Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Il punto di Giovannini

Il lavoro dopo il PNRR

9 ottobre 2026

Nei giorni scorsi l'Istat ha pubblicato i dati sull'andamento del mercato del lavoro nel mese di agosto, mostrando come l'occupazione sia rimasta sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente, mentre la disoccupazione è cresciuta leggermente. Ma, andando a guardare i dati con maggiore attenzione, si nota che l'occupazione è stabile da aprile e che la disoccupazione, sempre da aprile, è aumentata dal 5,6% al 6,2%. Questo vuol dire un aumento del numero di disoccupati pari a 150mila unità, decisamente non trascurabile.

La preoccupazione è che aprile era la data limite per molte delle attività legate al PNRR, che ha sostenuto la crescita dell'economia italiana negli ultimi cinque anni. Se così fosse, cioè se i segnali sul mercato del lavoro fossero legati proprio alla fine del PNRR, ci sarebbe da preoccuparsi. In realtà, molti avevano paventato che, dopo il PNRR, in assenza di interventi significativi, l'economia italiana avrebbe potuto rischiare di tornare a una crescita asfittica, cosa che sembra stia accadendo. Quest'anno la crescita dovrebbe essere leggermente inferiore all'1%, un valore che potrebbe caratterizzare anche il prossimo futuro e che non risolverebbe certamente i problemi del Paese.

La scorsa settimana il Governo ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica che guiderà la preparazione della legge di bilancio. Insieme a questo documento sono pubblicati anche altri documenti, tra cui la relazione sull'evasione fiscale e contributiva che ogni anno mette a nudo questo fenomeno così disastroso per il nostro Paese, pari a circa 100 miliardi l'anno. Quest’anno la Relazione si ferma ai dati 2023, visto che l’Istat pubblicherà i dati aggiornati al 2024 a novembre, e sarà interessante vedere cosa è accaduto in quell’anno in termini di tax gap, cioè la differenza tra quanto i contribuenti dovrebbero pagare e quanto pagano effettivamente, perché sarà a questo punto il secondo anno pieno di gestione dei fenomeni economici e di lotta all’evasione da parte del Governo Meloni.

Più in generale, nelle prossime settimane il Governo dovrebbe cominciare a definire la manovra di bilancio e, quindi, scegliere tra le tante pressioni che le varie forze politiche stanno cominciando a esercitare per aumentare le spese, ridurre le imposte, per insomma soddisfare le esigenze dei loro elettorati. Da questo punto di vista, e alla luce dei dati che ho citato, sarebbe veramente un grave errore scegliere di privilegiare i consumi attraverso interventi spot, mentre sarebbe molto importante assicurare una prosecuzione degli investimenti, anzi un'accelerazione degli investimenti in quei settori che maggiormente possono far crescere l'occupazione, in particolare quella giovanile, e fronteggiare le grandi sfide che abbiamo davanti, dalla transizione digitale alla crisi climatica, ma anche all'innovazione. Un'innovazione che le nostre imprese hanno mostrato di essere capaci di realizzare, anche in situazioni difficili come quelle del commercio internazionale. A causa delle scelte sbagliate di alcune grandi potenze, ovviamente, il clima di incertezza sui mercati internazionali è cresciuto, ma ciò nonostante molte imprese italiane sono state capaci di andare su mercati nuovi, espandere le esportazioni e tutto questo ha bisogno di sostegno all'innovazione e all'internazionalizzazione. E questo, ovviamente, comporta dei fondi.

E poi c'è il grande tema della crisi climatica, con la necessità di inserire nella legge di bilancio un fondo per l'adattamento ai cambiamenti climatici, visti i costi crescenti che la crisi sta determinando per molti dei nostri territori e diverse attività economiche, come l'agricoltura o il turismo. Vedremo se i temi da cui dipende il nostro futuro troveranno spazio nel dibattito e nelle scelte, anche in un contesto pre-elettorale. Nel prossimi mesi ai media spetta un ruolo chiave per pressare tutte le forze politiche su tali temi e non soltanto su quelli che qualcuno ritiene facciano più audience.

venerdì 9 ottobre 2026

Aderenti