Approfondimenti
Fare la pace. Cosa significa fare educazione oggi? L’esempio di Jane Goodall Italia
Favorire il dialogo tra culture lavorando sulla internazionalizzazione, sul valore e l’imprescindibilità del diritto internazionale, sulla Terra come bene comune e, dunque, sui valori comuni.
20 febbraio 2026
Le due esperienze presentate offrono una visione potente e complementare di cosa significhi "fare educazione" in contesti profondamente diversi: da un lato la sensibilizzazione e la cittadinanza globale in un contesto di pace, dall'altro l'emancipazione e la sopravvivenza in un contesto segnato da conflitti e povertà estrema.
Nell’esperienza italiana dell’Istituto Jane Goodall educare alla pace e alla non violenza significa sviluppare una coscienza civile e ambientale, attraverso un approccio olistico che evidenzia le interconnessioni tra gli esseri umani e la natura. La protezione della biodiversità è intrinsecamente legata alla protezione dell’umanità, la pace non è solo assenza di guerra ma una pratica quotidiana da costruire con piccoli gesti, dialogo e ascolto attivo. Le e i giovani hanno la possibilità di esprimere la loro visione attraverso l'arte, la poesia e il recupero di materiali, trasformando la consapevolezza in azione concreta e possibile.
L’esperienza di Save the Children nella Repubblica Democratica del Congo evidenzia in modo emblematico il ruolo dell’educazione in un contesto di povertà estrema e conflitto. In questi contesti dare la possibilità di andare a scuola, soprattutto alle ragazze e alle bambine, significare combattere concretamente la discriminazione legata al genere e a una condizione di disabilità, garantire protezione e sicurezza, mettere le basi per una possibile e futura indipendenza economica e restituire a bambine e bambini il diritto di esistere nella società, qui e ora.
Entrambe le esperienze incarnano la visione dell'Unesco, e rappresentano l'appello per un nuovo contratto sociale per l'educazione, inteso come un diritto umano fondamentale e un bene pubblico comune volto a riparare le ingiustizie passate e trasformare il futuro.
Per approfondire:
→ Rapporto “Reimagining our futures together: a new social contract for education (2022)
→ Raccomandazione sull'Educazione alla Pace (2023)
di Giordana Francia, coordinatrice Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 4 "Istruzione di qualità"
Non c’è pace se non si combatte povertà e degrado ambientale.
- Istituto Jane Goodall
La pace è un bene prezioso, fragile e necessario, che va costruito ogni giorno a partire da noi stessi, nei piccoli gesti, nelle parole, nei rapporti con chi ci è vicino e nella vita della nostra comunità. Con questo spirito, il 20 settembre 2024 gli studenti dell’I.C. “Marta Russo” di Roma, in collaborazione con Jane Goodall Italia, hanno celebrato con entusiasmo la Giornata mondiale della pace. Una giornata intensa e carica di emozioni, in cui le ragazze e i ragazzi hanno dato voce ai propri pensieri attraverso poesie e poemi profondi, cartelloni ricchi di colori, parole e origami a forma di colomba custodi di messaggi di speranza. La pace è risuonata nelle canzoni in inglese, spagnolo e francese, diventando linguaggio universale, mentre una studentessa ha creato uno speciale “scacciaguerre”, ispirato all’acchiappasogni, simbolo di serenità e protezione. La premiazione dei disegni di specie a rischio del contest “Biodiversità da salvare 2024” di Roots & Shoots Action for biodiversity ci ha ricordato che tutto è interconnesso: proteggere la natura significa proteggere noi stessi. Infine, la pace ha preso il volo, portata in alto dalla grande colomba costruita con materiali di recupero, simbolo dal 2002 del JGI per la pace e simbolo concreto di un futuro possibile.

Più nel dettaglio
Paese/contesto: Italia
Attore: Istituto Jane Goodall
Descrizione iniziativa: In occasione della Giornata mondiale della pace, che si tiene ogni anno il 21 settembre, l’Istituto Jane Goodall organizza per tutta la cittadinanza la giornata per la pace e non-violenza, supportando le scuole che decidono di partecipare con un loro progetto. Alla base della partecipazione viene promossa la metodologia Roots&Shoots: capacità di ascolto, dialogo con il prossimo, favorendo il coinvolgimento con la comunità a cui si appartiene per giungere al contesto internazionale. Importante il focus con le tematiche ambientali: non c’è pace se non si combatte povertà e degrado ambientale. L’Istituto Jane Goodall infatti presta particolare cura a diffondere una visione olistica che sottolinea l’interconnessione dei sistemi sociali, ambientali ed economici che caratterizzano il nostro mondo.

In tutte le iniziative promosse si favorisce un percorso in cui le ragazze e i ragazzi sono protagonisti ed elaborano le loro riflessioni con modalità espressive che ritengono più consone alla loro personalità; partendo dalla capacità personale di interagire con l’altro, si sviluppa l’intera catena che porta fino agli Altri intesi come persone di diverse culture e religioni.
Come Jane Goodall ha insegnato “le storie arrivano al cuore e portano il cambiamento”, pertanto attraverso il racconto di esperienze nel bene e nel male dirette ed esempi concreti, l’iniziativa offre consapevolezza circa il valore della cooperazione internazionale e del diritto internazionale.
L'istituto Jane Goodall Italia promuove varie iniziative:
- Piccolo Premio per la non-violenza “Massimo Di Forti”;
- incontri con esperte ed esperti dell’Istituto Jane Goodall sia in materia di conflitti legati all’accaparramento delle risorse non rinnovabili, sia con diretta esperienza in aree di conflitto;
- “Guida pratica per la non-violenza e la pace”, un modulo didattico per i partecipanti al programma Roots&Shoots;
- attività mirate alla realtà di confine della cittadina di Kigoma, in Tanzania, sul lago Tanganica, meta sovente di migliaia e migliaia di rifugiati provenienti dai paesi limitrofi costantemente in guerra civile.
Maggiori info sul sito janegoodall.it
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