Insieme con un laboratorio di futuro: la task force sulla sostenibilità di Legacoop
Un gruppo di lavoro di Legacoop diventa un laboratorio di sostenibilità condivisa: cooperative e territori costruiscono insieme competenze e risposte per la transizione. Ne abbiamo parlato con Francesca Ottolenghi. 1/04/26
Ci sono sfide che è quasi impossibile vincere da soli. È quello che pensano oggi anche le imprese, chiamate a orientarsi tra nuove e vecchie norme, aspettative crescenti dei mercati e carenza di competenze adeguate. Tre elementi fondamentali per portare a compimento la transizione ecologica, sociale e digitale. Una pressione che rischia di produrre una transizione a due velocità, capace di ampliare divari già esistenti. “Il rischio è quello di una transizione frammentata e diseguale - osserva Francesca Ottolenghi, Responsabile sostenibilità e cooperazione di Legacoop -. Per questo dobbiamo spostare lo sguardo dall’emergenza all’esigenza di cambiamento: la sfida è oggi una scelta collettiva, il punto è: come intervenire per costruire il nostro domani?”.
È per dare risposta a questa domanda che, all’interno di Legacoop, ha preso forma un’esperienza concreta: la Task Force per la sostenibilità. Non un tavolo simbolico, ma uno spazio operativo in cui cooperative e territori costruiscono insieme un approccio condiviso. Qui la sostenibilità non è un’etichetta, ma un esercizio quotidiano di cooperazione, fatto di domande, sperimentazioni, apprendimenti comuni. “Nessuno possiede da solo tutte le risposte, ma possiamo costruirle insieme - spiega Ottolenghi -. La Task Force nasce da questo principio: alcune cooperative portano esperienze già consolidate, altre mettono sul tavolo bisogni urgenti, dubbi, ostacoli quotidiani. Il risultato non è l’omologazione, ma la creazione di percorsi condivisi, realistici e accessibili, capaci di adattarsi alle diverse realtà territoriali”.
Nel confronto continuo si formano linguaggi comuni, si colmano lacune, si rafforzano competenze. Le cooperative diventano così dei luoghi d’incontro, spazi dove la complessità non viene semplificata ma analizzata grazie a una lente d’ingrandimento comune. “Alcune sfide non si risolvono individualmente. Si attraversano insieme - ribadisce Ottolenghi -. In effetti, il fare insieme è il cuore di una tradizione di Legacoop lunga oltre 140 anni, che oggi unisce più di un miliardo e duecento milioni di cooperatori nel mondo con la stessa identità, e con la visione di sviluppo che mette le persone e le comunità al centro”. Ciò risalta anche dal sesto principio cooperativo – la cooperazione tra cooperative – che non rappresenta solo un richiamo valoriale ma un metodo di lavoro consolidato. “La nostra identità cooperativa è già una risposta concreta alla complessità della transizione ecologica e sociale”, sottolinea Ottolenghi.

Oggi la parola “sostenibilità” è diventata frequente nel linguaggio delle imprese e della politica. Ma spesso resta confinata dentro un insieme di procedure, indicatori, rendicontazioni. “È un passaggio necessario, ma non sufficiente - ammonisce Ottolenghi -. Se non cambia il modo di pensare, la sostenibilità rischia di diventare un esercizio formale”. Da qui nasce l’esigenza di un approccio diverso: non l’individuo isolato, né l’impresa lasciata sola davanti a obiettivi sempre più complessi, ma un metodo basato sulle relazioni. Perché il valore, nel mondo cooperativo, nasce proprio dalle connessioni tra persone, territori, filiere che scelgono di riconoscersi e lavorare insieme.
È in questo senso che la Task Force di Legacoop si definisce come “un laboratorio di futuro”. Un luogo in cui la sostenibilità esce dalla dimensione tecnica e ritorna a quella originaria, culturale e collettiva, anche basata su valori etici. Perché, come ricorda infine Ottolenghi: “la sostenibilità, così come la cooperazione, comincia nello stesso momento: quello in cui si sceglie di condividere il cammino”.

