Rubrica: Voci dal territorio
Crescendo, a Messina i giovani trasformano le idee in progetti per la città
Dalla mobilità sostenibile al riuso, dallo sport al dialogo tra generazioni, l’associazione coinvolge 40 giovani e costruisce reti con Università, scuole, istituzioni e realtà del territorio. 23/09/26
A Messina c’è un gruppo di giovani che parte da ciò che manca in città per provare a costruirlo. Un’occasione di incontro tra generazioni, uno spazio per i talenti, un modo diverso di conoscere il territorio o semplicemente un luogo in cui stare insieme. Crescendo Incubatore conta oggi circa 40 membri e trasforma le idee proposte dagli stessi associati in progetti aperti alla città. “Il filo conduttore è il desiderio”, racconta Giuseppe Macaione, membro del consiglio direttivo di Crescendo. “Non c’è una persona incaricata di inventare i progetti. Chiunque abbia voglia propone un’idea e insieme decidiamo se renderla realtà. Spesso nasce dalla percezione di qualcosa che manca sul territorio”.
L’associazione non profit, che si avvicina al quinto anno di attività, lavora su tre direttrici: aggregazione sociale, tutela ambientale e sviluppo culturale. Ma è soprattutto la prima a tenere insieme esperienze anche molto diverse.

Dalla mobilità al riuso, Messina diventa un laboratorio
“Il cuore è creare eventi che possano unire le persone, soprattutto dove manca aggregazione. Se manca uno spazio per i talenti musicali proviamo a crearlo, se percepiamo una distanza tra le generazioni costruiamo un’occasione per farle incontrare. Individuiamo una mancanza e partiamo da lì”. È successo con Movemuni, la sfida urbana organizzata con il Comune di Messina e l’Azienda trasporti Messina (Atm), nella quale le squadre attraversano la città utilizzando esclusivamente il trasporto pubblico e, tappa dopo tappa, ne riscoprono storia, tradizioni e luoghi simbolici.
“Movemuni è bellissimo proprio perché permette di dare spazio e visibilità al nostro territorio e alle sue bellezze”, spiega Macaione. Lo stesso metodo ritorna nello Swap party, realizzato con l’Università di Messina e la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (Rus), dove lo scambio degli abiti diventa uno strumento per parlare di riuso e dell’impatto della moda veloce. E negli UniMeGames, che affidano allo sport e alla socialità il compito di creare relazioni.
A volte, però, l’impatto di un progetto si misura nella storia di una singola persona. Durante L’Eco del Bel Tempo, iniziativa nata per favorire l’incontro tra generazioni, i ragazzi di Crescendo giravano per Villa Dante coinvolgendo gli anziani in un gioco dedicato ai quartieri e ai ricordi di Messina.
È lì che Giuseppe incontra Salvatore. “Gli abbiamo chiesto se voleva partecipare e ha accettato subito, con un entusiasmo incredibile. Era rimasto solo da poco, dopo la morte della moglie. Durante il gioco ha vinto un biglietto per il Messina Music Contest. Salvatore non sapeva leggere, aveva riconosciuto soltanto la data. Quando è arrivato il giorno del concerto, però, si è presentato. Era felicissimo”.
Da quell’incontro il rapporto è continuato e Salvatore ha partecipato anche ad altre iniziative. “Queste sono gioie enormi e ti danno energia. Sono il motivo per cui facciamo queste cose. Gli eventi che organizziamo li facciamo per gli altri, anche semplicemente per regalare un sorriso”.

Fare rete per creare opportunità
In quasi cinque anni Crescendo ha progressivamente costruito relazioni con Comune, Università, scuole, imprese, associazioni e altre realtà locali. Una rete cresciuta, secondo Macaione, soprattutto attraverso la disponibilità a collaborare. “Siamo volontari, siamo persone che ci credono. Il nostro presidente Luca Famà ci crede tantissimo e negli anni abbiamo cercato di entrare sempre di più nel tessuto sociale della città. Se a Messina c’è un’iniziativa e ci chiedono di partecipare, quando è coerente con i nostri valori ci siamo”.
Crescendo ha così collaborato anche a iniziative come il Sud Innovation Summit e TEDx Messina. “Crediamo molto nelle collaborazioni. Il nostro obiettivo è avere un impatto sul territorio e nel tempo si è creato un rapporto molto positivo con la città e con il Comune. Sono relazioni basate sul dialogo, costruttive e poco formali”.
Questa rete è alla base anche di GO-On – Talent senza confini, progetto di cui Crescendo è tra i promotori e che coinvolge 134 studenti di diversi indirizzi in 23 laboratori e 411 ore di attività. Ragazze e ragazzi lavorano insieme ad associazioni, professionisti e imprese per sviluppare idee e soluzioni legate, tra gli altri temi, all’ecodesign, all’economia circolare e alla valorizzazione sostenibile del territorio.
Il rapporto con Messina passa anche dal racconto. Con il podcast Onboard, diffuso attraverso YouTube, Instagram e TikTok, Crescendo raccoglie le storie di persone legate alla città e al territorio. “A volte a Messina c’è la sensazione che quello che abbiamo valga poco. Con Onboard cerchiamo invece di raccontare storie interessanti di messinesi, o di persone che hanno vissuto qui e hanno fatto cose belle. È un altro modo per restituire valore alla città”.
Una sede propria e progetti più ambiziosi
La crescita porta con sé anche una difficoltà concreta: trovare le risorse necessarie per dare continuità alle attività. “Per un’associazione non profit il problema principale è il budget. Se vogliamo continuare a crescere dobbiamo fare un salto di livello, partecipare a bandi pubblici e gare e riuscire ad avere risorse più importanti per sviluppare progetti più ambiziosi”.
È uno degli obiettivi che Crescendo si è dato per il prossimo anno, anche facendo leva sulla rete costruita nel territorio. “Avere un budget più ampio significa avere anche maggiore libertà di movimento e poter aggiungere nuovi progetti”.
Un primo passo verso questa autonomia è già in programma: Crescendo avrà per la prima volta una propria sede. Finora il gruppo è stato ospitato da altre realtà. Il nuovo spazio potrà accogliere attività, incontri e, tra le possibilità allo studio, anche una forma di coworking.
Per un’associazione nata dall’aggregazione, avere una casa assume però anche un significato meno organizzativo e più personale. “Siamo circa 40 e continuiamo a crescere. Crescendo è diventato anche il nostro punto di incontro, siamo diventati un gruppo di amici e ci vediamo tutte le settimane. Messina è una città dalla quale molti giovani vanno via. Noi abbiamo creato una piccola bolla di persone che hanno voglia di fare e di creare. Questa spinta positiva dà molta energia e molta forza”.
Una comunità che ogni tanto sceglie anche di fermarsi e festeggiare sé stessa. “Dopo aver lavorato tanto organizziamo anche qualcosa soltanto per noi. Perché alla fine Crescendo è questo: facciamo eventi per gli altri, ma siamo anche persone che hanno trovato il piacere di stare insieme”.

