Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Editoriali

L’Odissea del 21esimo secolo: quale Itaca stiamo scegliendo?

Crisi climatiche, rivoluzioni tecnologiche, conflitti e trasformazioni demografiche. Per attraversare un tempo di incertezza senza perdere la rotta bisogna saper usare le bussole giuste. Ogni scelta può cambiare il significato del viaggio.

Penelope: “Conosci mio marito Ulisse?”

Ulisse: “Certo”.

“Attraverso le canzoni?”

“Ero a Troia, signora”.

“Queste canzoni probabilmente sembrano sciocche”.

“Mi fanno piangere”.

“Perché?”

“Per ciò che è andato perduto”.

“Le vite?”

“E gli anni. Tutto”.

Con questa malinconia e senso di colpa Ulisse, presentandosi come straniero, si rivolge alla sua Penelope nel film Odissea, di Christopher Nolan. Un film che sta facendo parlare molto, grazie alla sua estrema attualità. Nolan riporta sul grande schermo un eroe diverso, che non affronta solo mostri e tempeste, ma che porta il peso delle proprie decisioni. Un peso che riguarda anche noi.

La nostra generazione vive un’Odissea diversa, che non attraversa il Mediterraneo, ma crisi climatiche, rivoluzioni tecnologiche, conflitti e trasformazioni demografiche. E come Ulisse rischia ogni giorno di perdere la rotta, perché il viaggio è diventato sempre più complesso e rischiamo di cambiare rotta a ogni emergenza, a ogni ciclo elettorale, a ogni crisi economica. O di chiuderci nel nostro particolare, mangiando fiori di loto per dimenticare ciò che ci circonda.

In un tale contesto la domanda ineludibile è: come si attraversa un tempo di incertezza senza perdere la direzione? Servono tenacia e coraggio di vedere la realtà per come è, e la convinzione che, dopo un grande viaggio, non si torna mai davvero indietro. E che anche il viaggiatore non sarà più lo stesso. Ogni generazione si ritrova a vivere un tempo in cui il mondo cambia così profondamente da rendere impossibile (e spesso non desiderabile) tornare indietro. E allora bisogna guardare avanti. Affrontare le sfide e gli imprevisti, cercando in tutti i modi di mantenere la rotta.

Anche la transizione verso uno sviluppo sostenibile richiede di non voler tornare al mondo di prima. Il cambiamento climatico, l’Intelligenza artificiale, le nuove disuguaglianze e tensioni geopolitiche hanno già trasformato il nostro orizzonte. Per questo la domanda non è se torneremo indietro, ma se vogliamo provare con tutte le forze a raggiungere Itaca e costruire una nuova casa comune.

La bussola, anzi le bussole, ce le abbiamo. La nostra Costituzione ci indica chiaramente la rotta da tenere. E la modifica agli articoli 9 e 41, fortemente voluta dall’ASviS, con l’inserimento dell’interesse delle future generazioni nella Carta, allunga il nostro sguardo al futuro per riflettere sull’eredità che lasceremo. Anche la legge sulla Valutazione di impatto generazionale ci aiuta in questo senso, obbligando i legislatori di oggi e di domani a considerare l’impatto sociale e ambientale delle nuove norme, prima della loro approvazione.

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, approvata dai 193 Paesi dell’Onu, inclusa l’Italia, nel 2015 rimane un faro. Un’Agenda che non promette un viaggio privo di ostacoli, ma che ci indica un approdo verso cui orientare le nostre scelte, ricordandoci che le grandi sfide del nostro tempo non possono essere affrontate separatamente né con lo sguardo rivolto al passato. Come la rotta di Ulisse, l'Agenda non elimina le tempeste, ma aiuta a non smarrire la direzione.

Guardare ai futuri possibili, per compiere oggi le scelte giuste. Un’altra bussola disponibile, in questo caso, è il Patto sul futuro, adottato dalle Nazioni Unite nel 2024: governare il cambiamento significa rafforzare la cooperazione internazionale, dare voce alle future generazioni e sviluppare una maggiore capacità di anticipare rischi e opportunità. Per questo è fondamentale l’alfabetizzazione ai futuri: per imparare a considerare il futuro non come qualcosa che semplicemente accadrà, ma come uno spazio di possibilità che dipende dalle decisioni che prendiamo qui e ora. Con l’iniziativa Ecosistema Futuro l’ASviS vuole portare i futuri al centro del dibattito pubblico, affinché immaginare scenari diversi diventi il primo passo per costruirli.

Odissea ci parla anche di un altro tema fondamentale: quello dell’accoglienza. Nel film l’ospitalità non è solo gentilezza, ma è la base della civiltà. Una società sostenibile si riconosce anche da come si tratta chi arriva da fuori: persone, idee e innovazioni. Ulisse stesso torna come straniero nella sua Itaca. Dopo vent'anni di guerra e di viaggio non appartiene più pienamente al luogo da cui era partito. E anche Itaca non è più quella che aveva lasciato. Da qui la domanda: come accogliamo chi viene e chi torna cambiato? E come accogliamo il cambiamento stesso?

Infine, il peso delle scelte. Ulisse non è un eroe senza macchia, ma un uomo costretto a convivere con le conseguenze delle proprie decisioni. Anche la nostra società porta il peso delle scelte del passato. La perdita di biodiversità, le emissioni accumulate nell’atmosfera, disuguaglianze in tante forme (comprese quelle di genere), il consumo di suolo sono il risultato di decenni di decisioni sbagliate o di assenza di decisioni. Ma riconoscere il passato non significa restarne prigionieri, significa assumersi la responsabilità di cambiare rotta. Ulisse piange per le vite perdute, ma anche per gli anni sprecati. Per il tempo che nessuno gli restituirà. E noi quale prezzo siamo disposti a pagare per scelte di oggi che compensino quelle sbagliate del passato? Siamo capaci di accelerare per recuperare gli anni perduti? Quale Itaca vogliamo raggiungere?

 

Fonte immagine: Ansa.it

giovedì 30 luglio 2026
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