Washington fino ai palazzi di San Pietroburgo.
Ma in queste terre la pietra non parla solo d'estetica: è una memoria di efficienza che si declina in due anime distinte. Da un lato, i palazzi incastonati nel tessuto medievale di Vicenza, capaci di nobilitare lo spazio urbano con una solennità classica; dall’altro, le ville, veri centri produttivi e simbolici volti a governare la campagna. Palladio non progettava solo edifici, ma macchine bioclimatiche ante litteram, capaci di sfruttare i venti e la luce solare per vivere in armonia con la natura. È questa stessa razionalità ad aver affascinato Goethe, che vi riconobbe una "seconda natura" regolata da leggi matematiche: un’armonia così perfetta da apparire "divina", poiché capace di elevare l'umano al rigore dell'ordine cosmico. Un'eredità che non è soltanto memoria, ma una lezione di sostenibilità capace di anticipare le sfide ecologiche del nostro tempo.

Il sindaco Giacomo Possamai colloca questo impegno su una scala territoriale più ampia: “Il percorso verso la sostenibilità, in un sito come il nostro, non si ferma agli edifici ma riguarda l’intero paesaggio palladiano, parte integrante del valore Unesco. L’equilibrio richiede di contemperare esigenze diverse: da un lato la tutela dell’identità delle Ville, preservando il contesto rurale ed evitando ulteriore urbanizzazione; dall’altro la necessità di garantire la sicurezza del territorio, soprattutto sotto il profilo idraulico”.
“Negli ultimi anni”, ha proseguito il sindaco, “siamo intervenuti in modo concreto con bacini di laminazione e casse di espansione per ridurre il rischio alluvioni, in un contesto sempre più esposto al cambiamento climatico, ma resta ancora molto da fare. Allo stesso tempo, la transizione significa anche qualità dell’aria e salute pubblica. Il progetto “Aria di Vicenza”, sostenuto da Fondazione Cariverona, unisce monitoraggio e interventi di inverdimento, con nuove piantumazioni e forestazione urbana. Su questo fronte stiamo investendo risorse importanti, anche grazie al contributo di soggetti privati come la Fondazione Gabaldo, con l’obiettivo di sviluppare un piano strategico complessivo per il verde. Tutela del paesaggio, sicurezza e qualità ambientale sono oggi parte di un’unica strategia di resilienza, necessaria per conservare il valore del Sito e migliorare la qualità della vita”.
Oggi, il Sito Unesco di Vicenza e delle Ville del Palladio non si limita a conservare un patrimonio: attraverso il Piano di Gestione 2024-2030, che vede la collaborazione corale di 21 comuni, il sito integra la tutela monumentale con il Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima (Paesc). In questo scenario, come sottolinea l’assessora Cristina Balbi, “la tecnologia funge da ponte tra epoche: dal massiccio intervento di refitting a led della rete urbana alimentata al 100% da fonti rinnovabili, capace di coniugare il risparmio energetico mantenendo il fascino delle lanterne storiche, fino alla nuova illuminazione scenica del Teatro Olimpico. Qui, l’uso di proiettori robotizzati e sistemi mimetici in cor-ten per i giardini rappresenta la rilettura contemporanea di quel principio di efficienza e armonia già inscritto nel Dna dell’architettura palladiana”.

Questi interventi si inseriscono in una più ampia serie di azioni che spaziano dall’efficientamento di 20 immobili comunali alla salvaguardia del territorio. Una sfida tecnicamente complessa, che il site manager Riccardo D'Amato delinea così: “Alcune progettualità rappresentano oggi una declinazione concreta di questa strategia d’insieme: dall’ampliamento della rete di teleriscaldamento, con il recupero dei cascami termici delle acciaierie cittadine, alle Cer, fino all’impianto di Monte Crocetta, che trasforma la gestione dei rifiuti in una gestione di risorse, contribuendo a ridurre il consumo energetico per la produzione di materia prima”.
L'obiettivo finale è riconoscere come anche le infrastrutture contemporanee possano, se progettate con intelligenza, dialogare con quella stessa logica di efficienza e integrazione che Andrea Palladio aveva già iscritto nel paesaggio. Un sistema dove il restauro diventa strategia, come dimostra l’impianto geotermico della Basilica Palladiana, e la conservazione si fa energia, supportato da iniziative di valore sociale come la Fondazione Energia Solidale. Questa realtà, nata dalla collaborazione tra il Comune e la Diocesi di Vicenza, non si limita alla promozione delle fonti rinnovabili, ma coinvolge attivamente la cittadinanza attraverso assemblee nei quartieri per trasformare il risparmio energetico in uno strumento di inclusione sociale, destinando i benefici economici al contrasto della povertà energetica nelle fasce più fragili della popolazione. I cittadini e le cittadine sono anche coinvolti in eventi di sensibilizzazione alla sostenibilità come le Giornate Ecologiche e l’adesione a M’illumino di Meno. Parallelamente, la creazione di nuove "Buffer Zone" si configura come un atto di tutela attiva: non semplici zone cuscinetto, ma aree di protezione e valorizzazione che preservano l'integrità estetica e il contesto rurale delle Ville palladiane, garantendo che l'innovazione energetica proceda in totale armonia con l’Eccezionale Valore Universale del bene.
Al fine di tutelare tale integrità la gestione del sito Unesco vicentino si configura come un sofisticato ecosistema di governance multilivello che trascende la semplice sommatoria dei 21 enti locali coinvolti. Al centro di questa architettura istituzionale si pone il Comune di Vicenza nel ruolo di capofila e coordinatore operativo, incaricato di armonizzare le strategie di tutela in costante dialogo con il ministero della Cultura e la Regione del Veneto. La complessità del modello è tuttavia dettata dalla sua natura di sito seriale, che impone una convergenza d'intenti tra sei diverse Province e una pluralità di soggetti privati e fondazioni, detentori diretti della proprietà delle Ville. Tale assetto trasforma la conservazione in un "patto di territorio" in cui il rigore scientifico, garantito dal supporto di istituzioni d'eccellenza come il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, si integra con le dinamiche di sviluppo socio-economico locale. Ne deriva una rete relazionale codificata da protocolli d’intesa, dove la responsabilità della salvaguardia è condivisa tra l'alta vigilanza dello Stato e la gestione attiva dei singoli proprietari, definendo un modello di partenariato pubblico-privato essenziale per la resilienza e la valorizzazione del patrimonio palladiano nel tempo.

È su questo terreno che si colloca anche la riflessione finale dell’assessora Balbi, che restituisce con chiarezza il senso della missione contemporanea: “In contesti come quello della Città di Vicenza e delle Ville del Palladio, la priorità è costruire un approccio integrato. Questo significa investire non solo in interventi impiantistici, ma anche in conoscenza, digitalizzazione e capacità amministrativa: oggi le tecnologie ci permettono di intervenire in modo sempre più preciso e non invasivo, dal monitoraggio dei consumi al controllo dei microclimi, anche negli edifici più delicati”. Ma la questione, sottolinea, è anche istituzionale: “Servono regole più flessibili e strumenti finanziari adeguati. Non possiamo chiedere ai siti Unesco di essere allo stesso tempo perfettamente conservati e pienamente sostenibili senza mettere a disposizione strumenti coerenti con questa ambizione”.
Proprio questa necessità di coerenza rivela l'attualità di un linguaggio universale. Lo aveva compreso oltreoceano Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, che fece dei trattati di Palladio la 'Bibbia' dell'architettura americana. Ma se allora l'opera era un codice sacro, oggi quella lezione evolve in un algoritmo di sostenibilità: il sito Unesco della Città di Vicenza e delle Ville del Palladio nel Veneto traduce così la proporzione classica nelle soluzioni tecnologiche che guardano oltre il presente.

*le foto inserite nell’articolo sono di proprietà dell’ufficio stampa del comune di Vicenza
