Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
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The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Editoriali

Disarmare l’Intelligenza artificiale vuol dire custodire il primato della persona

L’AI ci ruberà l’anima? Secondo Papa Leone XIV, se non stiamo attenti l’umanità rischia di diventare vittima delle sue stesse conquiste. Occorre ragionare su chi serve la tecnologia e fare una riflessione etica per preservare la persona umana. 11/06/26

Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI. È successo al Ceo di Google, Eric Schmidt, che ha parlato agli ormai ex studenti della University of Arizona, della cosiddetta Quarta Rivoluzione Industriale, cioè l’intelligenza artificiale. Ma anche a Gloria Caulfield, dirigente di un’agenzia immobiliare, alla University of Central Florida, o Scott Borchetta, dirigente di un’industria discografica, alla Middle Tenessee State University. Insomma, fischi per l’AI. Fischi per qualcosa che fa paura. E fa paura perché è incontrollabile.

Ha scelto in modo molto appropriato Papa Leone XIV il tema della sua enciclica Magnifica Humanitas, il quale si è incontrato in questi giorni con l’attore Antonio Banderas che ha detto al Pontefice: “L’arte ci aiuta a recuperare la profondità e l’anima che l’Intelligenza artificiale sta cercando di rubarci, mentre dovrebbe essere al servizio dell’essere umano, e non il contrario”.

Per Papa Leone XIV la questione non è essere favorevoli o contrari all'AI. La vera domanda è: chi serve la tecnologia? Mentre lo sviluppo tecnologico cambia rapidamente linguaggi, relazioni, istituzioni e forme di potere, “noi credenti dobbiamo e possiamo scegliere a quale progetto lavorare e con quale stile, per custodire e valorizzare la magnifica umanità che ci è data in dono. Non si tratta di una scelta sul nostro futuro, ma sul nostro presente, perché l’intelligenza artificiale e le altre tecnologie emergenti sono già parte del nostro quotidiano”, si legge nell’Enciclica. Secondo il Pontefice appare con più evidenza che la tecnica non è un semplice strumento e che, quando si fa criterio, finisce per stabilire che cosa conta e che cosa può essere scartato, riducendo la creazione a oggetto di sfruttamento e le persone a ingranaggi di un sistema da rendere sempre più performante.

Di per sé, tali innovazioni possono diventare un grande aiuto per lo sviluppo umano integrale e per la cura della Casa comune. Ma, proprio per il loro potere, possono agire come un acceleratore del paradigma tecnocratico e perciò hanno bisogno di un nuovo quadro spirituale, etico e politico”, si legge. E il Papa mette in allerta sul pericolo che l’umanità diventi vittima delle sue stesse conquiste. Per questo “il progresso tecnico, in sé prezioso, chiede un discernimento sulla visione antropologica che lo guida e sui fini che persegue. Se lo sviluppo tecnologico procede senza un’adeguata maturazione etica e sociale, può accadere che aumentino i mezzi senza che cresca in pari misura l’umanità: si ‘ha di più’ ma non si ‘è di più’, e la persona rischia di essere valutata soprattutto in base alle prestazioni che garantisce”. C’è il rischio che la corsa a sviluppare tecnologie sempre più potenti, o ad assicurarsene il controllo, porti a una “dinamica disumanizzante” senza limiti.

L’invito di Papa Leone XIV è dunque di custodire il primato della persona, affinché sia sempre l’intelligenza umana, con la sua coscienza e la sua libertà, a guidare le innovazioni tecniche e a stabilirne con responsabilità l’uso e i limiti. Serve dunque “un approccio sobrio e vigile” dell’Intelligenza artificiale, per poter “disamare l’AI”: “disarmare non significa rinunciare alla tecnologia, ma impedirle di dominare l’umano”. Un impegno che la Santa Sede sembra intenzionata a perseguire con una strategia ampia e articolata, come dimostra la creazione della nuova Commissione interdicasteriale sull’intelligenza artificiale, che faciliterà lo scambio di informazioni e progetti sull’AI, “comprese le politiche del suo utilizzo all’interno” del Vaticano stesso.

Di AI ha parlato anche l’ASviS durante il Festival dello Sviluppo Sostenibile in più occasioni. Per Giusella Finocchiaro, dell’Università di Bologna, intervenuta al Mast di Bologna: “Esiste poi il rischio di atrofia cognitiva: tendiamo sempre più ad affidarci all’AI, con il pericolo di perdere capacità critica. Gli strumenti sono utili, ma vanno usati con attenzione: non devono sostituire l’essere umano. Non dobbiamo cedere alla tentazione della delega totale, perché abbiamo bisogno di preservare una riserva di umanità”. Secondo Ugo Ruffolo, anch’esso dell’Università di Bologna, occorre bilanciare innovazione e regole: “L’AI va regolata senza strangolarla dato che viviamo in un universo connesso e competitivo”.

In merito, si segnala la nomina degli esperti chiamati ad affiancare l’attuazione dell’AI Act: Walter Quattrociocchi e Paolo Benanti. Nomina che mostra la differenza tra due piani che in Italia vengono spesso confusi: da una parte il livello tecnico, scientifico, infrastrutturale e computazionale dell’AI; dall’altra il livello consultivo, etico e sociale con cui Bruxelles prova a governare la ricaduta politica della tecnologia. La Commissione europea ha previsto due corpi separati: il Scientific Panel, che nasce come organismo tecnico di esperti indipendenti, chiamato a sostenere l’applicazione delle regole; l’Advisory Forum, organismo consultivo pensato per raccogliere competenze e punti di vista da accademia, società civile, industria, Pmi, ecc. Così nel primo caso si entra nel cuore della macchina, nel secondo nel presidio della governance.

Andando alla responsabilità dell’Intelligenza artificiale al Salone del Libro di Torino abbiamo messo sotto accusa l’Intelligenza artificiale in un incontro a metà tra performance teatrale e dibattito, in una sala del Caffè Letterario strapiena e trasformata per l’occasione in un tribunale, per rendere accessibile a tutti una domanda sempre più attuale: chi è davvero responsabile degli effetti dell’AI? Il processo che qui si celebra mira anche a valutare l'opportunità di tutelare l'umanità da rischi futuri”, ha precisato Donato Speroni, senior expert della Comunicazione dell’ASviS, citando tra le fonti del dibattimento il volume 2026-2076 Dall'homo sapiens all'homo augmentatus, presentato il giorno prima da Futura Network. 

La linea difensiva dell’avvocato Ernesto Belisario, fondatore di E-Lex e curatore del progetto LeggeZero, ha insistito soprattutto sul tema della responsabilità umana: “Chi ha scelto i dati di addestramento? Chi ha deciso il modello di business? Chi ha pubblicato un deepfake? Se la risposta è un essere umano, allora l’imputata seduta oggi sul banco non è e non sarà colpevole”. Il verdetto finale? “Dichiariamo l’intelligenza artificiale non colpevole, ma questo apre un nuovo procedimento nei confronti del genere umano, e in particolare di chi produce l’intelligenza artificiale e di chi la usa senza essere adeguatamente addestrato”. Innocente, dunque, perché strumento di chi decide davvero: l’essere umano.

E allora, come dice Papa Leone XIV: “L’intelligenza, se assolutizzata, finisce per oscurare altre dimensioni essenziali della vita: l’affetto, la volontà, la dedizione e la relazione. Il potere tecnico, se non viene bilanciato, non ci rende più capaci: ci rende più soli, e più esposti a logiche di dominio e di esclusione. Non si tratta certo di opporsi all’intelligenza, ma di ricordare che essa, quando si ripiega in se stessa, dimentica di essere fatta per servire la vita e la persona umana”.

 

 

giovedì 11 giugno 2026
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