Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Approfondimenti

Perché prendersi cura dell’ambiente è anche una scelta di benessere

Di Silvia Caldaroni, ricercatrice e psicologa, si occupa di psicologia ambientale e della personalità

Le scelte sostenibili sono spesso percepite come un sacrificio. In realtà, queste azioni, oltre a favorire l’ambiente, possono produrre benefici psicologici immediati per chi le mette in pratica.

18 marzo 2026

Nel fronteggiare le sfide ambientali attuali – il cambiamento climatico, il degrado degli ecosistemi, e la perdita di biodiversità – il ruolo dei singoli individui è fondamentale. Accanto alla necessità di interventi più incisivi da parte di istituzioni e organizzazioni, anche noi, come cittadini e consumatori, possiamo contribuire concretamente alla tutela dell’ambiente e alla conservazione delle risorse naturali attraverso l’adozione di stili di vita più sostenibili.

A questo proposito, la psicologia ambientale si occupa di studiare e promuovere i comportamenti pro-ambientali, ossia azioni volte a preservare l’ambiente naturale. Si tratta di un insieme ampio di pratiche che comprendono, ad esempio, mangiare più cibi a base vegetale, ridurre il consumo di energia elettrica e acqua, fare la raccolta differenziata, utilizzare mezzi di trasporto più sostenibili e sensibilizzare gli altri su queste tematiche. Quando si parla di adottare stili di vita più sostenibili, tuttavia, l’attenzione si concentra spesso sui sacrifici richiesti dal cambiamento. Modificare abitudini consolidate può richiedere un certo sforzo: alcune scelte possono comportare costi in termini di tempo, denaro o comodità, implicano insomma la rinuncia a vantaggi personali immediati. Inoltre, i benefici di queste azioni non sono sempre immediatamente visibili: spesso si manifestano nel lungo periodo o non riguardano direttamente chi le mette in pratica.

Eppure, un numero crescente di ricerche suggerisce che queste scelte, seppur impegnative, non producono benefici soltanto per il pianeta e per la collettività, ma possono contribuire anche a migliorare la qualità della vita di chi le adotta. Studi recenti mostrano inoltre che questi effetti positivi possono emergere anche nel breve periodo: impegnarsi più del solito nella vita quotidiana in comportamenti a favore dell’ambiente è infatti associato a livelli più elevati di benessere.

Ma da cosa deriva questo vantaggio nascosto dei comportamenti pro-ambientali? La risposta è da ricercarsi nei fattori motivazionali alla base di questi comportamenti. Tra questi, un ruolo particolarmente importante è svolto dai valori personali. I valori sono i principi che guidano le scelte e i comportamenti delle persone. In particolare, chi attribuisce maggiore importanza al benessere degli altri e dell’ambiente – ossia possiede valori di autotrascendenza più elevati – è più propenso ad avere cura dell’ambiente. Questi valori orientano le persone a dare maggiore importanza ai benefici collettivi rispetto a vantaggi individuali immediati di questi comportamenti. In presenza di forti valori di autotrascendenza, dunque, la scelta di agire a favore dell’ambiente riflette un impegno autentico e consapevole a fare ciò che si ritiene giusto, ossia perseguire il bene altrui. Agire a favore dell’ambiente può quindi essere percepito come una scelta moralmente giusta. Non sorprende, dunque, che alcuni studiosi descrivano i comportamenti pro-ambientali come una forma di azione prosociale, cioè azioni orientate a produrre benefici per gli altri come aiutare, confortare, condividere e donare. La dimensione morale di queste azioni risiede nel fatto che implicano, almeno in parte, il sacrificio di benefici personali immediati a favore di benefici per gli altri.

Ma al di là dei valori personali, che possono variare da individuo a individuo, perché le persone dovrebbero impegnarsi in comportamenti di questo tipo se hanno qualcosa da perdere? Innanzitutto, la capacità e la motivazione ad agire in modo prosociale rappresentano una caratteristica umana fondamentale e universale, poiché promuovono il benessere e la sopravvivenza delle società umane. Le azioni prosociali possono estendersi anche a beneficiari non umani, come la natura o gli animali, e in tal senso essere pro-ambientali. La ricerca psicologica ha evidenziato anche che esistono benefici personali dell’agire prosociale e pro-ambientale. Diversi studi mostrano, ad esempio, che i comportamenti pro-ambientali sono associati a un maggiore benessere personale, in particolare alla dimensione del benessere eudaimonico, che riguarda il sentirsi autorealizzati e appagati quando si intraprendono azioni orientate al raggiungimento di obiettivi ritenuti significativi, come la gentilezza, la generosità o il contribuire al benessere comune. In altre parole, queste azioni rafforzano la sensazione di agire in modo giusto e coerente con ciò che si considera importante, generando un profondo senso di soddisfazione personale. Il legame tra comportamenti pro-ambientali e benessere tende a essere più forte tra le persone maggiormente sensibili alle tematiche ambientali, ossia tra coloro che possiedono valori di autotrascendenza più elevati. Tuttavia, al di là delle differenze nei valori personali, studi recenti hanno messo in luce un aspetto particolarmente interessante.

Negli ultimi anni l’attenzione degli studiosi si è spostata dal solo studio delle caratteristiche relativamente stabili che distinguono le persone più “green” da quelle meno impegnate, agli effetti che i cambiamenti nei comportamenti quotidiani possono avere sul benessere. In particolare, si è iniziato a osservare cosa accade quando, nella vita di tutti i giorni, le persone si impegnano più del loro solito in azioni a favore dell’ambiente, indipendentemente dal fatto che siano generalmente più o meno sensibili alle tematiche ambientali.

Studi condotti in adolescenza e giovani adultità, due fasi della vita particolarmente importanti per la formazione dei valori e delle abitudini future, sono incoraggianti. Utilizzando diari per monitorare le esperienze giornaliere, gli studiosi hanno osservato che nei giorni in cui i giovani mettono in atto più comportamenti pro-ambientali del solito riportano anche livelli più elevati di benessere psicologico.  In particolare, questi comportamenti sono associati a un maggiore senso di significato nella vita e a una più forte percezione di vicinanza agli altri, dimensioni particolarmente importanti del benessere eudaimonico in queste fasi dello sviluppo. Prendersi cura dell’ambiente non contribuisce quindi solo al bene collettivo, ma può anche rafforzare il modo in cui le persone percepiscono sé stesse e il proprio ruolo nella società. Un ulteriore risultato interessante riguarda il legame tra azioni prosociali e comportamenti pro-ambientali. Atti quotidiani di aiuto, come sostenere o aiutare gli altri, si accompagnano anche a maggior impegno verso l’ambiente. Quando le persone sperimentano nella vita di tutti i giorni il prendersi cura degli altri, possono sentirsi più motivate ad agire anche per proteggere il pianeta.

Queste evidenze hanno importanti implicazioni pratiche. Anzitutto, suggeriscono che promuovere comportamenti pro-ambientali non significa soltanto chiedere alle persone di fare sacrifici, ma può anche contribuire al loro benessere personale. In questo senso, negli interventi e nelle politiche pubbliche è utile porre l’accento sul significato personale e morale delle scelte pro-ambientali. Ciò può rafforzare l’autoconsapevolezza e la motivazione ad agire, promuovendo così il senso di poter incidere positivamente sulla realtà e, non ultimo, il benessere. Ciò è particolarmente rilevante per i giovani, che di fronte alle sfide ambientali provano spesso sentimenti di ansia, paura o impotenza. Favorire esperienze concrete di impatto positivo può aiutare a trasformare le preoccupazioni in un impegno costruttivo. Infine, a livello mediatico, raccontare la sostenibilità come una fonte di benessere, e non solo come un dovere, può contribuire a superare l’idea diffusa che essa sia necessariamente associata a una riduzione della qualità della vita e motivare così le persone a impegnarsi con maggiore continuità.

Le sfide ambientali richiedono il contributo di tutti. Ma prendersi cura dell’ambiente non è soltanto una responsabilità collettiva: può essere anche un modo per sentirsi meglio già oggi, più in sintonia con i propri valori, rafforzare il legame con gli altri e dare senso al proprio ruolo nella costruzione di una società più giusta e sostenibile.

Articoli consigliati:

Bandura, A., & Cherry, L. (2020). Enlisting the power of youth for climate change. The American psychologist, 75(7), 945–951. https://doi.org/10.1037/amp0000512

Berger, C., & Andaur, A. (2022). Integrating prosocial and proenvironmental behaviors: the role of moral disengagement and peer social norms. Psychology, Society and Education, 14(3), 18–28. https://doi.org/10.21071/PSYE.V14I3.15113

Caldaroni, S., Gerbino, M., Schmiedek, F., Neubauer, A. B., Manfredi, L., Gregori, F., ... & Zuffianò, A. (2026). The Positive Effect of pro‐Environmental Behavior on Eudaimonic Well‐Being in Young Adults: A Daily Diary Study Using the Within‐Person Encouragement Design. Journal of Personality, 94(1), 124-136. https://doi.org/10.1111/jopy.13021

Huta, V., & Ryan, R. M. (2010). Pursuing pleasure or virtue: The differential and overlapping well-being benefits of hedonic and eudaimonic motives. Journal of Happiness Studies, 11, 735-762. https://doi.org/10.1007/s10902-009-9171-4

Prinzing, M. (2023). Going green is good for you: Why we need to change the way we think about pro-environmental behavior. Ethics, Policy & Environment, 26(1), 1-18. 26:1, 1-18. https://doi.org/10.1080/21550085.2020.1848192

Venhoeven, L. A., Bolderdijk, J. W., & Steg, L. (2013). Explaining the paradox: how pro-environmental behaviour can both thwart and foster well-being. Sustainability, 5(4),1372-1386. https://doi.org/10.3390/su5041372

mercoledì 18 marzo 2026

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