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Dieci anni di ASviS: un volume racconta il percorso dell’Alleanza
Il libro ripercorre, dal 2016 al 2026, la storia della più grande rete italiana della società civile per lo sviluppo sostenibile. Un racconto delle attività, ma anche dei grandi cambiamenti che ha portato per il nostro Paese. 22/05/26
“Ho avuto un’idea folle. E se tanti esperti impegnati per l’ambiente, per una società più giusta, per la cultura, insomma per uno sviluppo sostenibile, si mettessero insieme per trasformare il Paese?”
Con queste parole di Enrico Giovannini inizia la storia dell’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. A dieci anni dalla sua nascita, l’Alleanza pubblica il volume Dieci anni di ASviS. La più grande rete italiana della società civile per lo sviluppo sostenibile, un racconto che ripercorre l’evoluzione dell’organizzazione e il contributo offerto alla diffusione della cultura della sostenibilità nel nostro Paese.
Il libro, introdotto dalla presidente Marcella Mallen e dal presidente Pierluigi Stefanini, descrive le tappe principali dell’esperienza dell’ASviS: dalla nascita nel 2016 alla costruzione di una rete oggi composta da oltre 300 Aderenti, fino alle attività che hanno contribuito a portare i temi dell’Agenda 2030 al centro del dibattito pubblico italiano.
Nel volume trovano spazio il racconto del metodo di lavoro dell’ASviS, i Rapporti annuali e il loro impatto sulle politiche pubbliche, il ruolo del Festival dello Sviluppo Sostenibile come grande mobilitazione nazionale, ma anche l’impegno sul fronte dell’educazione, della formazione, del coinvolgimento delle imprese e della territorializzazione dell’Agenda 2030.
“Viviamo in un tempo attraversato da profonde incertezze”, scrivono Mallen e Stefanini nell’introduzione, sottolineando come la prospettiva dello sviluppo sostenibile rappresenti oggi “una necessità concreta per garantire benessere, equità e sicurezza alle generazioni presenti e future”. Nonostante le crisi degli ultimi anni – dalla pandemia alle tensioni geopolitiche – l’ASviS ha continuato a rafforzarsi, mantenendo saldo l’obiettivo di accompagnare l’Italia verso un modello di sviluppo più sostenibile.


I traguardi
7.700 eventi in nove anni, 300 iniziative in cinque continenti, oltre 480 milioni di impression, oltre 10 milioni di visualizzazioni dello streaming degli eventi ASviS: sono i numeri del Festival dello Sviluppo Sostenibile, la principale iniziativa di sensibilizzazione dell’ASviS sui Goal dell’Agenda 2030. Mentre secondo i dati Ipsos citati nel libro, oggi quasi tre italiani su quattro conoscono l’Agenda 2030, e il 90% ritiene importante continuare a impegnarsi sui temi della sostenibilità.
Sul piano istituzionale l’ASviS ha introdotto importanti cambiamenti per il Paese. Grazie al ruolo dell’Alleanza, per esempio, nel 2019 il Cipe è diventato Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile); nel 2022, con la modifica agli articoli 9 e 41, sono stati introdotti in Costituzione i principi fondamentali per la salvaguardia dell’ambiente e la tutela delle future generazioni; nel 2025 è stata approvata la legge che introduce la Valutazione di impatto generazionale delle nuove leggi. Relativamente al piano culturale.
Il libro racconta l’evoluzione istituzionale accompagnata dall’ASviS, ma anche culturale, del mondo della scuola, delle imprese, dei territori.


Uno sguardo al futuro
Accanto alla ricostruzione storica, il testo guarda anche al futuro, con una riflessione sulle sfide ancora aperte e sui prossimi passi necessari per accelerare la transizione ecologica, sociale ed economica. Nella postfazione, Enrico Giovannini affida soprattutto a un sentimento di “immensa gratitudine” il bilancio di questi dieci anni: verso chi ha creduto fin dall’inizio in quella “idea folle”, verso le centinaia di persone che hanno contribuito a trasformarla in azioni concrete e verso una comunità cresciuta nel tempo condividendo competenze, impegno ed entusiasmo. Giovannini rivendica anche l’unicità dell’esperienza dell’ASviS, riconosciuta a livello internazionale e capace di dialogare con istituzioni e forze politiche diverse mantenendo indipendenza e spirito critico. Pur riconoscendo i ritardi nel raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030, la postfazione rilancia infine la convinzione che continuare a battersi per un futuro sostenibile non sia un’utopia ingenua, ma l’unica alternativa possibile a un mondo segnato da crisi, disuguaglianze e conflitti.

