Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Niccolò Gori Sassoli.
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The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie dal mondo ASviS

ASviS: sviluppo sostenibile e programmi dei partiti politici a confronto

Nel corso dell'ultimo ASviS Live, l’Alleanza ha presentato un primo bilancio della coerenza dei programmi elettorali con il suo decalogo di proposte. Tra le tematiche più condivise rinnovabili e riduzione delle disuguaglianze.   12/9/22

Il 10 agosto l’ASviS ha pubblicato il decalogo “Dieci idee per un’Italia sostenibile”, che riunisce una serie di azioni che l’Alleanza ha proposto di sottoscrivere alle forze politiche – aperto anche alle firme della società civile -, affinché lo sviluppo sostenibile venga inserito nei programmi elettorali e nelle direttive del futuro governo. A distanza di un mese, e all’avvicinarsi delle elezioni, risulta importante capire quanto i temi chiave individuati dall’ASviS per un’Italia sostenibile e le relative proposte siano presenti all’interno dei programmi elettorali dei partiti che andranno alle urne il 25 settembre. L’analisi ha offerto un primo elemento di valutazione in vista dell’incontro con i partiti, organizzato dall’ASviS il 12 settembre alle 15.00, in cui sono state illustrate le proposte e raccolte in diretta le reazioni dei partiti e movimenti politici. Anche su “Alta sostenibilità”, la trasmissione dell’ASviS in onda ogni lunedì su Radio Radicale, i partiti sono interrogati nel corso di tre puntate (5, 12 e 19 settembre) sulla loro idea di futuro sostenibile del Paese.

 

 

  1. COERENZA DELLE POLITICHE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Partiamo dal primo punto del decalogo, che riguarda la coerenza delle politiche del Paese per lo sviluppo sostenibile. L’ASviS richiede a questo proposito di garantire l’effettiva applicazione dei principi costituzionali (seguendo anche la recente modifica dell’art. 9 della Costituzione), indirizzare gli investimenti pubblici coerentemente con l’Agenda 2030 delle Nazioni unite, assicurare l’attuazione della Nuova strategia nazionale di sviluppo sostenibile e garantire l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

  • Partito Democratico. Il programma del PD è impostato su tre pilastri: sviluppo sostenibile, transizione ecologica e digitale; lavoro, conoscenza e giustizia sociale; diritti e cittadinanza. Per il partito di Letta gli investimenti dovranno concentrarsi sull’energia pulita, senza “inseguire la discussione sulla costruzione di centrali nucleari”. Il PD richiede inoltre una “riforma fiscale ‘verde’” e la premialità fiscale per le aziende con un elevato rating Esg (ambiente, sociale, governance). Infine, bisogna portare a termine le riforme e gli investimenti previsti dal Pnrr.

  • Europa Verde - Sinistra italiana. Per i due partiti è importante triplicare gli sforzi per ridurre le emissioni (70% al 2030, neutralità climatica al 2045), raggiungere i 15 Gw all’anno di elettricità da fonti rinnovabili, trasformare Cassa depositi e prestiti (Cdp), Servizi assicurativi e finanziari per le imprese (Sace) e Invitalia in Banche per il clima, per sostenere e gestire la transizione. Fondamentale anche aiutare le imprese (con premialità aggiuntive di credito fiscale a chi investe nelle rinnovabili), rivedere i fondi del Pnrr (per dare priorità a efficienza e rinnovabili), rivedere l’adeguatezza del Pnrr rispetto al necessario aggiornamento del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc).

  • +Europa. Per il partito di Emma Bonino bisogna rilanciare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e dell’Agenda 2030, contribuire allo sviluppo resiliente dell’economia europea appoggiando la realizzazione della transizione verde e digitale, valutare gli investimenti pubblici e gli aiuti di Stato alla luce dell’obiettivo di decarbonizzazione al 2050 e della Legge europea sul clima, introdurre in Costituzione il principio di equità generazionale rispetto alle finanze pubbliche. Infine, procedere nei tempi previsti all’attuazione del Pnrr.

  • Fratelli D’Italia richiede una valutazione dell’impatto generazionale delle leggi e degli interventi pubblici, “per poterne verificare la sostenibilità e mettere ‘in sicurezza’ il futuro dei giovani italiani”. Inoltre, spinge per un “deciso aumento”, in linea con gli obiettivi internazionali e del Pnrr, della produzione di energia da fonti rinnovabili, sburocratizzando le procedure autorizzative e avviando il sistema delle comunità energetiche. Nel programma di FdI si parla anche di diversificazione delle fonti energetiche, attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture strategiche, come i rigassificatori, e lo sfruttamento delle risorse presenti sul territorio, a partire dai giacimenti di gas. Infine, FdI propone di: investire nella ricerca sul nucleare di ultima generazione; programmare e realizzare interventi per risolvere importanti emergenze, come quelle ambientali; aggiornare il Pnrr alla luce della crisi scaturita dal conflitto in Ucraina e dall’aumento dei prezzi delle materie prime; realizzare gli obiettivi della transizione ambientale ed ecologica del Pnrr “salvaguardando il sistema produttivo colpito da anni di crisi, con attenzione alle filiere industriali di difficile riconversione (ad esempio, l’automotive)”.

  • Lega. Il partito di Salvini spinge per una revisione della politica industriale europea rivolta all’ambiente, al fine di “renderla al contempo realistica e benefica per Stati come l’Italia”. L’iter legislativo del primo pacchetto di attuazione del Green deal (Fit for 55), “è già a uno stadio avanzato”, si legge nel programma della Lega, “ma il governo italiano può e deve negoziare ai tavoli europei, al fine di attenuarne o procrastinarne le misure dall’impatto sociale più dirompente, come la messa al bando del motore a scoppio nel 2035 e l’inclusione dell’edilizia e del trasporto su strada nel sistema per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra nell’Ue (Ets)”.

  • Anche Forza Italia, come FdI, richiede la valutazione dell'impatto generazionale delle leggi e dei provvedimenti a tutela delle future generazioni; inoltre, domanda di “rispettare e aggiornare” gli impegni internazionali assunti dall'Italia per contrastare i cambiamenti climatici, garantire il “pieno utilizzo” delle risorse del Pnrr (colmando gli attuali ritardi di attuazione) e revisionare, d’accordo con la Comunità europea, il Pnrr alla luce delle mutate condizioni, necessità e priorità.

  • Movimento 5 Stelle. M5S punta sulla “Società 2000 watt” (che prevede che il fabbisogno energetico di ogni cittadino non superi i duemila watt di energia primaria all’anno) per garantire un modello sostenibile di consumo e la riduzione delle emissioni, propone un “Superbonus energia imprese” (basato sulla circolazione dei crediti fiscali) sempre per risparmio energetico e rinnovabili, e infine sottolinea l’importanza di un’“economia rigenerativa”, per promuovere un sistema non più fondato solo sulla crescita ma anche sulla rigenerazione sociale, del territorio, dei consumi.

  • Azione - Italia viva. La coalizione Calenda - Renzi propone l'estensione del meccanismo “Industria 4.0” agli investimenti per la transizione ecologica, di potenziare gli Istituti tecnico specialistici (Its) e unificare il sistema dei crediti di imposta in caso di comportamenti virtuosi.

  1. DISEGNARE IL FUTURO PARTENDO DAL PRESENTE

Sul secondo punto del decalogo, ovvero la creazione di un Istituto pubblico di studi sul futuro, con il compito di analizzare gli scenari e individuare i rischi, come già avviene in altri Paesi, per evitare di arrivare impreparati a futuri shock sistemici e per disegnare politiche pubbliche in modo utile per le prossime generazioni, le risposte dei partiti sono arrivate attraverso il sito Green and Blue, che ha riassunto una serie di richieste formulate alle forze politiche da diverse associazioni, tra cui la seconda proposta del decalogo ASviS, riassunta in: Che ne pensate di realizzare un istituto pubblico dedicato al Futuro per aiutare i giovani?

Queste le risposte dei leader dei partiti:

  • Enrico Letta (Pd). “Siamo tra quanti hanno sottoscritto il documento ASviS “Dieci idee per un’Italia Sostenibile in linea con l’Agenda 2030 dell’Onu”. Siamo consapevoli che occorre spingere i nostri giovani verso competenze e mestieri dedicati alla sostenibilità, per costruire politiche pubbliche lungimiranti. Abbiamo fortemente voluto nel PNRR la clausola di condizionalità per l’occupazione giovanile e siamo favorevoli alla creazione di un patto strutturale per creare opportunità di lavoro per i giovani, puntando sulle nuove competenze necessarie alle transizioni ecologica e digitale, oltre a promuovere e sostenere la formazione delle ragazze nelle discipline Stem”.

  • Giuseppe Conte (M5S). L'Italia ha bisogno di investire sui giovani e di aiutarli nella realizzazione delle loro aspirazioni in maniera strutturale. Presso il ministero per le Politiche giovanili è stato istituito il Comitato per la valutazione dell'impatto generazionale delle politiche pubbliche, con finalità di analisi e verifica sistematica dell'impatto generato dalle politiche pubbliche e dalle misure inerenti, direttamente o indirettamente, le nuove generazioni, per offrire dati e informazioni utili a una più efficace azione di Governo in materia di coordinamento e attuazione delle politiche giovanili.

  • Carlo Calenda (Azione). Aiutare le nuove generazioni a formarsi ed entrare nel mondo del lavoro è prioritario. Per questo proponiamo di: aumentare l'obbligo scolastico fino ai 18 anni (per ridurre la dispersione scolastica); riformare la formazione professionale secondaria sul modello di successo degli Its e aumentando la formazione trasversale nei primi anni; raddoppiare il numero di studenti degli ITS; azzerare le tasse per gli under 35 che avviano una nuova attività e azzerare l'Irpef fino ai 25 anni e dimezzarla fino ai 30.

  • Nicola Procaccini (responsabile Ambiente Fratelli d’Italia). Sono d'accordo. Ricordo un'intuizione simile dell'allora ministro delle politiche giovanili, Giorgia Meloni. La quale chiese che sui principali provvedimenti governativi o parlamentari, venisse sempre svolta una valutazione di impatto generazionale. Lo vediamo anche oggi. Dietro il titolo "Next generation Ee", si nascondono decisioni che servono ad accontentare l'elettorato, ma di cui non beneficeranno gli attuali giovani. Anzi, li si stracarica di debiti per consentire a qualcuno di godersi le rendite più immediate. Purtroppo, alcuni partiti hanno pensato che per compensare questa crudeltà si potesse ricorrere alla "paghetta di Stato", chiamata Reddito di Cittadinanza, rendendoli schiavi della dipendenza dalla politica. Noi riteniamo più giusto offrire ai giovani di questa nazione un lavoro, almeno a coloro che possono lavorare, sostenendo la loro formazione e assunzione. Secondo il principio "più assumi, meno paghi". Ma qui devo fermarmi per ragioni di spazio.

  1. GIUSTIZIA, TRASPARENZA E RESPONSABILITÀ

Il terzo punto del decalogo, dedicato alle tematiche di Giustizia, trasparenza e responsabilità, domanda alle parti politiche di consolidare le riforme avviate per un sistema giudiziario equo ed efficiente, promuovere una cultura della rendicontazione degli impatti sociali e ambientali per le pubbliche amministrazioni, istituire un Bilancio di sostenibilità del sistema Paese e rendere obbligatoria la Valutazione ambientale strategica (Vas) per i provvedimenti legislativi.

  • Partito democratico. Il PD propone una riforma organizzativa del Sistema giudiziario (digitalizzazione, adeguamento immobili, investimento nelle risorse umane), la formazione comune tra avvocati, magistrati inquirenti e giudicanti, l’accesso in magistratura agli avvocati cassazionisti. Propone inoltre una valutazione dell'impatto ambientale delle tecnologie impiegate per la Mobilità, l’etichettatura digitale dei prodotti per fornire indicazioni sull'impatto ambientale della produzione e del trasporto degli stessi.

  • Anche +Europa chiede una riforma della giustizia, che passi per misure come (tra le altre) la separazione delle carriere, la riduzione drastica del numero di magistrati fuori ruolo, il divieto di tornare a prestare servizio per magistrati eletti a cariche politiche, il divieto per i magistrati di assumere incarichi extragiudiziari in qualunque apparato pubblico. Inoltre, +Europa richiede di valutare periodicamente (ogni due-tre anni) i principali programmi di spesa, soprattutto se introdotti di recente, e valutare preventivamente tutti gli investimenti pubblici e gli aiuti di Stato, per assicurarne la coerenza con la long term strategy di decarbonizzazione al 2050 e con la Legge europea sul clima.

  • Nel programma di Fratelli d’Italia si parla di riforma della giustizia e dell’ordinamento giudiziario (separazione delle carriere con concorsi distinti e impossibilità di passaggio di funzioni, riforma del Consiglio superiore della magistratura, Csm, con sorteggio dei membri), stop alle “porte girevoli” tra magistratura e politica, revisione degli incarichi fuori ruolo, riforma del processo civile e penale, certezza della pena, nuovo piano carceri e aumento dell’organico e delle dotazioni della Polizia penitenziaria, aumento della pianta organica di tribunali e procure, digitalizzazione della giustizia e incremento del ricorso alla mediazione, eliminazione dei Tribunali per i minorenni.

  • Lega. Il partito di Salvini punta su “tempi rapidi e certi” per il decorso dei processi, separazione delle carriere, riforma del Csm, responsabilità civile del magistrato, riforma della giustizia onoraria, riforma dell'ordinamento penitenziario.

  • Anche Forza Italia parla di separazione delle carriere e riforma del Csm, riforma del processo civile e penale (giusto processo e ragionevole durata, efficientamento delle procedure, stop ai processi mediatici e diritto alla buona fama), riforma del diritto penale (razionalizzazione delle pene e garanzia della loro effettività).

  • Il Movimento 5 Stelle richiede nel suo programma una valutazione di impatto sul benessere del Paese, per avviare a livello istituzionale un lavoro di valutazione di impatto ex ante ed ex post delle proposte di legge e delle attività del governo.

  • Azione - Italia Viva richiedono (tra le molte misure) la separazione delle carriere di giudici e Pm, la valutazione di professionalità, la revisione del Consiglio superiore della magistratura (Csm) adottata nell'ultima legislatura, il potenziamento organico di magistrati e settori amministrativi. Inoltre, i due partiti richiedono il rafforzamento del processo telematico, l’informatizzazione degli uffici e l’introduzione di un Sistema nazionale di valutazione (Snv) per le politiche scolastiche.

 

  1. PARLAMENTO SOSTENIBILE

Il quarto punto del decalogo riguarda la formazione di un “Parlamento sostenibile”. L’ASviS richiede perciò di integrare lo sviluppo sostenibile nella ricomposizione delle Commissioni parlamentari, creando un intergruppo dedicato in entrambi i rami del parlamento. La proposta non ha trovato riscontro nei programmi elettorali dei partiti.

 

  1. RENDERE PIÙ SOSTENIBILI ED EQUI I TERRITORI

Il quinto punto del decalogo, “Rendere più sostenibili ed equi i territori”, richiede nello specifico l’articolazione di un sistema multilivello di strategie e agende territoriali per lo sviluppo sostenibile, assicurando la piena operatività del Comitato interministeriale per le politiche urbane (Cipu) e approvando la legge (già predisposta dal Senato) sulla rigenerazione urbana, finalizzata all’arresto del consumo di suolo.

  • Partito democratico. Il PD, nel suo programma elettorale, parla di un rilancio e potenziamento del “Piano Sud 2030 – Sviluppo e coesione per l’Italia”, che configura una nuova politica territoriale di “prossimità̀ ai luoghi” per le aree marginalizzate e vulnerabili. Inoltre, spinge per un rafforzamento strutturale degli strumenti di politica industriale regionale e forme di riequilibrio territoriale negli strumenti di politica industriale nazionale. Il PD evidenzia la necessità di una legge sul consumo di suolo e una serie di interventi per la difesa dell’uso del suolo agricolo, con un Piano nazionale per l’acqua, la siccità e il dissesto idrogeologico. Inoltre, inserisce nel suo programma anche la costituzione di 500mila alloggi popolari nei prossimi dieci anni, con interventi di rigenerazione urbana per limitare il consumo di suolo e dare nuova vita agli spazi meno curati delle città.

  • Europa Verde - Sinistra italiana puntano su una legge per fermare il consumo di suolo: “Intendiamo arrestare il consumo di suolo e attuare un grande programma di difesa, contro frane e dissesti”, si legge nel programma, “mettendo il territorio in sicurezza, destinandovi una maggiore quota delle risorse del Pnrr”.

  • +Europa richiede la costituzione di un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale, per mantenere un “adeguato grado di solidarietà” tra regioni, consentendo comunque a quelle più efficienti di beneficiare della loro gestione virtuosa. +Europa richiede inoltre di introdurre norme che migliorino il coordinamento fra Regioni, Città metropolitane e Comuni nell’attribuzione delle risorse finanziarie del Pnrr. Altro punto nel programma: non consentire più alcun condono sulle difformità edilizie impattanti per il territorio, contrastando così il consumo di suolo.

  • Fratelli d’Italia. Il partito di Meloni propone di piantare alberi per realizzare “cinture verdi” nelle città e promuovere la creazione, o il rifacimento, di giardini, orti urbani, parchi, boschi e riserve naturali.

  • Per la Lega “l’ambiente si difende risparmiando territorio o meglio evitando il consumo di suolo”: è perciò necessario puntare alla semplificazione del procedimento delle bonifiche e rafforzare le strutture tecniche pubbliche, oltre a incentivare gli investitori in misura percentuale agli investimenti in attività di risanamento.

  • Forza Italia richiede di garantire la piena attuazione delle misure previste per il Sud Italia e le aree svantaggiate.

  • Il Movimento 5 Stelle punta invece sulla formazione di un Piano di edilizia residenziale pubblica, con la riqualificazione degli edifici esistenti.

  • Azione - Italia Viva inseriscono nel loro programma la trasformazione dell'Agenzia per la coesione in Agenzia per lo sviluppo con poteri operativi straordinari anche di sostituzione alle amministrazioni locali per la gestione degli investimenti, per almeno dieci anni; la garanzia di un riequilibrio tra Sud, Nord e Centro, parametrando questo processo in base ai dati demografici, perché “il mezzogiorno è stato storicamente indebolito da un sistema di interventi sociali parametrati sulla spesa storica e non su indicatori socio-demografici”.

 

  1. IMPEGNARSI PER LA GIUSTA TRANSIZIONE ECOLOGICA

Il sesto punto del decalogo riguarda la giusta transizione ecologica, che per l’ASviS vuol dire primariamente impegnarsi a rispettare l’obiettivo europeo di riduzione di almeno il 55% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030. In secondo luogo, l’Alleanza ritiene necessario aggiornare rapidamente il Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), considerando la necessità di eliminare i Sussidi ambientalmente dannosi (Sad). È importante semplificare i processi autorizzativi per nuovi impianti di produzione di energie rinnovabili e approvare e attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc). Infine, l’ASviS sottolinea l’importanza di adottare un piano per il ripristino degli ecosistemi terrestri e marini e il contrasto al dissesto idrogeologico, come di promuovere l’adozione di modelli di produzione e consumo circolari.

  • Partito Democratico. Il PD intende perseguire l’obiettivo europeo Fit for 55, riducendo le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 e raggiungendo la neutralità climatica entro il 2050, riducendo progressivamente i sussidi dannosi per l’ambiente, semplificando le procedure di autorizzazione per il settore energetico. Il PD propone poi di elaborare una Legge quadro sul clima e rendere operativo il Pnacc; dotare il Paese di un pacchetto di misure che valorizzi le sinergie territoriali in un quadro di coordinamento nazionale per la tutela dell’ecosistema e della salute; un Piano nazionale per l’acqua, la siccità e il dissesto idrogeologico; elaborare una norma per la consapevolezza della rilevanza della biodiversità e per il contrasto alla desertificazione.

  • Europa Verde - Sinistra italiana alzano l’asticella, e puntano a una riduzione delle emissioni del 70% al 2030 (rispetto al 1990), procedendo verso la neutralità climatica al 2045. Propongono poi di abolire entro il 2025 i sussidi fossili (dal valore di oltre 20 miliardi l’anno), garantire l’80% di penetrazione delle rinnovabili al 2030, aggiornare e rendere pienamente operativo entro i primi sei mesi il Pnacc, integrare le politiche di adattamento a tutte le politiche pubbliche, lottare contro la desertificazione, rafforzare l’attuazione, il ruolo e la cultura della Rete Natura 2000, attuare piani di gestione di specie minacciate, promuovere una strategia “rifiuti zero”, usare la termovalorizzazione solo come “ultima istanza”, usare nella Tari il principio “pay as you throw” (paghi quanto getti via), istituire il divieto di spostare i rifiuti fuori della propria regione, realizzare centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici; introdurre la plastic tax entro gennaio 2023, incentivare l’impiego di legno locale e l’utilizzo “a cascata” di questa risorsa.

  • +Europa ritiene importante promuovere la transizione energetica attraverso l’aggiornamento del Pniec, in coerenza con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di gas serra del 55% al 2030; eliminare gradualmente tutti i sussidi dannosi all’ambiente, ridurre drasticamente i passaggi burocratici che frenano lo sviluppo delle fonti rinnovabili, raggiungere la protezione di un terzo delle aree marine per garantire ripresa e conservazione delle popolazioni ittiche planetarie, prevenire il dissesto idrogeologico contrastando il consumo di suolo, favorire l’economia circolare integrando pienamente la considerazione del capitale naturale nella contabilità non solo nazionale, ma anche regionale e locale.

  • Fratelli d’Italia, nel suo programma, propone di “giocare un ruolo attivo e propositivo” nei prossimi mesi in Europa durante i negoziati del pacchetto Fit for 55, “con l’obiettivo di difendere e tutelare gli interessi del sistema industriale e produttivo nazionale”, aggiornare e rendere operativo il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), combattere la siccità e l’inquinamento delle acque, proteggere il litorale dall’erosione costiera, inasprire le pene (anche pecuniarie) per i piromani, utilizzare le risorse a disposizione per garantire la ricostruzione e messa in sicurezza delle aree colpite da eventi sismici e calamità naturali.

  • La Lega richiede di mettere in atto un piano complessivo di semplificazioni delle procedure autorizzative sia per i nuovi impianti di generazione sia per il revamping di quelli esistenti (non si specifica se rinnovabili o meno). Inoltre, propone di individuare a livello regionale le aree idonee all’installazione degli impianti rinnovabili, contrastare gli eventi estremi, assicurare la realizzazione delle infrastrutture idriche necessarie (reti, invasi) e dell’impiantistica avanzata per il riuso e la desalinizzazione delle acque, istituire una cabina di regia nazionale sulla pianificazione delle opere per l’approvvigionamento idrico, completare la transizione verso l’economia circolare, proseguendo “sulla strada già avviata dal ministero della Transizione ecologica” e adottando il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, puntando su “tutti quegli impianti che a chiusura del ciclo dei rifiuti possano generare energia (termovalorizzatori, impianti a biogas, biometano)”.

  • Forza Italia richiede di: rispettare e aggiornare gli impegni internazionali assunti dall'Italia per contrastare i cambiamenti climatici; favorire una transizione energetica sostenibile, un aumento della produzione di energia rinnovabile, la promozione dell'efficientamento energetico, il pieno utilizzo delle risorse naturali (anche attraverso la riattivazione e nuove realizzazioni di pozzi di gas naturale in un’ottica di utilizzo sostenibile delle fonti), la creazione di impianti di ultima generazione “senza veti e preconcetti”, valutando anche il ricorso al nucleare pulito e sicuro; la promozione di un Piano straordinario per la tutela e la salvaguardia della qualità delle acque marittime e interne e l’efficientamento delle reti idriche; la salvaguardia della biodiversità anche attraverso l'istituzione di nuove riserve naturali; il rimboschimento e la piantumazione di alberi su tutto il territorio; l’istituzione di un programma straordinario di resilienza delle aree a rischio dissesto idrogeologico; la definizione di un piano strategico nazionale di economia circolare.

  • Il Movimento 5 Stelle propone il completamento della Carta Geologica per mappare il territorio e prevenire i dissesti idrogeologici, lo stop alle tecnologie obsolete per lo smaltimento dei rifiuti, la promozione del vuoto a rendere, l’economia rigenerativa del territorio e dei consumi.

  • Azione - Italia Viva richiedono una riduzione del 55% delle emissioni di CO2 "possibilmente" entro il 2030, rafforzando la strategia sulle rinnovabili e completando il processo di individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti di generazione elettrica da fonti rinnovabili; l’istituzione di un Piano per la gestione del dissesto idrogeologico, l’elaborazione di politiche sui rifiuti (come la creazione di infrastrutture per il recupero delle materie prime), la creazione dell’etichetta eco-score per i prodotti (segnalando l’impatto ambientale), l’efficientamento del sistema di produzione, imballaggio, trasporti e riciclabilità; il pagamento della Tari secondo il principio “pay as you throw”.

 

  1. RIDURRE TUTTE LE DISUGUAGLIANZE

Il punto 7 del decalogo ASviS riguarda invece la riduzione di tutte le disuguaglianze. Questo passaggio include: garantire l’effettiva parità di genere nelle politiche e nell’allocazione delle risorse economiche, nonché l’empowerment femminile nei contesti d’impresa e nella pubblica amministrazione; valutare l’impatto generazionale delle politiche, introducendo uno strumento di verifica (come lo Youth Check, attivo in Austria e Germania); creare un piano di lavoro per i giovani, inquadrato in un patto per l’occupazione giovanile, e potenziare l’offerta formativa; prevedere maggiori forme di partecipazione giovanile nelle politiche pubbliche; eliminare le disuguaglianze territoriali, valorizzando il ruolo del Sud; considerare la transizione digitale come un fattore abilitante per accelerare la risposta alle sfide sociali e ambientali del nostro tempo.

  • Il Partito Democratico propone di normare i meccanismi di democrazia interna e trasparenza dei partiti con una legge sulla rappresentanza; attuare l'approvata legge sulla parità salariale (Legge Gribaudo 162/2021), elaborare un piano straordinario per l’occupazione femminile e un piano di assunzione nella pubblica amministrazione, oltre il 2026, con clausole volte a favorire l’occupazione giovanile e femminile. Inoltre, il PD propone un Piano di decontribuzione per i giovani, un potenziamento e una razionalizzazione dei meccanismi di incentivazione per l’occupazione nel Mezzogiorno, puntando su giovani e donne, la creazione (sempre nel Mezzogiorno) di “poli di formazione” su rinnovabili e transizione verde.

  • Europa Verde - Sinistra italiana richiedono l’adozione di un piano straordinario per l’occupazione femminile e di politiche e misure efficaci per le imprese femminili; interventi contro la disparità economica e nell’accesso alle risorse e alle opportunità; eliminazione della precarietà.

  • +Europa propone parità di genere nei Consigli di Amministrazione, negli organi istituzionali, nelle aziende; inserire all’interno del Bilancio di sostenibilità e della dichiarazione non finanziaria (Dnf) un capitolo riservato alla pratica del bilancio (di genere) e impatto di genere; riforme strutturali di decontribuzione a favore dei giovani neoassunti fino a 35 anni; riformare il sistema pensionistico, migliorandone la sostenibilità nel medio-lungo periodo.

  • Fratelli d’Italia. Il partito di Meloni richiede: un superamento del “tetto di cristallo”, “barriera invisibile che ostacola l’affermazione delle donne nel mondo del lavoro”; il contrasto a ogni forma di discriminazione dei percorsi di emancipazione dagli stereotipi culturali che vedono la donna in condizione di subalternità; il sostegno al lavoro femminile e al superamento del “gender pay gap”; la promozione della formazione e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro (rilanciando gli strumenti del contratto di apprendistato e dei tirocini, dando effettivo avvio alla riforma degli Istituti tecnici superiori, potenziando il sistema dei corsi post-diploma di inserimento lavorativo, promuovendo la formazione nell’ambito delle discipline Stem); la creazione di una filiera produttiva italiana ed europea per le rinnovabili, le reti e gli accumuli; l’implementazione della ricerca scientifica e tecnologica; il potenziamento dei fondi per l’autoimprenditorialità giovanile e il sostegno delle esperienze all’estero dei giovani italiani; il rafforzamento della cittadinanza attiva. FdI propone inoltre di “rendere il Mezzogiorno protagonista della transizione energetica ed ecologica italiana”, rendere strutturale ed estendere la misura “Decontribuzione Sud”, focalizzare la politica di coesione su opere e progetti strategici attraverso semplificazione, competenze e progettualità, ridurre il numero dei programmi di investimento e aumentare l’efficienza delle politiche di coesione, introdurre procedure semplificate e tassazione agevolata per le imprese che investono e operano nelle aree economicamente depresse, invertire la tendenza dello spopolamento del Sud, garantire incentivi alla residenzialità, sfruttando anche le opportunità offerte dal lavoro a distanza, valorizzare le eccellenze “Made in Sud”.

  • Nel programma della Lega si parla di proroga ed estensione della decontribuzione per le imprese che assumono donne; misure volte al sostegno della parità salariale; cofinanziamento dello Stato per le rette universitarie delle donne che si iscrivono a corsi di laurea Stem; agevolamento dei tempi di vita delle donne in modo da conciliare la loro professione con il lavoro di cura dei figli (spesso anche dei genitori anziani) e di aiutare chi sceglie di diventare genitore; introduzione di politiche attive volte ad assicurare che le donne musulmane della “seconda generazione” ricevano l’istruzione necessaria per inserirsi nel tessuto sociale e culturale italiano; decontribuzione per gli under 35; istruzione “rivista” in chiave di avviamento al lavoro; garantire il miglioramento dell’alternanza scuola-lavoro e lo sviluppo degli Istituti professionali come scuole di alta specializzazione; promuovere aiuti alle neo-imprese; garantire sgravi fiscali per chi investe nelle startup; istituire un Ministero dell’innovazione tecnologica; promuovere la cittadinanza digitale con punti di presidio locali; favorire l’educazione digitale; inserire in Costituzione la tutela dell’identità digitale, porre la cybersicurezza tra gli obiettivi principali.

  • Per Forza Italia c’è bisogno di un rafforzamento dei meccanismi di decontribuzione per il lavoro femminile, incentivi all'imprenditoria femminile (in particolare nelle aree depresse), rafforzamento dei meccanismi di decontribuzione per gli under 35, incentivi all'imprenditoria giovanile (in particolare nelle aree depresse), incentivi alla creazione di startup tecnologiche e a valenza sociale, promozione e rilancio dell'artigianato come prospettiva lavorativa per le nuove generazioni, potenziamento degli incentivi per esperienze formative e lavorative all'estero, reintroduzione del prestito d'onore, sostegno allo sport quale strumento di crescita e integrazione sociale, piena attuazione delle misure previste per il lavoro femminile per il Sud Italia e le aree svantaggiate, rendere l'Italia competitiva con l'ammodernamento della rete infrastrutturale e la realizzazione delle grandi opere, potenziare l'alta velocità fino in Sicilia, realizzare il Ponte sullo Stretto, potenziare e sviluppare le infrastrutture digitali ed estendere la banda ultralarga in tutta Italia.

  • Il Movimento 5 Stelle propone di introdurre delle misure per un’effettiva parità salariale tra uomini e donne, rafforzando anche il fondo per l’imprenditoria femminile; investire nelle competenze digitali dei giovani; incentivare l’imprenditorialità giovanile; istituire un “Progetto Mediterraneo”, per promuovere e sviluppare “l’economia del mare” (riorganizzando il settore marittimo-portuale e migliorando il sistema di interconnessioni tra porti, reti stradali e ferroviarie); infine, M5S richiede una stabilizzazione dell’esonero “Decontribuzione Sud”, per proteggere e creare nuovi posti di lavoro nel Mezzogiorno.

  • Azione - Italia Viva richiedono di estendere la certificazione della parità di genere per le imprese, garantire una maggiore trasparenza per ridurre il “gender pay gap”, riformare in modo strutturale il sistema di welfare e gli investimenti per garantire la parità uomo-donna, sostenere l’imprenditoria femminile, incentivare l'imprenditorialità giovanile (introducendo nei Centri per l'impiego un servizio di "assistenza all'autoimpiego e all'imprenditorialità giovanile"), rafforzare i servizi di orientamento, riformare "Garanzia Giovani", regolare i tirocini curricolari, promuovere le lauree Stem tra le donne, promuovere l’alfabetizzazione digitale, migliorare l’alta velocità e le linee regionali, istituire una rete di porti meridionali con cabina di regia, individuare il Sud come hub energetico, migliorare i livelli di istruzione, sviluppare un turismo non balneare.

  1. NON LASCIARE NESSUNO INDIETRO

Sul punto 8 del decalogo, “Non lasciare nessuno indietro”, l’ASviS richiede ai partiti di contrastare la crescente povertà dei redditi, migliorando la gestione del Reddito di Cittadinanza (Rdc), nonché riformare complessivamente l’esistente sistema di welfare, garantendo l’accesso ai servizi e la copertura alle fasce della popolazione attualmente escluse, in linea con gli obiettivi espressi nel Pilastro europeo dei diritti sociali. L’Alleanza ritiene inoltre centrale migliorare la qualità dell’istruzione.

  • Partito Democratico. Per il PD bisogna ricalibrare il Reddito di Cittadinanza secondo le indicazioni elaborate dalla Commissione Saraceno e garantire l’integrazione pubblica alla retribuzione (in-work benefit) in favore dei lavoratori e delle lavoratrici a basso reddito. Il piano per la transizione ecologica deve condurre a nuove politiche pubbliche di welfare, con una previsione di adeguate compensazioni per le famiglie e le imprese più vulnerabili; inoltre, è importante garantire l’estensione del tempo pieno nella scuola (con particolare attenzione al Sud) e la progressiva costruzione di una “scuola presidio di comunità” nelle periferie e nelle aree interne, promuovendo anche un sistema di welfare studentesco.

  • Europa Verde - Sinistra italiana propongono di difendere e rafforzare il Reddito di cittadinanza, secondo le previsioni del rapporto della Commissione Saraceno, con l’obiettivo strategico di arrivare ad un vero Reddito universale di base; concentrare le politiche di welfare sulla politica della casa, gli anziani e il supporto alla genitorialità. Sulla scuola, propongono l’allineamento dei finanziamenti ordinari all’istruzione alla media europea (6% del Pil), nonché rispettare l’obiettivo di Lisbona (3% di investimenti del Pil) in formazione e ricerca; creare, a livello territoriale, zone di educazione prioritaria e solidale nelle aree di maggiore difficoltà.

  • Per +Europa bisogna riformare il reddito di cittadinanza nella direzione indicata dal Governo Draghi; incentivare le politiche di conciliazione e costituire un welfare (pubblico e aziendale) adeguato alle esigenze familiari, anche per incrementare la partecipazione delle donne al mondo del lavoro; aumentare di almeno l’1% del Pil la spesa per la formazione e l’istruzione; estendere il tempo pieno a tutte le scuole primarie, proseguendo nella direzione impostata dalla riforma degli Istituti tecnici superiori.

  • Fratelli d’Italia richiede di abolire il Reddito di cittadinanza per introdurre un nuovo strumento che tuteli i soggetti privi di reddito, “effettivamente fragili e impossibilitati a lavorare o difficilmente occupabili”, come disabili, over 60, nuclei familiari con minori a carico. Per chi è in grado di lavorare, invece, FdI propone percorsi di formazione e potenziamento delle politiche attive del lavoro. Inoltre, il partito di Meloni richiede di istituire un modello di ammortizzatori sociali universali per tutti i lavoratori (anche autonomi); garantire maggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità gravi; innalzare le pensioni minime e sociali; incentivare l’assunzione di persone con disabilità; garantire un aumento strutturale e progressivo delle pensioni di invalidità; abbattere le barriere architettoniche; sostenere gli enti del Terzo settore; potenziare le misure di diritto allo studio delle persone con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento; incrementare gli insegnanti di sostegno; contrastare la dispersione scolastica; garantire piena padronanza della lingua inglese per tutti gli studenti; valorizzare gli Istituti tecnici e riformare i Percorsi trasversali per le competenze e l’orientamento (Pcto); ripristinare gli indirizzi di studio abilitanti al lavoro; istituire un “liceo del Made in Italy” (che formi i giovani su settori chiave dell’economia nazionale); garantire l’intervento straordinario sull’edilizia scolastica.

  • La Lega punta su una revisione del Reddito di cittadinanza, trasformandolo (per gli idonei all'attività lavorativa) in un ammortizzatore sociale finalizzato all'occupazione. Propone un corso di formazione, tirocinio e contrattualizzazione dei percettori del Rdc, attraverso il coinvolgimento delle agenzie private del lavoro, delle associazioni datoriali e attraverso l'utilizzo di incentivi fiscali e contributivi per l'assunzione dei percettori. Il partito di Salvini propone inoltre di “immaginare un nuovo e più efficace welfare basato sui diritti umani, civili e sociali” delle persone, promuovendo una collaborazione tra istituzioni ed enti del Terzo settore per costruire risposte mirate e sempre più innovative sulla parità di genere; garantire nuovi standard organizzativi e strutturali delle Residenza sanitarie assistenziali (Rsa); promuovere iniziative di supporto a famiglie con disabili o con persone con disturbi mentali. Per quanto riguarda l’istruzione, la Lega propone di sviluppare gli istituti professionali come scuole di alta specializzazione, conciliare inclusione e valutazione degli studenti, garantire la prevenzione sanitaria nelle scuole, abolire la didattica a distanza, garantire specializzazione e sostegno, superare il precariato, coprire la carenza personale dei docenti e dell’Ata, adeguare gli stipendi, garantire la detraibilità fiscale delle spese per l’acquisto di libri e cancelleria, stabilizzare la No tax area, incrementare l’importo e la velocità di corresponsione delle borse di studio, garantire un maggior numero di posti letto universitari, rimuovere le barriere architettoniche, agevolare il percorso di studi universitari agli iscritti disabili, provvedere a misure di sostegno, al servizio di trasporto da e per tutte le sedi universitarie.

  • Nel programma di Forza Italia si parla di: sostituzione dell'attuale Reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e politiche attive di formazione e inserimento nel mondo del lavoro; ridefinizione del sistema di ammortizzatori sociali; innalzamento delle pensioni minime, sociali e di invalidità; istituire un piano straordinario di riqualificazione delle periferie (anche attraverso l'edilizia residenziale pubblica); fornire maggiori tutele per lavoratori fragili, immunodepressi e disabili gravi; promuovere politiche per la piena presa in carico delle persone con disabilità; istituire un piano per l'eliminazione del precariato e l’aggiornamento dei docenti; rivedere in senso meritocratico e professionalizzante il percorso scolastico, valorizzando le scuole tecniche professionali e incentivando i corsi Stem; allineare ai parametri europei gli investimenti nella ricerca; ammodernare l’edilizia scolastica e le residenze universitarie.

  • Il Movimento 5 Stelle punta, nel suo programma, su un rafforzamento del Reddito di cittadinanza. Inoltre, propone misure per rendere più efficiente il sistema delle politiche attive, il monitoraggio delle misure antifrode, una riforma degli ammortizzatori sociali in senso universale (anche per autonomi, partite Iva, liberi professionisti e per le nuove tipologie di lavoro), l’introduzione della "Scuola dei mestieri" artigianali, una maggiore presenza nelle scuole di psicologi e pedagogisti.

  • Azione - Italia viva richiedono modifiche al Reddito di cittadinanza, eliminandolo dopo il primo rifiuto e riducendolo dopo due anni, adottando modifiche che ne eliminino le iniquità (famiglie numerose e grandi città); obbligo scolastico fino a 18 anni e contestuale abbassamento del ciclo scolastico da 13 a 12 anni; potenziare il Sistema nazionale di valutazione, mappando aree territori in crisi (abbandono, Invalsi, occupazione comunale); fornire incentivi per i docenti nei territori più critici, diminuendo le dimensioni delle classi e potenziando l’educazione civica. Infine, garantire un nuovo modello di formazione professionale, sul modello Its.

 

  1. APPROCCIO INTEGRATO ALLA SALUTE

Nel punto 9 del decalogo, l’ASviS propone un approccio integrato alla salute. A questo fine, si ritiene importante strutturare un approccio “One Health” (principio di salute eco-integrata, che considera tutti i fattori con impatto diretto o indiretto sulla salute e sul benessere umano, ambientale e animale), favorire l’integrazione delle scienze ambientali ed ecologiche con la medicina, rafforzare la capacità di prevenzione e resilienza del Paese di fronte alle crisi sanitarie, nel rispetto del valore universale della sanità pubblica, sostenere la cooperazione internazionale e l’uso corretto delle strumentazioni tecnologiche disponibili per il monitoraggio epidemiologico, la prevenzione e l'intervento tempestivo nelle crisi.

  • Il Partito Democratico ritiene necessario superare il modello di programmazione della spesa sanitaria, costruita per comparti chiusi e tetti di spesa, rafforzando la capacità di garantire il diritto alla salute in maniera più omogenea tra Regioni; propone poi di istituire un pacchetto di misure che valorizzi le sinergie territoriali in un quadro di coordinamento nazionale per la tutela dell’ecosistema e della salute, rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale e potenziare la medicina del territorio, investendo anche nelle Case della Comunità. Il partito di Letta ritiene importante anche orientarsi verso il modello “farmacia dei servizi” come struttura di prossimità della rete territoriale, in raccordo con le Case di Comunità e con la rete delle farmacie italiane.

  • Europa verde - Sinistra italiana richiedono l’inserimento dell’obiettivo “salute” in tutte le politiche, il potenziamento dei servizi di prevenzione e tutela ambientale (superando l’attuale separazione tra gli stessi), l’introduzione della rete dei medici sentinella per l’ambiente (Rimsa), capaci di individuare cluster di patologie tra i propri assistiti e di individuare eventuali cause ambientali.

  • +Europa richiede la costruzione di un sistema di coordinamento centrale per la preparedness, attraverso la creazione di sistemi di sorveglianza integrata (seguendo un approccio One Health), l’estensione del rafforzamento e dell’integrazione degli organi tecnici, la creazione di un’Agenzia nazionale per la prevenzione e la preparedness, l’istituzione di una "protezione civile sanitaria", la previsione a medio termine di una più adeguata competenza sovrastatale europea in materia di sanità pubblica, con particolare riferimento alla disciplina delle emergenze sanitarie quali le pandemie.

  • Per Fratelli d’Italia c’è bisogno di una nuova visione di benessere che derivi dalla prevenzione, da un efficiente sistema di cura territoriale e dall’attenzione a tutte le malattie. Inoltre, FdI propone l’aggiornamento costante dei piani pandemici e dei piani di emergenza, la promozione di una sinergia tra medici di base e sistema ospedaliero del territorio, l’incentivazione della diffusione e sviluppo della telemedicina, delle cure domiciliari e dei presidi territoriali, la riduzione delle disuguaglianze tra Regioni nell’erogazione delle prestazioni sanitarie e dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), l’utilizzo del decreto flussi come strumento di cooperazione internazionale, garantire la “gestione degli ingressi regolari in Italia”.

  • La Lega propone di istituire un Piano pandemico nazionale di prevenzione proattiva e gestione dei rischi delle malattie infettive prioritarie (Ppn) capace di identificare e aggiornare le azioni in previsione di un’emergenza pandemica. Inoltre, il partito di Salvini intende riorganizzare la sanità territoriale, come previsto dal Pnrr, attuando una riforma che potenzi la sanità locale, non solo con i “contenitori” previsti nel Pnrr (case di comunità, ospedali di comunità e centrali operative territoriali), ma assicurando il finanziamento per l’inserimento di personale adeguato.

  • Forza Italia richiede: un aggiornamento dei piani pandemici e una revisione del Piano sanitario nazionale; lo sviluppo della sanità di prossimità e della medicina territoriale; il rafforzamento della medicina predittiva e l’incremento di organici medici e di operatori sanitari.

  • Il Movimento 5 Stelle richiede la riforma del titolo V della Costituzione, per riportare la salute alla gestione diretta dello stato ed evitare le attuali disfunzioni dei 20 sistemi regionali, emerse soprattutto con la pandemia.

  • Azione - Italia viva richiedono la strutturazione di un adeguato sistema di prevenzione e preparedness, l’incremento degli investimenti e l’impegno dei servizi sanitari nelle attività di prevenzione e promozione della salute “perché l'obiettivo sia la tutela della salute della popolazione e non la cura della malattia”, la ridefinizione delle competenze Stato-Regione con riferimento “e oltre” il Titolo V, la riorganizzazione dell’assistenza territoriale, con il supporto della rete delle farmacie.

 

  1. GARANTIRE DIRITTI E PACE, RAFFORZARE COOPERAZIONE E DEMOCRAZIA

Ultimo punto del decalogo riguarda il principio di garantire diritti e pace, rafforzare la cooperazione e la democrazia. Per raggiungerlo, dice l’ASviS, bisogna garantire la tutela dei diritti inalienabili e di cittadinanza con politiche di inclusione e integrazione sociale (sanzionando ogni tipo di discriminazione coerentemente con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea), adottare politiche di lungo termine per affrontare la crescente denatalità e definire il ruolo dell’immigrazione nel futuro demografico italiano, impegnarsi per un effettivo multilateralismo come modalità di interlocuzione tra i Paesi orientato al rispetto del diritto internazionale, garantendo il raggiungimento della quota dello 0,7% del Reddito nazionale lordo (Rnl) per l’Aiuto pubblico allo sviluppo.

  • Per il Partito Democratico è necessario sanzionare le aziende che non adottano misure concrete contro il lavoro minorile, il lavoro forzato e la tratta di essere umani; garantire un matrimonio egualitario e la legge contro l’omotransfobia; favorire l’accesso a un'alimentazione sana (reddito alimentare); istituire una legge sul fine vita, sulla tutela della libertà di stampa, sullo Ius Scholae. Importante anche garantire un Piano per l’infanzia, che preveda l’istituzione di una rete di servizi a supporto di minori e famiglie; creare una scuola dell’infanzia obbligatoria e gratuita, con mense gratuite in ogni scuola primaria; migliorare ulteriormente l’Assegno unico e universale per i figli a carico; garantire un piano straordinario per l’occupazione femminile; istituire una legge sulla co-genitorialità, per introdurre la totale parità nei congedi di maternità e paternità; creare un’Agenzia di Coordinamento delle politiche migratorie (monitoraggio e gestione dei flussi, criteri di accoglienza e politiche di integrazione) per promuovere l’azione in sede europea per la costruzione di una vera politica europea su migrazione e accoglienza; investire con decisione sulla vocazione mediterranea dell’Europa; incrementare le spese per la cooperazione allo sviluppo fino allo 0,7% del Pil.

  • Europa Verde Sinistra italiana richiedono una Legge contro l’omolesbobitransfobia e l’abilismo, una che metta fine alle cosiddette “terapie riparative”, una legge sul fine vita, una Legge che preveda l’estensione dei diritti e dei doveri delle coppie eterosessuali anche alle coppie dello stesso sesso, una Legge sulla cittadinanza, che parta dallo ius soli e dallo ius scholae e la revisione della legge 164/82. Inoltre, Europa Verde e Sinistra italiana richiedono di cancellare gli ostacoli di reddito e i limiti territoriali nell’accesso agli asili nido; prevedere un congedo di maternità obbligatorio retribuito al 100% per almeno due mesi prima della data del parto più altri sei dopo la nascita, nonché un congedo del padre (che non sia alternativo a quello della madre), promuovere la costruzione di un Piano europeo per le migrazioni, raggiungere entro fine legislatura la quota dello 0,7% di Aiuti pubblici allo sviluppo sul reddito nazionale lordo, in linea con gli obiettivi dell’Unione europea.

  • +Europa richiede di istituire una Commissione nazionale indipendente sui diritti umani, promuovere una legge sul fine vita, garantire l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, riformare complessivamente il diritto di famiglia (matrimonio egualitario, estensione dell’adozione a coppie dello stesso sesso o single, riconoscimento alla nascita dei figli per coppie dello stesso sesso), elaborare uno Ius scholae, programmare canali legali di ingresso per il lavoro e la regolarizzazione su base individuale della popolazione straniera residente nel nostro Paese, operare a livello europeo per il superamento dell’accordo di Dublino, garantire che gli strumenti del multilateralismo siano messi al servizio del continente africano, stanziare entro il 2030 lo 0,7% del Reddito nazionale lordo a favore dei partenariati per lo sviluppo e l’eradicazione della povertà.

  • Il programma di Fratelli d’Italia prevede: contrasto a ogni discriminazione basata sulle scelte sessuali e sentimentali delle persone; mantenimento della legge sulle unioni civili (ribadendo il divieto di adozioni omogenitoriali e la lotta a ogni forma di maternità surrogata, “nell’interesse supremo del minore”); no all’introduzione di strumenti di controllo digitale di massa e compressione delle libertà individuali; contrasto alla censura arbitraria dei social network; progressiva introduzione del quoziente familiare (per combattere la denatalità); aumento degli importi per l’assegno unico e universale; riduzione dell’aliquota Iva sui prodotti per la prima infanzia; sostegno ai Comuni per assicurare asili nido gratuiti e aperti fino all’orario di chiusura di negozi e uffici; incremento dei posti a tempo pieno nella scuola primaria; promozione di nidi aziendali, asili nido condominiali e familiari sul modello tedesco delle Tagesmutter; incentivi alle aziende che assumono neomamme e favoriscono forme di conciliazione dei tempi casa-lavoro; deducibilità delle spese sostenute per i collaboratori domestici; rafforzamento del sistema dei congedi parentali e di maternità per i lavoratori dipendenti e autonomi; campagne di comunicazione e informazione sul tema della fertilità; promozione di spazi dedicati ai neonati, con fasciatoi e zone allattamento, negli edifici pubblici; maggiori risorse al Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa per le giovani coppie di lavoratori precari; no a nuove tasse sulla prima casa e zero tasse sui primi centomila euro per l’acquisto della prima casa.

  • La Lega propone di: impedire ogni modifica alla normativa sulla Cittadinanza, essendo la cittadinanza “non uno strumento di integrazione ma l’approdo di un processo integrativo”; garantire la tutela della libertà di manifestazione del pensiero; istituire un albo di puericultrici “di Stato”; garantire congedi parentali di identica durata per la madre e il padre; assicurare un anno di pensione anticipata per figlio per le mamme; implementare gli asili nido (comunali, aziendali, condominiali); garantire la piena detraibilità delle spese scolastiche per i figli a carico; fornire un’esenzione a vita dalla tassa sui redditi per tutte le donne che partoriscono e si prendono cura di almeno quattro figli; promuovere un bonus per la prima casa, prestiti a interessi ridotti per le spese familiari e miglioramento dei contributi statali per la nascita di ciascun figlio; azzerare o ridurre l’Iva su pannolini e latte in polvere; promuovere uno sconto Irpef per i nonni che si prendono attivamente cura dei nipoti; garantire accordi di partenariato europei di natura economica, energetica, di sicurezza e di immigrazione con i Paesi di partenza e transito dell'immigrazione.

  • Forza Italia. Nel suo programma, il partito di Silvio Berlusconi parla di allineamento alla media europea della spesa per infanzia e famiglia; piano di sostegno alla natalità (prevedendo anche asili nido gratuiti, asili nido aziendali, ludoteche); riduzione dell'aliquota Iva sui prodotti e servizi per l'infanzia; aumento dell'assegno unico e universale; progressiva introduzione del quoziente familiare; politiche di conciliazione lavoro-famiglia per madri e padri; tutela del lavoro delle giovani madri; inclusione sociale e lavorativa degli immigrati regolari; contrasto all'immigrazione irregolare e gestione ordinata dei flussi legali; difesa dei confini nazionali ed europei, “come richiesto dall'Ue con il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo”; controllo delle frontiere e blocco degli sbarchi per arrestare, in accordo con le autorità del nord Africa, la tratta degli esseri umani; creare hotspot nei territori extra-europei, gestiti dall'Ue, per valutare le richieste di asilo; istituzione di un piano straordinario europeo per lo sviluppo del continente africano, anche attraverso politiche di cooperazione internazionale finalizzate alla crescita socioeconomica e alla stabilità politica.

  • Il programma del Movimento 5 Stelle prevede: matrimonio egualitario e legge contro l’omotransfobia, Ius scholae, equiparazione dei tempi di congedo di paternità e maternità, proroga di “opzione donna” per l’uscita anticipata dal lavoro, pensione anticipata per le mamme lavoratrici, proroga dello sgravio contributivo al 100% per l’assunzione di donne disoccupate, rafforzamento del fondo per l’imprenditoria femminile, sgravi per l’assunzione delle donne in gravidanza, adozione di un meccanismo comunitario per definire la gestione dei flussi migratori e le operazioni di primo intervento (nonché la successiva accoglienza, ripartizione e distribuzione tra i Paesi membri dell'Unione europea), lotta alla tratta di esseri umani e rafforzamento delle politiche di inclusione.

  • Azione - Italia Viva richiedono di istituire l’Autorità nazionale indipendente per la tutela dei diritti umani, elaborare misure di contrasto al linguaggio d’odio, istituire una legge contro l’omotransfobia, lo Ius scholae, dare attuazione al Family Act, garantire un incentivo post-maternità per le lavoratrici che rientrano entro un anno dalla nascita del bambino, fornire sostegno alle imprese per le spese di sostituzione di maternità, garantire incentivi per la formazione e il reskilling durante e dopo la maternità, provvedere a un aumento del congedo di paternità, garantire il diritto al lavoro da remoto per i neogenitori.

di Flavio Natale

Lunedì 12 Settembre 2022

Aderenti