Rubrica: Voci dal territorio
Le buone pratiche cambiano i territori, e BEST le mette in rete
La nuova piattaforma BEST dell’ASviS raccoglie e valorizza le buone pratiche dei territori. La Call 2026 è aperta fino al 30 agosto per candidare progetti che hanno generato cambiamenti e possono ispirare ulteriori impatti positivi. 8/07/26
Le esperienze ci sono già. Nascono nelle città, nei piccoli Comuni, nelle scuole, nelle imprese, nelle associazioni e nel Terzo settore. Affrontano sfide concrete, coinvolgono le comunità, sperimentano nuove soluzioni e spesso producono risultati che potrebbero essere utili anche altrove. Molte di queste iniziative, però, rimangono conosciute soltanto all’interno del proprio territorio.
Da questa consapevolezza nasce BEST – Buone Esperienze di Sostenibilità dei Territori, la nuova piattaforma promossa dall’ASviS per raccogliere, valorizzare e mettere in rete le buone pratiche italiane. Le esperienze selezionate continuano a confluire nel Rapporto annuale sulle buone pratiche dei territori, ma da quest’anno trovano anche uno spazio permanente dove possono essere consultate, ricercate e messe in relazione tra loro, favorendone la diffusione e la replicabilità.
Perché partecipare alla Call Buone Pratiche 2026 - ASviS
C'è tempo fino al 30 agosto
Se la tua organizzazione ha realizzato una buona pratica di sostenibilità, puoi candidarla alla piattaforma BEST.
Partecipare significa:
- entrare nella comunità delle buone pratiche ASviS;
- ricevere l’attestato ASviS (previa valutazione della Commissione);
- contribuire al Rapporto annuale sulle buone pratiche dei territori;
- condividere un’esperienza che può ispirare altri territori.

Quando una buona pratica diventa patrimonio comune
A coordinare questo lavoro è Samir de Chadarevian, responsabile del progetto. “Negli anni abbiamo raccolto centinaia di esperienze straordinarie. Ogni Rapporto ci mostrava un patrimonio enorme di competenze, creatività e capacità di innovazione diffuse nei territori. Ci siamo chiesti come fare perché queste esperienze continuassero a vivere, dialogare tra loro e ispirarne di nuove.”
Da questa riflessione è nata BEST. L’obiettivo è attivare un ecosistema che permetta alle buone pratiche di incontrarsi, crescere e generare nuovo valore. “Replicare una buona pratica significa moltiplicarne l’impatto. Significa dare forza alle buone notizie e rendersi conto di quante organizzazioni stanno già lavorando per trasformare i territori. Entrare in BEST vuol dire sentirsi parte di una comunità molto più ampia, di un dialogo e di una forza del cambiamento condivisa.”
Per Samir una buona pratica nasce quasi sempre da un lavoro collettivo. “Partnership, reti e fiducia sono elementi fondamentali. Ma c’è anche un altro valore che considero essenziale: la cura. Cura delle relazioni, dei territori e dei beni comuni. È questa attenzione che permette alle esperienze di crescere, innovare e diventare replicabili.” L’idea della replicabilità attraversa tutto il progetto. Le pratiche vengono raccolte per favorire la nascita di nuove collaborazioni, raccontare ciò che funziona e accelerare la diffusione di soluzioni già sperimentate. Un approccio che punta a costruire reti e ad alimentare quella che l’ASviS definisce l’Italia del futuro che desideriamo.

Condividere un’esperienza significa farla crescere
La Call 2026, aperta fino al 30 agosto, rappresenta un’opportunità per enti pubblici, imprese, associazioni, fondazioni, scuole, università e organizzazioni del Terzo settore che abbiano già realizzato un progetto capace di generare risultati concreti. Per Samir candidarsi significa molto più che partecipare a una selezione: “entrare in BEST significa entrare in una comunità di pratiche. Significa creare sinergie, confrontarsi con altre realtà, condividere idee e costruire relazioni che possono far crescere i progetti.”
Il Rapporto annuale continuerà a raccontare il patrimonio delle buone pratiche e tutte le iniziative approvate riceveranno l’attestato ASviS, già oggi molto apprezzato dalle organizzazioni partecipanti. La piattaforma aggiunge però una nuova possibilità: rendere le esperienze facilmente consultabili, ricercabili per Goal dell’Agenda 2030, territorio, tema e, da quest’anno, anche in base alle aree geografiche nelle quali producono i propri impatti. “Un Rapporto rimane una pubblicazione. Una piattaforma, invece, permette di cercare esperienze simili, confrontarsi e creare nuovi contatti. È uno strumento pensato per facilitare il dialogo e generare nuove collaborazioni promuovere azioni.”
Anche il questionario della Call è stato progettato con lo stesso spirito. “Non è semplicemente un modulo da compilare. È il primo passo di un dialogo. Le domande aiutano a riflettere su come è nato il progetto, sugli obiettivi raggiunti, sulle difficoltà affrontate e sul contributo agli Obiettivi dell’Agenda 2030. Aiutano a leggere la propria esperienza in modo più sistemico, concreto e orientato all’azione.”

L’Italia che ogni anno emerge dai territori
BEST viene spesso definita un ecosistema. Una parola che, per Samir, descrive qualcosa di molto concreto. “La piattaforma è soltanto uno dei suoi elementi. Attorno ci sono il Rapporto, gli eventi, il Festival dello Sviluppo Sostenibile, gli incontri, le occasioni di confronto e la comunicazione. Si crea una rete viva fatta di organizzazioni, ma anche di relazioni personali. È questo che alimenta un circolo virtuoso.”
Dopo anni di raccolta delle candidature emerge anche un’immagine del Paese diversa da quella che spesso trova spazio nel dibattito pubblico. Le oltre 220 candidature ricevute nell’ultima edizione hanno portato alla selezione di 216 buone pratiche, promosse da un numero di organizzazioni circa cinque volte superiore. Un patrimonio che racconta un’Italia capace di costruire progetti nel lungo periodo: la durata media delle iniziative supera i cinque anni e molte continuano per oltre un decennio. “Ogni anno vediamo un’Italia popolata da organizzazioni attive, convinte e profondamente impegnate nei territori. C’è un’idea diffusa secondo cui sia difficile portare avanti progetti nel tempo. Le esperienze che raccogliamo raccontano esattamente il contrario. Sono iniziative che durano, crescono e continuano a generare valore. È un’Italia inclusiva, che accoglie, innova e costruisce futuro.”
È proprio questa Italia che BEST vuole rendere più visibile. Perché ogni buona pratica racconta una storia locale. Ma può diventare un’opportunità per molti altri territori.
Partecipa alla Call buone pratiche 2026 - ASviS
