Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Rubrica: Voci dal territorio

Famille, la piattaforma che guida i genitori nei primi mille giorni

A Milano nasce una piattaforma digitale per orientare i neogenitori tra servizi e opportunità nei primi anni di vita dei figli, connettendo welfare, territorio e comunità. L’intervista a Letizia Cirillo.

mercoledì 18 marzo 2026
Tempo di lettura: min

In Italia nascono sempre meno bambini, ma il desiderio di genitorialità resta alto. Nel 2024 le nascite sono scese a 370mila. Oltre il 70% dei giovani vorrebbe avere figli, ma rinvia per mancanza di stabilità e servizi.
In questo spazio, tra bisogno e difficoltà, si inserisce Famille, una piattaforma pensata per accompagnare i genitori nei primi mille giorni di vita dei figli.A Milano il tema è ancora più evidente: ci sono quasi 30mila bambini tra 0 e 3 anni e migliaia di famiglie che si trovano a orientarsi in un sistema di servizi ampio e strutturato, ma spesso complesso e frammentato. É proprio nel cuore di Milano che il progetto è stato presentato oggi, mercoledì 18 marzo, alla presenza delle istituzioni cittadine e della Regione Lombardia.

“Diventare genitori oggi nelle grandi città significa spesso trovarsi soli davanti a servizi difficili da decifrare”, racconta Letizia Cirillo, cofondatrice di Mykes, impresa sociale che promuove Famille e da anni lavora sul tema della genitorialità come responsabilità collettiva, non solo privata.

“L’idea è offrire uno strumento semplice e accessibile per capire cosa esiste e come accedervi, rafforzando il legame tra famiglie, istituzioni e comunità. Una piattaforma, ma anche qualcosa di più: un’infrastruttura che mette in connessione servizi sanitari, consultori, opportunità educative e reti territoriali, trasformando l’orientamento in un vero supporto alla genitorialità”.

Orientarsi nei primi mille giorni

I primi mille giorni – dalla gravidanza ai primi anni di vita – sono riconosciuti come una fase decisiva per lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei bambini. Famille si costruisce su tre funzioni chiave: informare, accompagnare e connettere.
Da un lato rende leggibili servizi e diritti, dall’altro offre percorsi pratici e crea relazioni tra famiglie attraverso forme di mutuo aiuto.

“Famille mette insieme informazioni accessibili e relazioni, costruendo un ecosistema che accompagna i genitori nel quotidiano.
Nasce dall’incontro tra diritto, innovazione sociale e politiche pubbliche urbane. Per oltre dieci anni ho lavorato al Tribunale per i minorenni, incontrando famiglie nei momenti di maggiore difficoltà. Da lì è nata una convinzione: il sistema interviene spesso troppo tardi, mentre c’è poco investimento sull’accompagnamento prima. L’idea non è aggiungere un nuovo servizio, ma rendere più accessibili e connessi quelli che già esistono”
. 

Dal digitale al welfare territoriale

“Non basta mappare i servizi: le informazioni esistono già, ma spesso sono frammentate e difficili da usare per chi diventa genitore per la prima volta. Il punto non è solo sapere cosa c’è, ma capire cosa serve in quel momento e come attivarlo. Per questo abbiamo lavorato su tre livelli: rendere le informazioni più leggibili, accompagnare con percorsi pratici e creare connessioni tra famiglie. Famille fornisce una mappa per orientarsi, uno strumento semplice per muoversi con facilità e ridurre il carico mentale legato alla genitorialità”.

Accanto alla piattaforma digitale, il progetto si sviluppa anche sul territorio con incontri tra genitori, momenti di orientamento e iniziative pratiche, come le “Admin morning”, dedicate alla gestione delle pratiche burocratiche.
Il primo ambito di sperimentazione è Milano, dove la piattaforma raccoglie e organizza informazioni su consultori, servizi sanitari, supporti economici, reti educative e comunità locali. Il modello milanese è pensato come laboratorio urbano, con l’ambizione di essere replicato in altri contesti, contribuendo ad affrontare anche temi più ampi come le disuguaglianze nell’accesso ai servizi, la fragilità delle famiglie urbane e la sostenibilità demografica.

“Il progetto nasce dal dialogo con istituzioni, servizi e terzo settore. Non aggiunge un livello, ma prova a connettere quelli che già ci sono”, sottolinea Cirillo. 

Comunità, servizi e nuove forme di supporto

Uno degli elementi più rilevanti del progetto è il tentativo di superare la solitudine che spesso accompagna i primi anni di genitorialità. Famille introduce modelli di supporto peer-to-peer, le cosiddette “support bubble”: piccoli gruppi di famiglie con bisogni simili che si sostengono reciprocamente. Un approccio che affianca ai servizi formali una dimensione comunitaria, valorizzando relazioni e prossimità.

“Quello che ci interessa è contribuire a un cambio di sguardo. La genitorialità non è solo una questione privata, ma riguarda il modo in cui una società si prende cura delle proprie relazioni e del proprio futuro. Se vogliamo che le persone possano davvero scegliere di avere figli, non basta sostenere economicamente le famiglie: serve rendere più semplice orientarsi, accedere ai servizi, costruire reti. Famille prova a stare proprio lì, in quello spazio tra ciò che esiste e ciò che le famiglie riescono davvero a utilizzare”.

 

Aderenti