Rubrica: Voci dal territorio
Terremoti e alluvioni: Coniri insegna la prevenzione attraverso il gioco
L’iniziativa Ingv coinvolge migliaia di studenti con giochi scientifici e attività per sviluppare comportamenti corretti in caso di terremoti, tsunami, alluvioni e frane. Ne abbiamo parlato con Giovanna Lucia Piangiamore. 20/05/26
La prevenzione dei rischi naturali può essere insegnata anche giocando. Con quiz, giochi di ruolo, sfide tra classi e avatar capaci di trasformare terremoti, tsunami, alluvioni e frane in esperienze educative partecipate a partire da uno storytelling. È questo il cuore di Coniri – CONvivere con I RIschi naturali (Cammini educativi finalizzati alla prevenzione e mitigazione del rischio sismico e idrogeologico), percorso promosso dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) insieme ad AssoCea Messina Aps all’interno del progetto “Futuri cittadini responsabili 2.0”.
Nato durante la pandemia per collegare online scuole siciliane anche molto distanti tra loro, Coniri è cresciuto anno dopo anno coinvolgendo migliaia di studenti di tutta Italia. Solo nell’ultimo anno scolastico ha raggiunto circa 4500 studenti di 50 istituti comprensivi. Un’esperienza che nel 2025 ha ottenuto il secondo premio e la menzione speciale per la sostenibilità del Comitato scientifico al Premio Filippo Basile, uno dei principali riconoscimenti italiani dedicati alle pratiche formative nel settore pubblico. Il progetto è stato presentato anche a livello internazionale, durante la conferenza Aretl di Parigi dedicata alla ricerca avanzata in educazione, insegnamento e apprendimento.

Una “spinta gentile” per educare alla prevenzione
Dietro Coniri c’è il lavoro di Giovanna Lucia Piangiamore, ricercatrice dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanlogia, che da oltre vent’anni segue progetti educativi nelle scuole e che racconta come al concetto di nudge - la “spinta gentile”, sia arrivata quasi per caso.
“Un’insegnante con cui collaboravo da anni, Daniela Garau, mi ha chiamata perché avevano superato la selezione per un progetto europeo e dovevano partecipare all’hackathon ‘Fare pace con l’ambiente’. Dovevamo creare un nudge, cioè una spinta gentile, per invitare le persone a fare qualcosa di sostenibile”, progettando uno strumento di educazione digitale ambientale secondo le buone pratiche europee del Digital education action plan, ponendo in risalto la centralità delle azioni per il clima posta dal “Green deal europeo”.
Da quell’esperienza nasce il nudge “AcquaViva” degli Smart Citizens, squadra del Cpia (Centro provinciale istruzione adulti) di La Spezia, il primo esperimento educativo che avrebbe poi influenzato Coniri. L’obiettivo era richiamare l’attenzione sulla fragilità del territorio dal punto di vista idrogeologico e sull’importanza del suo rispetto e della sua corretta manutenzione, ricordando l’importanza di adottare comportamenti sicuri in caso di eventi alluvionali a supporto della Protezione Civile. Si è lavorato sul rapporto tra “acqua buona” e “acqua cattiva”: da una parte l’acqua come risorsa preziosa, dall’altra l’acqua che può trasformarsi in alluvione e disastro.
“Il senso era: rispetta l’acqua buona, perché non diventi cattiva, rifletti su come proteggerla e su come comportarti in caso di pericolo. Per farlo abbiamo scelto di usare tecniche digitali innovative e gamification per ideare strumenti digitali di riflessione sul tema dell'impronta idrica e sull’uso sostenibile della risorsa acqua come sfida quotidiana per ognuno di noi attraverso una piccola azione. Abbiamo adattato così le avventure educative e i giochi interattivi con quiz creati da Ingv in pandemia per coinvolgere le classi da remoto in eventi scientifici speciali (notte europea del ricercatore, festival della scienza, giornate mondiali dell’acqua, della terra, dell’ambiente, …). ‘Salvina’ è l’avatar protagonista: una ragazzina che accompagna i ragazzi come lei in diverse avventure tra terremoti, alluvioni, rischi ambientali ed è per loro esempio di comportamenti corretti da adottare nelle situazioni di emergenza per salvare sé stessa e gli altri. Video emozionali hanno arricchito gli scenari narrativi e il glossario dei termini tecnici ha completato il prodotto digitale in gara”.

L’esperimento funziona. Gli Smart Citizens vincono il premio speciale “Social” per aver avuto più voti dal pubblico di Facebook e si classificano quarti nella competizione "Fare pace con l’ambiente. Proposte territoriali di innovazione digitale per la transizione verde" all’evento di social coding di Epale edu hack e da quell’esperienza Giovanna inizia a riflettere sul potenziale educativo del nudging, capace di favorire comportamenti che proteggono le persone e il territorio. Da qui nasce l’idea di integrare questo approccio dentro Coniri, trasformando gli incontri educativi in esperienze partecipate tra scuole, ricercatori e studenti per trasmettere l’amore per il nostro pianeta, nostra casa da difendere e di cui comprendere i fenomeni naturali.
Scuola, sostenibilità e comportamenti quotidiani
Coniri prende forma all’interno di “Futuri cittadini responsabili (Fcr)”, iniziativa promossa da AssoCea Messina Aps che raccoglie diversi moduli dedicati alla sostenibilità: rischi naturali, desertificazione, ambiente, natura, energia, alimentazione e salute. Ogni modulo lavora su un tema specifico, ma tutti confluiscono in un percorso comune. “Questo è forse l’aspetto più forte del progetto: far capire che la sostenibilità è interconnessa. Ogni modulo affronta un tema diverso, ma poi tutto si collega. Così come la sostenibilità riguarda tutto e tutti, non esistono materie o ambiti che ne restano fuori”.
L’online resta uno strumento prezioso anche dopo l’emergenza sanitaria. “Per collegare tempi non sempre facilmente gestibili e luoghi non sempre velocemente raggiungibili, l’online diventa inclusivo se usato come complemento. Ci permette di collegare classi molto lontane tra loro e coinvolgere territori che magari non avrebbero mai partecipato”.
Centrali, ovviamente, gli incontri in presenza nelle scuole, i giochi educativi e le sfide tra squadre. Tra gli strumenti Ingv utilizzati ci sono GeoRisk, Risk detective e “Le scelte di Salvina”, percorsi che affrontano terremoti, tsunami, frane e alluvioni attraverso simulazioni, quiz ed escape room digitali sempre con dinamiche cooperative, tarati per diversi ordini di scuola.

Giochi, sfide e partecipazione attiva
Il coinvolgimento dei ragazzi è uno degli aspetti che colpisce maggiormente Giovanna Piangiamore e che restituisce più energia e soddisfazione al lavoro svolto. Il progetto coinvolge soprattutto ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo grado, ma anche molte classi della scuola primaria e, in alcuni casi, anche i più piccoli, fino alle scuole dell’infanzia con attività ad hoc. “Ogni anno un concorso a conclusione delle attività di tutti i moduli del progetto Fcr ci regala elaborati di approfondimento su una delle tematiche trattate a scelta Una giuria di esperti delle tematiche multidisciplinari ambientali che giudica ogni anno le decine di elaborati ha così modo di avere un importante feedback del lavoro svolto per migliorare gli interventi educativi della prossima edizione”. Un modo per contribuire a costruire una “smart school” capace di adattarsi ai cambiamenti e costruire resilienza.
“I ragazzi (e anche i docenti) tengono tantissimo alla partecipazione al concorso. Per loro il premio non è la cosa più importante, ma aspettano con impazienza e confrontano con attenzione i punteggi tra le classi partecipanti e vogliono confrontarsi con gli altri per raccontare il loro lavoro. Alla fine del percorso infatti bambini e ragazzi presentano gli elaborati vincenti in ogni tematica durante gli incontri online aperti a tutte le scuole partecipanti, anche a quelle che non riescono a essere presenti agli eventi dal vivo. É lì che si vede davvero il coinvolgimento: vogliono testimoniare cosa hanno fatto nel loro piccolo per il bene della collettività”.
Gli elaborati finali diventano così una parte fondamentale del percorso: ebook, storytelling, canzoni, video, cartoni animati, fumetti, interviste, vademecum e contenuti digitali creativi di ogni tipo, tutti realizzati in gruppo, perché per vivere sicuri in un pianeta pulito ci vuole un lavoro di squadra. “A volte i lavori sono semplici, a volte bellissimi. Però dietro si vede sempre il confronto, l’impegno, il lavoro condiviso guidato da insegnanti motivati e motivanti, cui speriamo di fornire spunti per una scuola attenta alle emozioni del singolo e al bene della collettività. Ed è quella la parte più importante”.
Una partecipazione che continua anche fuori dalla scuola. “I ragazzi raccontano l’esperienza ai genitori, agli amici. E spesso continuano a parlarne anche dopo la fine delle attività, divenendo veicolo di buone pratiche di protezione civile e di sostenibilità ambientale”.

Nel tempo, attorno a Coniri, si è così costruita una vera comunità educativa fatta di studenti, docenti, famiglie, ricercatori e rappresentanti di territori diversi. Una rete che usa il gioco per affrontare temi complessi, ma con un obiettivo molto concreto: sviluppare comportamenti consapevoli e lifesaving skills davanti ai rischi naturali.
“Abbiamo costruito una rete di contatti enorme, che cresce ogni anno di più. Rimango collegata con tanti insegnanti anche quando cambiano scuola, ruolo o territorio, e spesso continuano a cercarci perché vogliono portare avanti queste attività anche nelle nuove realtà in cui arrivano. Questo è il ritorno più grande a qualsiasi sforzo: il sentirsi utile agli altri, supporto agli educatori, perché la Ricerca deve essere al servizio della Società e la Società si costruisce sui banchi di scuola”. Perché, come ricorda Giovanna Piangiamore, “la prevenzione funziona davvero quando riesce a entrare nella vita quotidiana delle persone, quando l’automatismo delle giuste scelte fa il bene di tutti, come un buon nudge deve ispirare”.
