Approfondimenti
Fare la pace. Un anno in Italia lontano dalla guerra
Il racconto di Volodymyr che sta trascorrendo il suo anno scolastico a Modena, presso una famiglia volontaria, preparata e sostenuta dai volontari locali di Intercultura.
22 gennaio 2026
Cominciamo questa prima uscita di “Fare la pace” con due esperienze di educazione alla pace realizzate in Italia coinvolgendo ragazze e ragazzi provenienti dall’Ucraina, in guerra con la Russia.
Entrambe le esperienze utilizzano la mobilità internazionale per un’educazione alla pace fondata sull’incontro diretto. Ciò deve avvenire in spazi sicuri di conoscenza e apprendimento, di dialogo e ascolto reciproco: spazi di accoglienza e convivenza. Intercultura lavora su un’accoglienza affettiva e quotidiana: attraverso l’inserimento in famiglia e nella scuola, mira a fornire spazi di "normalità" e relazione, accogliendo la fragilità tramite il dialogo e la convivialità. Egina adotta un approccio più tecnico-progettuale dove la pace si costruisce attraverso l’ascolto radicale dell’altra persona per immaginare e progettare insieme.
Comune è l'obiettivo: promuovere un’esperienza educativa in cui tutte e tutti i partecipanti hanno la possibilità di “fare esperienza dell’altro” e immaginare un futuro oltre il conflitto. In entrambi i casi, l'educazione alla pace è un processo di apprendimento esperienziale dove l’incontro e la diversità culturale permettono di sperimentare o riscoprire la propria capacità di agire nel mondo.
di Giordana Francia, coordinatrice Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 4 "Istruzione di qualità"
"In questo contesto fare educazione significa trasformare l’accoglienza in un’azione concreta di pace ed empatia, per restituire a giovani come Vova il diritto alla spensieratezza e a un futuro oltre ogni conflitto."
- Intercultura Odv
Famiglia Castellari di Modena
Nelle prime settimane dopo il suo arrivo abbiamo usato il cibo come lingua di comunicazione tra di noi: lasagne, tortellacci, gnocchi, polenta, ragù, tiramisù e così via. Vova ha sempre dimostrato di apprezzare molto, anche se poi si è presentato il problema bilancia.
La relazione si è sviluppata anche grazie alla sua passione per lo sport, in particolare il calcio. Grazie a questo è nato un rapporto di intesa e dialogo con papà Andrea che ha portato a dibattiti interessanti.
Ma è nelle ultime settimane che siamo riusciti a sciogliere l’iniziale distanza e Vova si è sentito abbastanza al sicuro da mostrare la sua fragilità. Infatti il suo bisogno di perfezionismo era un’iniziale reazione alla pressione esterna, un modo per mantenere il controllo in una realtà incontrollabile.
Ora possiamo dire che ascoltare i suoi racconti e sentirlo ridere con i suoi amici è, per noi, la conferma che gli stiamo dando la cosa più importante: la possibilità di vivere un pezzo di adolescenza "normale" che la guerra gli sta rubando.
L’impatto più silenzioso del conflitto sui giovani non è solo la perdita fisica, ma la perdita del diritto alla spensieratezza e al futuro. L'accoglienza è, in questo senso, un modo per restituire un frammento di quel tempo rubato.
Volodymyr
Quando sono arrivato in Italia due mesi e mezzo fa, non sapevo cosa aspettarmi: una nuova scuola, nuovi compagni, un nuovo modo di vivere. Frequento la terza classe del liceo scientifico "Primo Levi" di Vignola, grazie al programma Intercultura Afs.
Ho notato differenze rispetto alla scuola in Ucraina: qui si studia anche il sabato, c'è una sola pausa e il carico è più intenso. Nonostante ciò, l'atmosfera è positiva e il rapporto con gli insegnanti è rispettoso.
Mi sento accolto: i compagni mi hanno integrato con gentilezza, trascorriamo tempo insieme, giochiamo o chiacchieriamo, e ho trovato nuovi amici. Ho imparato a non giudicare le persone dal primo sguardo, a conoscerle attraverso il dialogo, e ad affrontare i conflitti con calma e rispetto, come quando aiutiamo un compagno in difficoltà.
Per me, l'educazione alla pace significa un percorso in cui studenti, insegnanti e famiglie partecipano con rispetto e collaborazione, valorizzando l'apprendimento e la convivenza quotidiana.

Più nel dettaglio
Paese/contesto: Italia
Attore: Intercultura Odv
Descrizione iniziativa: Intercultura Odv è un’associazione di volontariato senza scopo di lucro fondata nel 1955, riconosciuta con DPR n. 578/85, posta sotto la tutela del Ministero degli Affari Esteri. È gestita e amministrata da oltre 5500 volontari, che hanno scelto di operare nel settore educativo e scolastico, per sensibilizzarlo alla dimensione internazionale.
L’associazione organizza e finanzia attraverso borse di studio programmi di mobilità scolastica internazionale inviando ogni anno oltre 1.800 ragazze e ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero e accogliendo nel nostro Paese centinaia di giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole.
Intercultura Odv in collaborazione con Anp (Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola) e Rgu (Associazione dei presidi ucraini) ha offerto nel 2024 e nel 2025 tre borse studio gratuite a favore di studentesse e studenti ucraini meritevoli, tra i 15 e i 17 anni, per trascorrere un anno scolastico in Italia, lontano dalle preoccupazioni della guerra. Tra le studentesse e gli studenti arrivati a settembre 2025, c'è Volodymyr che sta trascorrendo il suo anno scolastico a Modena, presso una famiglia volontaria, preparata e sostenuta dai volontari locali di Intercultura.
