Approfondimenti
Fare la pace. Cosa significa fare educazione oggi? L’esempio di Save the Children
In Kasai, provincia della Repubblica Democratica del Congo, fare educazione significa combattere la discriminazione, ridurre la violenza e aiutare le bambine a ridefinire il proprio futuro.
Le due esperienze presentate offrono una visione potente e complementare di cosa significhi "fare educazione" in contesti profondamente diversi: da un lato la sensibilizzazione e la cittadinanza globale in un contesto di pace, dall'altro l'emancipazione e la sopravvivenza in un contesto segnato da conflitti e povertà estrema.
Nell’esperienza italiana dell’Istituto Jane Goodall educare alla pace e alla non violenza significa sviluppare una coscienza civile e ambientale, attraverso un approccio olistico che evidenzia le interconnessioni tra gli esseri umani e la natura. La protezione della biodiversità è intrinsecamente legata alla protezione dell’umanità, la Pace non è solo assenza di guerra ma una pratica quotidiana da costruire con piccoli gesti, dialogo e ascolto attivo. I/le giovani hanno la possibilità di esprimere la loro visione attraverso l'arte, la poesia e il recupero di materiali, trasformando la consapevolezza in azione concreta e possibile.
L’esperienza di Save the Children nella Rep. Democratica del Congo evidenzia in modo emblematico il ruolo dell’educazione in un contesto di povertà estrema e conflitto. In questi contesti dare la possibilità di andare a scuola, soprattutto alle ragazze e alle bambine, significare combattere concretamente la discriminazione legata al genere e ad una condizione di disabilità, garantire protezione e sicurezza, mettere le basi per una possibile e futura indipendenza economica e restituire a bambini e bambine il diritto di esistere nella società, qui e ora.
Entrambe le esperienze incarnano la visione dell'UNESCO, e rappresentano l'appello per un nuovo contratto sociale per l'educazione, inteso come un diritto umano fondamentale e un bene pubblico comune volto a riparare le ingiustizie passate e trasformare il futuro.
di Giordana Francia, coordinatrice Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 4 "Istruzione di qualità"
"Il programma Axe-Filles (Accès et égalité pour l’éducation des filles) lanciato nel Kasaï nel 2024 da Save the Children e mira a migliorare la vita e il futuro delle ragazze attraverso l’accesso a un’istruzione di qualità."
- Save The Children
Mi chiamo Chouchou. Di solito mi lavo i denti quando mi sveglio, poi mi faccio il bagno. Lavo i piatti. Spazzo la casa. Indosso la mia gamba di plastica prima di andare a scuola.
Mi piace andare a scuola, perché voglio studiare. Mi piacciono tutte le lezioni che ci insegnano a scuola. I ribelli sono venuti a casa nostra e hanno ucciso mio padre e mia madre. È così che sono diventata disabile. Mi sono sentita male quando mi hanno tagliato la gamba. Mi sono sentita molto male perché tutte le mie amiche avevano le gambe.

Ho incontrato Madam Chantal (il soprannome di Patience – la preside della scuola) quando stava passando per le nostre strade cercando bambini disabili. Quando mi ha trovata seduta lì, mi ha chiesto: “Perché sei seduta così? Studi?”. Io ho risposto “No” e le ho detto che era per mancanza di soldi.
Così ha scritto il mio nome e mi ha portata a scuola. Madam Chantal mi ha dato una cartella, le uniformi scolastiche, quaderni e stampelle. Amo Madam Chantal perché mi ha dato i quaderni. La prima volta che sono andata a scuola non avevo paura ed ero molto felice.

Ora sono molto felice perché ho ricevuto la mia gamba di plastica. Gioco a qualche gioco con gli amici. Gioco al gioco delle pietre con Kakuayi. Io e le mie due amiche, Carene e Marie, giochiamo per terra. La differenza sta nel fatto che indosso la protesi o la gamba di plastica quando giochiamo. Non giochiamo agli stessi giochi delle persone con due gambe perché tutte le mie amiche camminano normalmente. Quando finirò gli studi, voglio diventare sarta.
Più nel dettaglio
Paese/contesto: Repubblica Democratica del Congo
Attore: Save The Children
Descrizione iniziativa: Il programma Axe-Filles (Accès et égalité pour l’éducation des filles) lanciato nel Kasaï nel 2024 da Save the Children e mira a migliorare la vita e il futuro delle ragazze attraverso l’accesso a un’istruzione di qualità.

Kasaï è una delle 21 province della Repubblica Democratica del Congo, con una popolazione di circa 3,7 milioni di persone. È una delle regioni più svantaggiate dell’intero Paese (un Paese che si colloca tra i cinque più poveri al mondo).
Circa il 60% della popolazione di Kasaï è classificata come analfabeta, e il 31,5% delle donne e delle ragazze sopra i sei anni non ha ricevuto alcuna istruzione formale. Le ragazze sono particolarmente svantaggiate nell’accesso all’istruzione per molte ragioni complesse, come la discriminazione, il peso delle responsabilità domestiche e delle faccende di casa, ruoli di genere diseguali e il rischio di violenza sessuale e di genere (Sgbv), inclusi gravidanze precoci e matrimoni precoci.
Save the Children opera insieme a partner locali e internazionali (World Vision, Humanity & Inclusion, Actions et Interventions pour le Développement et l'Encadrement Social (Aides), Action pour l’Encadrement des Filles-Mères Découvreuses (Aefid), Viamo, Charlie Goldsmith Associates (CGA)) in continuità con precedenti iniziative educative, che hanno già aiutato circa quattro milioni di bambini e bambine ad accedere alla scuola in tutta la Repubblica Domenicana del Congo.
Credits immagini: Hugh Kinsella Cunningham/Save the Children
