Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie dal mondo ASviS

Dal Future Brief di Randstad Research quattro scenari al 2032 per il settore sanitario

Quale sarà il futuro delle professioni sanitarie? Il documento affronta la domanda guardando a due grandi sfide: l’invecchiamento della popolazione e la trasformazione digitale. Ecco qual è lo scenario ideale.

sabato 20 giugno 2026
Tempo di lettura: min

Il Servizio sanitario nazionale si trova di fronte a scelte cruciali. Invecchiamento della popolazione, carenza di personale, trasformazione digitale e nuove vulnerabilità globali impongono una strategia di lungo periodo. È il quadro tracciato dal Future brief Il futuro delle professioni sanitarie in Italia di Randstad Research, nell’ambito dell’iniziativa Ecosistema Futuro, che costruisce quattro scenari al 2032 per stimolare un confronto tra decisori pubblici e stakeholder.

Il documento si configura come il primo di una serie di Future brief, testi rivolti principalmente a decisori pubblici e privati, generalmente brevi e facilmente usufruibili anche dai media e dai non esperti. I brief offrono una base conoscitiva fondata su una rappresentazione solida e credibile delle alternative e delle possibili conseguenze derivanti dalle scelte, stimolando il dibattito e spingendo il lettore a immaginare i diversi futuri possibili e le opportunità e i rischi che ne derivano.

I numeri riportati dallo studio fotografano una situazione delicata: l’Italia investe in sanità pubblica il 6,2% del Pil, sotto la media Ue, e registra un forte squilibrio tra medici e infermieri (rapporto 1,54 contro il 2,16 europeo). Le stime più recenti indicano un deficit di circa 25mila medici e oltre 250mila infermieri, mentre quasi il 27,9% dei medici di base ha più di 65 anni. Intanto l’invecchiamento aumenta la domanda di assistenza a lungo termine e mette sotto pressione la sostenibilità del sistema. Il Brief propone tre scenari “estremi” per evidenziare i rischi di politiche sbilanciate e una visione ideale.

Gli scenari al 2032

Nel primo, la sanità digitale, si punta tutto su telemedicina, Intelligenza artificiale e Fascicolo sanitario elettronico 2.0. L’innovazione migliora alcuni processi, ma la carenza di personale, le condizioni di lavoro e il digital divide restano irrisolti, con il rischio di accentuare le disuguaglianze.

Nel secondo, la sanità senior-centrica, si rafforzano assistenza territoriale, riqualificazione del personale e long term care, con Case di Comunità e servizi domiciliari più diffusi, mentre si riducono le liste d’attesa. Tuttavia, la trasformazione tecnologica resta marginale, limitando efficienza e qualità.

Nel terzo, il “futuro-passato”, si investe nel modello tradizionale del Servizio sanitario nazionale, migliorando condizioni di lavoro e assunzioni, ma con liste d’attesa proibitive e senza innovazione organizzativa e digitale, con un sistema meno flessibile e poco preparato alle emergenze.

La visione ideale integra invece gli elementi positivi dei tre scenari: investimenti in tecnologie, pieno sviluppo della medicina territoriale, valorizzazione del capitale umano (salari competitivi, nuove competenze digitali e trasversali), governance capace di ridurre le disparità regionali e adozione dell’approccio “One Health”.

Le “wild cards”: cosa può sconvolgere il percorso

Il percorso verso uno scenario desiderabile potrebbe essere sconvolto da eventi ad alto impatto: nuove pandemie, crisi economiche profonde, tensioni geopolitiche che indeboliscano la cooperazione internazionale, o resistenze culturali all’innovazione.

Proprio per questo, sottolinea il Brief, è urgente evitare lo status quo e orientare le politiche sanitarie verso una strategia coerente di lungo periodo.

Il messaggio del documento è netto: risposte parziali generano nuovi squilibri. Per garantire il diritto alla salute — in linea con l’Obiettivo 3 “Salute e benessere" dell’Agenda 2030 — serve una trasformazione profonda che metta al centro professionisti e professioniste, innovazione e prevenzione. La tenuta del welfare italiano passa anche da qui.

Scarica il future brief in italiano e in inglese

 

di Flavia Belladonna

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