Il punto di Giovannini
Festival dello Sviluppo Sostenibile: dieci anni di impegno, ora serve accelerare
28 maggio 2026
Lo scorso venerdì, presso la Camera dei Deputati, si è svolto l’evento conclusivo del decimo Festival italiano dello Sviluppo sostenibile, organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). Una manifestazione unica a livello globale che nel mese di maggio ha visto l’organizzazione di 1.220 eventi su tutto il territorio nazionale. Un’iniziativa riconosciuta dalle Nazioni Unite come un unicum internazionale e che testimonia, ancora una volta, il forte interesse della società italiana verso i temi della sostenibilità, nonostante la narrazione ricorrente secondo cui sarebbe “passata di moda”.
Nel corso degli incontri, promossi non solo da ASviS ma da centinaia di realtà, si è registrata una partecipazione ampia e trasversale. Al centro del dibattito, questioni che attraversano l’intera Agenda 2030: dalla tutela degli ecosistemi, in particolare quelli marini, alla trasformazione delle città, analizzate anche dal punto di vista delle disuguaglianze di genere; dall’impatto dell’intelligenza artificiale fino ai nodi economici della transizione. I dati presentati confermano una tendenza ormai consolidata: le imprese italiane che investono in sostenibilità registrano migliori performance in termini di produttività e competitività, smentendo l’idea che la transizione rappresenti un costo.
L’evento conclusivo ha portato all’attenzione delle istituzioni le principali evidenze emerse nei 17 giorni di confronto. Tra gli ospiti, ci sono state figure di primo piano del panorama nazionale e internazionale, tra cui il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, con cui si è discusso di transizione energetica, e personalità impegnate sul fronte del rapporto tra clima e salute. A sostenere il lavoro dell’Alleanza è arrivato anche il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in apertura dell’evento.
Dieci anni di attività hanno prodotto risultati concreti: dalla riforma costituzionale che ha introdotto la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni, fino all’approvazione di diverse proposte normative. Tuttavia, il quadro complessivo resta critico: l’Italia è ancora lontana dal raggiungimento degli Obiettivi fissati per il 2030. Le crisi internazionali pesano, ma non bastano a spiegare i ritardi. Persistono fattori interni che rallentano la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile, sotto il profilo ambientale, economico e sociale.
I prossimi 18 mesi rappresentano una finestra decisiva. Il Governo dovrà presentare alle Nazioni Unite lo stato di attuazione dell’Agenda 2030 e aggiornare la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Un passaggio cruciale, che si intreccia con la definizione, nel 2027, di un nuovo Piano strutturale di bilancio secondo le regole europee. In questo contesto, il Festival lancia un messaggio chiaro: al di là della gestione delle emergenze attuali (compresa quella climatica), è necessario portare “il futuro” al centro del dibattito pubblico e politico. Una sfida che chiama in causa non solo le istituzioni, ma l’intero sistema Paese. Perché dalla capacità di affrontarla dipende la traiettoria dell’Italia nei prossimi dieci anni, ma anche quello che succederà alle persone, alle imprese, all’ambiente in cui viviamo nei prossimi dodici mesi.
"Scegliere il futuro" è una rubrica realizzata in collaborazione con Radio Radicale. Ascolta l’audio.
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