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Dalla Vnr alla Strategia nazionale: la sfida è accelerare sull’Agenda 2030
Istituzioni e società civile a confronto su governance, coinvolgimento di giovani e territori e coerenza delle politiche: i temi al centro dell’ASviS Live sulla Voluntary national review presentata dall’Italia all’Onu. 16/07/26
La Voluntary national review (Vnr) presentata dall’Italia all’High-level political forum delle Nazioni Unite rappresenta il punto di partenza per l’aggiornamento della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS) atteso nei prossimi mesi. È quanto emerso dall’ASviS Live “L’Italia allo specchio della Voluntary national review” del 15 luglio, un confronto tra rappresentanti delle istituzioni, della società civile e del Terzo settore per riflettere sui contenuti del monitoraggio realizzato dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. L’evento ha raggiunto oltre 124 mila persone con oltre 69.8 mila visualizzazioni della diretta attraverso il sito e i canali social dell’ASviS.
La Vnr documenta i progressi dell’Italia nell’economia circolare, settore in cui il nostro Paese si conferma leader in Europa, e la crescita continua delle installazioni di energia rinnovabile, nonostante le difficoltà legate al potenziamento delle reti elettriche. Rimangono invece criticità nel contrasto alle disuguaglianze, nella parità di genere e nella tutela degli ecosistemi terrestri e marini.
L’Italia presenta all’Onu la sua Voluntary national review sull’Agenda 2030
Dal monitoraggio emerge un quadro eterogeneo e la necessità di un'accelerazione. Per la prima volta la Vnr include la Youth voluntary review con le prospettive dei giovani e 14 Local review realizzate da Regioni, Province e Città. 09/07/26
Ad aprire l’incontro, moderato da Monica Paternesi di Ansa, è stato Giorgio Marrapodi, capo della Rappresentanza permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, che ha sottolineato la “forte volontà degli Stati membri dell’Onu di proseguire verso l’Agenda 2030” nonostante le grandi sfide che il mondo ha dovuto affrontare negli ultimi anni, dalla pandemia alle guerre. Marrapodi ha poi ricordato come l’Italia abbia sviluppato una “grande capacità di coinvolgere tutte le componenti della società necessarie per assicurare uno sviluppo economico, sociale e ambientale”.
Nel suo intervento il direttore scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini, ha osservato come la Vnr italiana documenti i progressi compiuti dal nostro Paese sul piano della governance e del coinvolgimento delle Regioni e dei territori, ma abbia evidenziato anche i ritardi nel raggiungimento di alcuni Goal su cui è necessario accelerare. Giovannini ha inoltre elencato alcuni punti che l’ASviS ritiene necessari per la revisione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile: prendere impegni più forti nella transizione energetica; accelerare sulla parità di genere; inserire la valutazione di impatto generazionale delle nuove leggi nella SNSvS; allargare il set di indicatori della SNSvS e renderlo coerente con il Pnrr; assicurare la coerenza delle politiche. “Ora occorre passare dalla teorizzazione e dallo sviluppo degli strumenti al loro utilizzo concreto” ha concluso Giovannini.
Alessandro Guerri, direttore generale Affari europei e internazionali e finanza sostenibile del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), ha evidenziato due novità della Vnr italiana: il coinvolgimento delle giovani generazioni e dei territori nel processo di monitoraggio. “La Vnr è il primo passo” ha spiegato Guerri “ora è necessario lavorare su più livelli per poter rafforzare e rendere effettiva la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile”.
La collaborazione tra istituzioni e stakeholder è stato un tema centrale anche nell’intervento di Mara Cossu, coordinatrice dell'Unità per lo sviluppo sostenibile della Direzione generale affari europei, internazionali e finanza sostenibile del Mase. “Il coinvolgimento delle giovani generazioni è funzionale a costruire uno strumento complementare alla valutazione di impatto generazionale nella valutazione delle proposte normative” ha sottolineato Cossu.
Massimo Pallottino, coordinatore dell’Unità studi e advocacy di Caritas italiana e rappresentante del Forum nazionale per lo sviluppo sostenibile, ha presentato alcune questioni prioritarie per la società civile: “tra questi c’è il tema della pace, in particolare la pace positiva. Spesso pensiamo alla pace come all’assenza di conflitti, mentre la pace positiva è la condizione che permette lo sviluppo delle comunità”.
A chiudere l’incontro è stato Francesco Fermanelli, rappresentante di Felcos Umbria, che ha raccontato il processo di consultazione e confronto che ha portato, per la prima volta, alla stesura di una Youth voluntary review italiana, sottolineando che “i giovani non sono solo protagonisti del futuro, ma anche attori del presente delle nostre comunità”.
