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Da Sanremo 2026: la sostenibilità prende forma nei volti e nelle storie
Al People & Planet Lab il focus su “Persone”: lavoro, giovani, cooperazione, accessibilità, sport, cultura e comunità africane. Un racconto di esperienze e testimonianze che accendono i fari sulla dimensione sociale della sostenibilità. 27/02/26
Il quarto appuntamento del People & Planet Lab, lo spazio dedicato alla sostenibilità promosso da ASviS, Rai Radio e TIM nella cornice di Sanremo 2026, è stato dedicato alle “Persone”. L’incontro, del 27 febbraio, ha messo al centro il volto umano della sostenibilità, con un taglio narrativo che unisce autorevolezza e dimensione personale.
Il dibattito, moderato dalla giornalista di Rai Radio2 Sara Zambotti, è stato aperto da Mariano Tredicini, Head of Social Platforms and TIM AI Data Lab: “L’intelligenza artificiale non è un male, ma presenta dei problemi. È una tecnologia che oggi utilizzano tutti. La generazione di contenuti è potenzialmente infinita e questo produce due effetti: si abbassa la qualità e diventa difficile capire quale sia il contenuto giusto quando se ne trovano così tanti. Il punto è che stiamo maturando il dubbio su tutto e questo fa perdere fiducia nella società. La buona pratica è che se c’è una notizia importante, che accende il nostro interesse, dobbiamo cercare delle fonti per verificarla. Inoltre, dovremmo allenare il nostro occhio: alcuni dettagli nei video possono farci capire che siamo di fronte a una versione fake”.
Dalla riflessione sul digitale, il confronto si è spostato sul significato della parola chiave della giornata. Giulio Lo Iacono, segretario generale dell’ASviS, è intervenuto sul tema “Persone” a Sanremo: “Quando mi sono interrogato su questa parola, ho trovato diverse canzoni del Festival che parlano di gente comune. Per esempio, i Ricchi e Poveri con ‘Che sarà’ anticipavano il tema dello spopolamento dei piccoli borghi, mentre Lucio Dalla ha dedicato ‘Piazza Grande’ a Bologna, una sorta di inno all’appartenenza. E poi Raf con ‘Cosa resterà degli anni ’80’ e i Pooh con ‘Uomini soli’”.
Il tema dei linguaggi e delle nuove generazioni è stato poi approfondito attraverso i progetti educativi. Marco Di Buono, Rai Kids, insieme a tre bambini ha presentato un progetto radiofonico per RaiPlay Sound: “Stiamo organizzando delle sorprese per la seconda edizione del podcast ‘Note di sostenibilità’. I cinque temi di quest’anno di cui parleremo saranno tutela del pianeta, parità di genere, intelligenza artificiale, inclusione e salute psicofisica. Finora, i bambini e le bambine in giro per Sanremo hanno intervistato Ermal Meta e Carolina Rey”.
Il confronto si è quindi allargato alle politiche giovanili. Edoardo Italia, presidente del Cng: “Il Consiglio nazionale giovani è una piattaforma che raggruppa oltre 70 associazioni giovanili. Con l’ASviS abbiamo intrapreso un percorso per sensibilizzare ragazze e ragazzi sulla sostenibilità. La nostra rete abbraccia diverse fasce d’età, dai 14 ai 40 anni. Oggi entrare nel mondo del lavoro è complesso e non è semplice avere un’occupazione che garantisca autonomia e indipendenza, anche per costruire una famiglia. Bisognerebbe intervenire su molti fronti, dalla lotta al precariato all’accesso alla prima casa. Sulla base dei dati facciamo proposte politiche per migliorare la situazione, anche per contrastare la fuga dei cervelli”.
Dal tema dei giovani si è passati alla dimensione internazionale e alla cooperazione. Paola Crestani, presidente di Amref Italia: “Spesso in Italia si parla di Africa attraverso stereotipi. Il 50% degli abitanti del continente ha meno di 25 anni e in Paesi come il Senegal il 70% della popolazione ha meno di 30 anni. Sono il futuro e rappresentano un enorme potenziale, anche in termini di sostenibilità. Si tratta di popolazioni che hanno bisogno di sviluppo sostenibile. Noi ci occupiamo anche di diritto alla salute e, per garantirlo, dobbiamo creare legami di fiducia con le comunità. Insieme all’ASviS e a Radio Rai abbiamo organizzato un viaggio in Senegal, a cui parteciperanno anche Giobbe Covatta e Fiorella Mannoia, per conoscere le persone coinvolte nei nostri progetti, tra cui giovani impegnati a sensibilizzare le comunità contro pratiche come le mutilazioni genitali femminili e realtà premiate per il lavoro sulla salute mentale”.
La discussione si è poi spostata sul ruolo dello sport come leva sociale. Ottavia Ortolani, Sustainability and contents manager di Fondazione Milano Cortina 2026: “La Fondazione è il comitato dei Giochi olimpici e paralimpici e si occupa dell’organizzazione degli eventi, lavorando a stretto contatto con il Comitato Olimpico Internazionale. Non seguiamo invece la parte infrastrutturale e degli impianti sciistici. Siamo felici dei risultati delle nostre atlete e dei nostri atleti, che hanno emozionato tutti: riuscire ad arrivare alle persone in questo modo è un grande successo. La sostenibilità delle Olimpiadi è un processo: ogni comitato punta a migliorare l’edizione precedente. Questa è la prima sotto l’Agenda 2020+5 del Cio, che mette la sostenibilità al centro. Abbiamo scelto di diffondere i Giochi su più territori e di utilizzare l’85% delle sedi preesistenti per ridurre l’impatto, valorizzando anche le buone pratiche locali, un modello che verrà adottato anche nei prossimi Giochi invernali sulle Alpi francesi”.
Dallo sport si è passati al tema dell’inclusione economica e dell’accessibilità. Marta Grelli, Ceo di Travelin: “La mia azienda aiuta le imprese a essere accessibili per le persone con disabilità. Fino a quattro anni fa il mercato dell’accessibilità praticamente non esisteva. La scelta di essere una società a scopo di lucro è stata anche un messaggio: cambiare il modo di agire e pensare, dando dignità a queste persone inserendole nel mercato. L’idea è che, se un’impresa percepisce un ritorno e l’importanza del tema, quando investe darà più valore al rapporto costi-benefici. Abbiamo sviluppato un software che monitora l’accessibilità delle imprese, anche per dichiararla, perché va ricordato che l’accessibilità è soggettiva. Raccogliamo le informazioni delle aziende così il cliente può capire se una realtà è accessibile oppure no”.
Il discorso sulla cultura come strumento di cambiamento ha introdotto l’esperienza del mondo editoriale. Stefania Farina, responsabile sostenibilità del Salone Internazionale del Libro di Torino: “Il Salone affronta il tema della sostenibilità da sempre, vista la sua vocazione sociale nella promozione della cultura. Dal 2019 collaboriamo con l’ASviS. Inoltre, attraverso una partnership con alcune università, analizziamo gli eventi del Salone, più di 2mila ogni anno, e forniamo ai lettori strumenti per capire quali stimolano maggiormente riflessioni sull’Agenda 2030”.
La tecnologia come leva di coinvolgimento è stata quindi al centro dell’intervento successivo. Alex Armillotta, co-founder e Ceo di AWorld: “Nasciamo come start up con l’obiettivo di sensibilizzare sulla sostenibilità. Abbiamo creato un’app che vuole essere una guida in un percorso per scoprire il proprio carbon footprint e ridurlo. Il progetto è stato selezionato dalle Nazioni Unite e oggi collaboriamo alla campagna ‘Act Now’ con la nostra applicazione. Finora abbiamo raccolto 28 milioni di azioni per gli SDGs in tutto il mondo”.
A chiudere l’incontro è stata una testimonianza personale sul valore trasformativo degli scambi culturali. Martina Gasloni, Intercultura: “Otto anni fa ho iniziato il mio percorso con Intercultura, che porta avanti i valori della sostenibilità. Ho vissuto un’esperienza in Canada. Oggi più che mai il valore umano diventa una missione da perseguire. Il racconto delle storie a cui teniamo, il passaggio tra generazioni: è così che si trasmettono i valori e si costruisce un mondo migliore. Tutto passa dalle persone. È questo il senso di Intercultura, un’esperienza davvero trasformativa”.
