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Proclamati i vincitori della settima edizione del concorso Mim - ASviS
Coinvolgimento del territorio e della comunità, cittadinanza attiva, partecipazione, integrazione tra le discipline: quattro scuole, quattro storie in cui le dimensioni della vita scolastica educano alla sostenibilità. 04/06/26
Giunto alla sua settima edizione, il concorso nazionale promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim) e dall’ASviS, per il secondo anno di seguito ha invitato le Scuole a cimentarsi in un’impresa non facile: trasformare l’intero modo di fare scuola in un modello sostenibile. Facciamo 17 Goal. Whole school approach per l'educazione allo sviluppo sostenibile: questo il titolo scelto per il concorso nel decennale dell’Alleanza per onorare e incoraggiare il percorso fatto in questi anni dalle scuole, ormai “pronte a uscire dalla logica del singolo progetto”, ha detto Caterina Spezzano, Dirigente tecnico del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’istruzione e del merito (Mim) e membro del Comitato di coordinamento paritetico Mim – ASviS. “Sette anni fa, con la prima edizione, le Scuole hanno cominciato ad affrontare e a conoscere i 17 Goal, ma adesso la logica che sottende il concorso è quella di far vivere la sostenibilità nelle diverse dimensioni, dall’organizzazione dell’ufficio di segreteria, alla leadership del dirigente. Abbiamo tanta fiducia nelle scuole che rispondono con competenza ed energia. Sollecitiamo i nostri ragazzi a pensieri più sistemici”. Whole School Approach, “la scuola tutta intera”, ha ricordato Giordana Francia (Co-coordinatrice dei Gruppi di lavoro ASviS sul Goal 4 ed Educazione e membro del Comitato di coordinamento paritetico Mim – ASviS), “è un modello educativo e organizzativo promosso dall’ Unesco e dall’Unione europea secondo il quale lavorare sulla sostenibilità non è qualcosa di aggiuntivo rispetto alle attività scolastiche, ma qualcosa di integrato, che permea tutto, dai curricoli, ai consumi, alla formazione dei docenti, alla partecipazione degli studenti.”
Nel corso dell’evento “Il goal necessario: la cultura, fondamento dello sviluppo sostenibile” tenutosi il 27 maggio a Roma presso la Sala Dante dell’ Istituto Centrale per la Grafica, all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026, Spezzano e Francia, insieme al conduttore di Rai Kids Marco Di Buono, hanno premiato i vincitori del concorso per l’anno scolastico 2025-2026, come sempre rivolto alle Scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, e ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia).

Partiamo dai più piccoli, quindi dalla categoria del Primo ciclo di istruzione. A vincere è stato l’Istituto comprensivo "Falcone e Borsellino" di Teramo col progetto "Un mare da salvare", ispirato alla celebre favola della Gabbianella e del Gatto. A ritirare il premio, in rappresentanza delle classi 2 A e 2 B, le alunne Federica Nori e Dalila Eule, 7 e 8 anni, il Dirigente Candeloro Di Biagio, le docenti Valentina Stella Iachini e Federica Di Nicola. “Non volevamo una storia triste”, hanno detto Federica e Dalila, “così abbiamo riscritto la storia della Gabbianella Kengah al contrario, immaginando il suo viaggio in una mare pulito, azzurro e pieno di pesci”. Con l’aiuto dei veterinari e dei volontari dell’istituto Zooprofilattico, ed esplorando e studiando la biodiversità locale nella Riserva naturale del Borsacchio, bambine e bambini hanno scritto le regole per salvare il mare in una guida digitale con quiz interattivi, trasformandosi in veri agenti di sensibilizzazione.

Per la categoria della Scuola Secondaria di Primo Grado si è distinto l'Istituto Comprensivo Largo San Pio V di Roma – Plesso “Donato Bramante”. Ad accompagnare la delegazione sul palco composta dagli studenti Francesca Tozzi e Giulio Villa e dai docenti Monica Amelio, Irene Rinaldi e Maurizio Scarfò, l’energica 2 D al completo tra il pubblico. Studenti e professori hanno portato avanti un'indagine molto approfondita su "Le microplastiche e l'impatto sull'ambiente", coinvolgendo davvero tutta la scuola, anche il personale ATA, il quartiere, le famiglie, per potenziare la raccolta differenziata, con l’obiettivo ambizioso di rendere la loro zona totalmente libera dalla plastica. “Siamo cresciuti come insegnanti, abbiamo capito quanto sia importante uscire dalle mura della Scuola” ha detto la docente Monica Amelio. Punto di partenza del progetto, le riflessioni sul futuro a partire dalla revisione dell’articolo 9 della Costituzione, elaborate anche grazie al coinvolgimento delle famiglie e alla creazione di questionari che gli studenti hanno sottoposto nei supermercati. “Per cambiare basta dire insieme a me butta poco, butta dopo, butta bene. Gesti sostenibili da fare tutti insieme”: l’intera classe, spronata dal Professor Scarfò, ha celebrato la vittoria intonando la colonna sonora che accompagna il percorso dell’Istituto verso una piena integrazione della sostenibilità a Scuola.

Per la categoria Scuola secondaria di secondo grado il podio è in Campania: premiato il Liceo "Giordano Bruno" di Arzano, in provincia di Napoli, capofila delle Green school della Regione Campania, nonché aderente alla rete delle Scuole associate all’Unesco. A raccontare il progetto "Agend(a)o", le studentesse Debora Caiazza e Fatima Diaby e le docenti Maria Luisa Buono e Rosa Krizia Aiese. Unendo la storia dell'arte e l'inglese, ragazze e ragazzi hanno creato un itinerario per riscoprire la memoria, la cultura e le tradizioni del loro territorio, dimostrando che non può esserci sostenibilità ambientale senza un forte legame sociale e comunitario. A partire da un’unità di apprendimento (Uda) che ha unito le tre dimensioni della sostenibilità, gli studenti hanno sperimentato profonde forme di cittadinanza attiva, rivolgendosi al territorio con l’obiettivo di creare e presidiare osservatori permanenti. “Rapporto con la cittadinanza, attivazione dei ragazzi sul territorio e lettura del territorio attraverso l’Agenda: come giuria abbiamo davvero apprezzato questi elementi” ha detto Giordana Francia nel premiare la Scuola.

Nella categoria Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti - per il terzo anno consecutivo - a vincere è stato il Cpia di Agrigento con "Le sementi camminano con gli uomini". La Dirigente Antonina Ausilia Uttilla e le docenti Roberta Dalfino e Sabina Anna Manta hanno raccontato della trasformazione di un territorio degradato in un orto biologico interculturale. La terra, in questo percorso, è stato un vero ponte tra culture: consapevoli della grande ricchezza del “mosaico vivente multietnico meraviglioso” che è il Cpia – nelle parole della Dirigente Antonina Ausilia Uttilla – “abbiamo portato davvero tutto il mondo nel nostro orto”. Ogni sede del Cpia ha collaborato, così come il comune, il quartiere, giovani e anziani.
Caterina Spezzano ha voluto sottolineare il valore di un progetto in cui “il Service learning è struttura portante, l’Agenda 2030 contenuto, il Whole School Approach elemento che consente di andare ancora oltre, raccordando tutte le sedi del territorio con gli enti locali”. Quattro storie, quattro scuole dove l’Agenda 2030 è una realtà pulsante. Dalle aule al territorio, dalle singole discipline all’identità stessa dell’Istituto che le offre, dall’immaginazione di un futuro desiderabile ai gesti concreti per realizzarlo: la sostenibilità si insegna a scuola e ridisegna la scuola.
di Mariaflavia Cascelli
