Notizie dal mondo ASviS
Dal Festival della musica italiana il nuovo appuntamento dei talk sulle “cinque P” promossi dall’Alleanza, in diretta dal People & Planet Lab. In questa puntata si è parlato di pianeta, incontri tra culture, uso dei social e podcast. 26/02/26
Siamo alla seconda giornata del Festival di Sanremo e anche al secondo appuntamento del People & Planet Lab, lo spazio dedicato alla sostenibilità promosso da ASviS, Rai Radio e TIM nella cornice della kermesse della canzone italiana. Dopo la puntata dedicata alle “Partnership”, oggi è il turno del “Pianeta”, seconda delle “cinque P”, pilastri portanti dell’Agenda 2030.
Come ha ricordato ironicamente Sara Zambotti, giornalista di Rai Radio 2 e moderatrice degli ASviS live, “cominciano già a intravedersi le occhiaie” per la lunga notte della serata di inaugurazione del Festival. Ad aprire con lei la puntata nello studio vicino all’Ariston Gianmaurizio Foderaro, giornalista di Rai Radio 1 e Rai Isoradio con “quattro ore di sonno” alle spalle, e John Vignola, speaker di Radio Rai, che invece applica la tecnica del “microsonno” per cercare di sopravvivere alla settimana. Zambotti, citando il Premio per la canzone sostenibile che l’ASviS consegnerà all’artista che più si sarà distinto per aver portato i temi dell’Agenda 2030 nei suoi testi, ha chiesto a Foderaro e Vignola se avevano già in mente dei candidati, e mentre il primo ha citato Ermal Meta, Bambole di Pezza e Michele Bravi, il secondo ha puntato sul duetto Maria Antonietta & Colombre, richiamando però l’attenzione anche su Ditonellapiaga e Fulminacci.
Sempre di sostenibilità della canzone italiana ha parlato anche Giulio Lo Iacono, segretario generale dell’ASviS, e in particolare dei riferimenti, “un po’ timidi a dir la verità”, alle questioni ambientali nei brani di questa edizione. Lo Iacono ha citato per esempio il brano di Sayf, che in un verso parla di un’Emilia che si allaga e la Liguria pure. Ma ha ricordato anche altri artisti e artiste, nazionali e internazionali, che in questi anni si sono impegnati per i temi dell’Agenda 2030, “da Elisa, con cui noi abbiamo collaborato per il Back to the Future Tour, che ha cercato proprio di ridurre il footprint dei concerti, a Billie Eilish, fino ad arrivare ai Coldplay che hanno cercato di ridurre le loro emissioni, anche se li hanno accusati di greenwashing. Però uno sforzo c'è stato”.
A seguire, parlando di Pianeta e preservazione dell’ambiente, sono intervenuti Simona Abbondanza, della Fondazione Acquario di Genova, e Fabio Mattioli, curatore del settore tropicale dell’acquario. L’intervento di Abbondanza si è concentrato soprattutto sull’impegno che l’Acquario profonde affinché “sia trasmessa a tutti, soprattutto ai giovanissimi (ma non solo) l’importanza dell'interconnessione tra il mondo naturale e gli esseri umani”. Con quale obiettivo? Far capire che “tutelare le specie animali significa anche proteggere la qualità della nostra vita. Vorremmo che le persone partecipassero attivamente”, ha proseguito Abbondanza, con l’aiuto di partnership pubbliche e private, di organizzazioni come ASviS, di enti di ricerca, università e migliaia di studenti e studentesse che vengono ogni anno in visita a Genova.
Fabio Mattioli si è invece concentrato sul fatto che se l’Acquario, e le vasche che contiene, sono un’importante “vetrina”, è altrettanto importante conoscere i vari progetti di conservazione e salvaguardia della natura che ci sono dietro. “Per i coralli, ad esempio, sono in corso delle iniziative per la reintroduzione in natura, così come per i cavallucci marini. Ci sono un sacco di studi sulle meduse, che purtroppo vengono utilizzate per prodotti cosmetici o medicinali. E da più di vent’anni c’è il progetto Sos tartarughe, un’iniziativa in collaborazione con la guardia costiera e tanti volontari per recuperare gli animali marini che stanno soffrendo, spesso a causa dell’inquinamento, curarli e riportarli di nuovo nel loro habitat”.
Andrea Alemanno, responsabile delle service line public affairs e corporate reputation di Ipsos, ha riportato alcuni dei dati della ricerca condotta per ASviS sulla percezione della sostenibilità da parte della popolazione italiana. “È un tema relativamente recente”, ha detto Alemanno. “Seppure il termine ‘sostenibilità’ sia abbastanza conosciuto, quando scendiamo nello specifico, affrontando termini come Agenda 2030, SDGs, Esg, la consapevolezza è minore”. Per questo motivo, nonostante secondo lo studio Ipsos le persone si sentano ingaggiate sul tema (a volte sul piano personale e privato, molto spesso richiedendo l’intervento pubblico) e la conoscenza dell’Agenda 2030 sia cresciuta nel tempo, c’è bisogno di una comunicazione più semplificata, perché “il concetto di sostenibilità è abbastanza astratto e non scalda”.
E proprio di una comunicazione più calda e diretta ha parlato Elis Viettone, responsabile dei podcast per ASviS e autrice di “Un mondo di inchieste”, che affronta con il taglio giornalistico dell’inchiesta le grandi sfide ed emergenze del nostro tempo. La prima puntata, pubblicata proprio in questi giorni, si è concentrata sull’inquinamento da plastica. L’obiettivo di questo podcast, ha ricordato Viettone, “è provare a dissipare i dubbi, dare un'informazione più obiettiva e ragionata possibile” in un’ottica di “giornalismo costruttivo, un giornalismo delle soluzioni che non vuole lasciare impotente chi ci ascolta, ma invece deve comunicare e far scattare qualcosa, trasmettere l’idea che il pezzetto che ognuno di noi può fare fa la differenza”.
Mariano Tredicini, responsabile social platforms & data analysis di Tim, è intervenuto sull’uso più consapevole dei social network, argomento che approfondirà durante tutte e cinque le giornate degli ASviS live. Come sappiamo, si è chiesto Tredicini, di trovarci all’interno di una eco chamber, ovvero in una bolla, sui nostri social? Quali sono i segnali? “Il primo direi arriva quando ci rendiamo conto che intorno a noi tutti la pensano nello stesso modo, e questo nella vita reale non succede”. Il secondo segnale si registra quando l’utente si accorge che i post che scorre sprigionano emozioni molto veloci e istintive – come rabbia, disprezzo, paura – sentimenti su cui le piattaforme fanno leva per aumentare l’interazione. “Il terzo elemento, e secondo me più importante, è il fatto che scorrendo i post non si trovano fonti chiare. A un certo punto, in particolare in contesti polarizzati, non è importante se la notizia che leggiamo è vero e falsa, ma se viene da noi o viene da loro”. Come uscirne? “Prendersi una pausa, aspettare 10 secondi. Quei 10 secondi di tempo ci danno una cosa potentissima che la bolla odia: la possibilità di scelta”.
Giulia De Cunsolo e Michelangelo Pisani sono intervenuti per parlare delle loro esperienze dirette nel progetto Intercultura, iniziativa nata per promuovere il dialogo internazionale attraverso scambi studenteschi, borse di studio e formazione scolastica. De Cunsolo si è concentrato sull’esperienza in una famiglia uruguayana, riportando la testimonianza di “un Paese molto attento alle questioni di inclusione e a quelle di genere, soprattutto negli ultimi anni”, dove l’incontro tra culture diverse rappresenta l’ossatura della società. Pisani, invece, ha raccontato di aver ospitato uno studente francese e di averla considerata “l’esperienza più bella della mia vita finora”. Pisani ha anche riportato la domanda dello studente, che gli ha chiesto per quale motivo lui e il compagno, una coppia di fatto, non avessero mai pensato di adottare un bambino. “L’Italia è ancora un po’ in difficoltà su questo argomento”, ha detto, “e non vorrei che avesse problemi”.
Giulia Detomati è intervenuta per parlare di InVento Innovation Lab, la prima B Corp italiana (di cui Detomati è fondatrice) specializzata in educazione all'imprenditorialità sostenibile, innovazione sociale e tutela ambientale. “Il nostro obiettivo”, ha detto, “è far conoscere ai ragazzi e alle ragazze di ogni ordine e grado questi temi per ispirarli e coinvolgerli nell’azione, un’azione che deve riguardare anche le organizzazioni e le aziende, perché in Italia le imprese giocano un ruolo molto importante in ambito sostenibile e possono avere delle ripercussioni sia positive sia negative”. Detomati ha poi parlato di una serie di startup create grazie all’aiuto di InVento Innovation Lab. Tra i tanti esempi, Detomati ha citato un progetto per produrre pannelli fonoassorbenti che influiscono positivamente sull’inquinamento acustico degli eventi all’aperto, iniziative per produrre energia tramite i passi percorsi da studenti e studentesse dentro i licei, fino ad arrivare a un biomattone che può essere preparato senza essere cotto, risparmiando così molta energia.
A chiusura degli interventi l’attrice Anna Favella, testimonial di Amnesty International e di altre realtà, che ha parlato del suo impegno nelle cause sociali e ambientali. “Mi sono sempre occupata di volontariato”, ha detto. “Poi, diventando un volto pubblico, ho capito che potevo fare da megafono e cassa di risonanza alle voci più autorevoli. Abbiamo una responsabilità oltre che un privilegio e secondo me è importantissimo usare la nostra voce. Ognuno nel suo piccolo può e deve fare qualcosa. E la domanda è: perché non farlo?” Favella ha parlato anche del progetto The Sostainables, nato per premiare i nuovi talenti del mondo green. “Un modo per parlare di sostenibilità in maniera pop” per avvicinare questi temi, sempre di più, al grande pubblico.
