Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Disuguaglianze e mobilità sociale: nei Paesi Ocse conta ancora l’origine familiare

Chi proviene da famiglie più istruite guadagna in media il 30% in più rispetto a chi ha genitori con basso livello di istruzione. Persistono forti differenze tra Paesi e una marcata trasmissione intergenerazionale di svantaggi. 1/04/26

mercoledì 1 aprile 2026
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La mobilità intergenerazionale, definita come la relazione tra lo status socio-economico dei genitori e quello raggiunto dai figli in età adulta, continua a essere fortemente influenzata dal contesto familiare di origine. Lo sottolinea il working paper dell’Ocse “Intergenerational social mobility across Oecd countries: Does the apple fall far from the tree?” basato sui dati dell’indagine internazionale sulle competenze degli adulti. Il paper evidenzia come la capacità di una società di permettere agli individui di esprimere pienamente il proprio potenziale sia strettamente legata alla crescita economica, all’innovazione e alla produttività. Nella maggior parte dei Paesi Ocse, esiste un chiaro vantaggio economico per chi proviene da famiglie con elevato livello di istruzione. In media, questi individui guadagnano circa il 30% in più rispetto a chi ha genitori poco istruiti, mentre il vantaggio per chi proviene da famiglie con istruzione intermedia è pari a circa il 13%.

Fig.1  Differenze nei guadagni individuali in base all'istruzione dei genitori

Divari persistenti e differenze tra Paesi
Il Report evidenzia che il legame tra background familiare e risultati economici non è uniforme, ma varia tra i Paesi. In alcune economie, come quelle dell’Europa centrale e orientale, il divario tra individui con genitori altamente istruiti e quelli con genitori poco istruiti è particolarmente ampio, mentre nei Paesi nordici risulta più contenuto. In tutti i Paesi analizzati, gli individui con genitori poco istruiti hanno una probabilità significativamente più elevata di collocarsi nella fascia più bassa della distribuzione dei redditi. In alcuni casi, il rischio può essere fino a quattro volte superiore rispetto a chi proviene da famiglie più istruite. Parallelamente, chi ha genitori con elevato livello di istruzione ha maggiori probabilità di raggiungere i livelli più alti di reddito. Questo fenomeno, descritto nel Report come una combinazione di barriere all’ascesa sociale e difficoltà a uscire dalle fasce più basse della distribuzione dei redditi, indica una forte persistenza delle disuguaglianze lungo la distribuzione dei redditi.

 

Il ruolo centrale dell’istruzione e delle competenze
Uno degli elementi chiave individuati dal paper è il ruolo dell’istruzione come canale di trasmissione della mobilità sociale. L’analisi mostra una forte persistenza intergenerazionale nei livelli di istruzione: i figli di genitori più istruiti hanno maggiori probabilità di conseguire titoli di studio elevati, mentre chi proviene da contesti meno favoriti tende a rimanere indietro. In molti Paesi, una volta considerato il livello di istruzione individuale, l’influenza del background familiare tende a ridursi, evidenziando il ruolo cruciale del capitale umano. Tuttavia, gli analisti Ocse sottolineano che in diversi contesti questo fattore non è sufficiente a compensare completamente le disuguaglianze di partenza: anche a parità di istruzione, il contesto familiare continua a incidere sui risultati economici. Ulteriori evidenze mostrano che le competenze degli adulti risultano sempre più polarizzate: negli ultimi anni, il divario tra individui con genitori più e meno istruiti si è ampliato in molti Paesi, segnalando un possibile indebolimento della mobilità sociale e un rischio per la crescita economica di lungo periodo.

Fig.2 Tasso di occupazione femminile in base all'occupazione e al livello di istruzione delle madri

Partecipazione al lavoro e differenze di genere
Il Report evidenzia anche un legame significativo tra background familiare e partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne. Nei Paesi Ocse, le donne con genitori, soprattutto madri, con basso livello di istruzione mostrano tassi di partecipazione più bassi rispetto a quelle provenienti da famiglie più istruite. Tuttavia, un’analisi che tiene conto delle differenze strutturali tra uomini e donne suggerisce che i meccanismi di mobilità intergenerazionale sono simili tra i due gruppi. Questo indica che le disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro non sono necessariamente amplificate dalla trasmissione intergenerazionale degli svantaggi.

 

Implicazioni per crescita e politiche pubbliche
Il lavoro dell’Ocse sottolinea che la mobilità sociale intergenerazionale è un fattore cruciale non solo per l’equità, ma anche per l’efficienza economica. Ridurre gli ostacoli legati al background familiare consente infatti di valorizzare il capitale umano, migliorare l’allocazione delle risorse e stimolare innovazione e produttività. La persistenza delle disuguaglianze evidenziata dal paper suggerisce che politiche mirate all’istruzione, allo sviluppo delle competenze e all’accesso alle opportunità economiche restano determinanti per rafforzare la mobilità sociale. In questo contesto, la capacità dei sistemi economici di ridurre il legame tra origine familiare e risultati individuali emerge come uno degli elementi chiave per sostenere una crescita inclusiva e duratura.

 

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