Il punto di Giovannini
Politica e giovani: il futuro dimenticato
5 agosto 2026
I principali sintomi dell'Alzheimer includono la perdita di memoria recente, la difficoltà a risolvere problemi e il disorientamento temporale o spaziale. Mi sembrano sintomi di cui il nostro paese soffre in modo evidente, ma non perché la popolazione sta invecchiando, ma perché la società italiana, e soprattutto la politica italiana, sembra veramente incapace di avere una memoria, anche a breve termine, per affrontare i problemi che deve risolvere.
Pensiamo alla condizione giovanile. Quando c'è stato il referendum, improvvisamente tanti hanno scoperto che i giovani non stavano sdraiati su un divano, ma che quando ci sono temi importanti in discussione, come la giustizia e la difesa della Costituzione, i giovani partecipano e fanno sentire la loro voce. Proprio all'indomani del referendum sulla giustizia, in tanti hanno detto: bisogna ascoltare e coinvolgere i giovani. Ebbene, pochi mesi dopo appare tutto dimenticato sia dalla politica sia dalla classe dirigente di questo Paese.
In realtà non proprio tutta. Per esempio il Cnel, il Consiglio Nazionale per l'Economia e il Lavoro, ha avviato da un po' di tempo un lavoro molto interessante che ha prodotto nei giorni scorsi un documento su un cosiddetto patto generazionale per affrontare in modo serio cinque tematiche da cui dipende il nostro presente, ma anche il nostro futuro: il debito pubblico, le pensioni presenti e future, le condizioni di ingresso e valorizzazione nel mondo del lavoro dei giovani, l'attrattività del paese in termini di sostenibilità, valori e welfare e, infine, la partecipazione ai processi democratici e la cittadinanza attiva.
Questo lavoro, realizzato grazie al coinvolgimento di decine e decine di associazioni giovanili, dovrebbe diventare il punto di riferimento non solo della politica e delle classi dirigenti, ma anche del dibattito pubblico. Ci sono proposte più o meno realizzabili, più o meno organiche, ma non c'è dubbio che il quadro che emerge da questa iniziativa del Cnel restituisce una cittadinanza attiva dei giovani straordinariamente più strutturata e competente di quello di cui normalmente si parla.
Come riuscire a dare centralità e continuità a tutto questo? L’iniziativa Ecosistema Futuro, avviata dall’ASviS nel 2025, cerca di rispondere a questa domanda proponendo la creazione di un'Assemblea Nazionale sul Futuro che abbia una composizione per età opposta a quella che caratterizza oggi il nostro Parlamento, che è uno dei più vecchi della storia repubblicana, anche per via del taglio del numero di seggi. L'Assemblea Nazionale sul Futuro nascerà nel 2027. Nel frattempo sta lavorando una Costituente composta da 40 ragazze e ragazzi under 35, assistiti da 12 mentor - ex Presidenti del Consiglio, ex Presidenti della Camera dei Deputati, della Corte Costituzionale - per fissare le regole di creazione e funzionamento dell'Assemblea Nazionale sul Futuro.
Al di là dello strumento, la classe dirigente italiana è chiamata a dimostrare che è possibile ed è doveroso ascoltare e coinvolgere le giovani generazioni, non solo per individuare le loro esigenze, ma anche per individuare le soluzioni che propongono. Perché non c'è dubbio che a venti o trenta anni si ha un approccio estremamente diverso da quello degli adulti e degli anziani, non solo perché si è giovani, ma perché si ha una visione del mondo diversa e molto più moderna del presente e del futuro di quella che hanno le generazioni che detengono il potere. Dunque, sosteniamo queste e altre iniziative perché dalla soluzione che daremo alla questione giovanile dipende non solo il nostro futuro, ma anche il nostro presente.
