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Legambiente: il 10% della popolazione italiana vive in aree da bonificare
Nove imprese Ue su 10 investono nella transizione, in Italia sei milioni di persone vivono nei 42 siti industriali da bonificare. Per raggiungere gli obiettivi di transizione serviranno 11 GW di nuove rinnovabili all’anno. 26/02/26
Secondo il Libro bianco “Un Clean industrial deal made in Italy”, pubblicato da Legambiente, l’Europa si trova in una fase di grande trasformazione industriale, segnata da tensioni geopolitiche, nuove politiche commerciali e dal ritorno a strategie energetiche basate sulle fonti fossili in alcune aree del mondo. Uno scenario che ha contribuito a mettere sotto pressione l’economia globale e ha reso ancora più urgente rafforzare le politiche europee per la transizione ecologica. Il Clean industrial deal presentato dalla Commissione europea si inserisce nel percorso avviato con il Green deal e punta a sostenere la decarbonizzazione dei settori industriali più energivori, lo sviluppo delle tecnologie pulite e l’economia circolare, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e accompagnare il sistema produttivo verso la neutralità climatica.
Un mercato da 2mila miliardi
Il documento evidenzia come il mercato globale delle tecnologie pulite sia destinato a crescere rapidamente, con un valore stimato in almeno 2mila miliardi di dollari entro il 2035. In questo scenario, la transizione ecologica rappresenta una leva strategica per il sistema industriale europeo. Nonostante le tensioni geopolitiche e l’aumento dei costi energetici, l’indagine annuale sugli investimenti della Banca europea per gli investimenti sottolinea che nove imprese europee su 10 stanno già investendo per ridurre le emissioni climalteranti, confermando la centralità della decarbonizzazione nelle strategie industriali. Tra le principali criticità che rallentano gli investimenti, ci sono l’incertezza economica, indicata dall’83% delle aziende, il costo dell’energia, citato dal 75%, oltre al peso della burocrazia, che incide per circa l’1,1% del fatturato.
Il ritardo italiano e la necessità di una nuova politica industriale
Il processo di deindustrializzazione italiano ha radici lontane, evidenzia il Rapporto, ed è legato alla mancanza di politiche industriali e investimenti in innovazione. Questo fenomeno ha interessato diversi settori strategici, dalla chimica all’automotive fino alla siderurgia, dove la mancata riconversione tecnologica ha inciso sulla competitività del sistema produttivo. In particolare, la riconversione della siderurgia verso tecnologie più sostenibili come i forni elettrici ad arco e l’utilizzo di idrogeno verde, utili a ridurre le emissioni e allineare la produzione agli obiettivi europei di neutralità climatica, rappresenta una delle principali sfide per il futuro industriale del Paese. Accanto alle criticità, il documento evidenzia anche alcune esperienze positive, come lo sviluppo della bioeconomia e delle filiere della chimica verde e del riciclo, che dimostrano il potenziale della riconversione industriale verso modelli più sostenibili.
Bonifiche ambientali e transizione energetica
Uno dei temi centrali riguarda il risanamento ambientale delle aree industriali. In Italia sono presenti 42 siti di interesse nazionale da bonificare, dove vivono circa sei milioni di persone, pari al 10% della popolazione. Il documento evidenzia come gli interventi di bonifica rappresentino una condizione necessaria per avviare nuovi percorsi di sviluppo industriale e creare nuova occupazione. Parallelamente, la transizione energetica rappresenta un fattore determinante per la competitività industriale. Nel 2025 in Italia sono stati installati 7,2 Gigawatt di nuova capacità da fonti rinnovabili, ma per raggiungere gli obiettivi fissati al 2030 sarà necessario accelerare il ritmo delle installazioni fino a superare gli 11 GW. Il documento sottolinea inoltre la necessità di ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas e di promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili e delle infrastrutture energetiche.
Le proposte di Legambiente per una nuova politica industriale
Il Libro bianco individua 30 proposte operative rivolte a Governo e Parlamento per accelerare la trasformazione del sistema produttivo, intervenendo su energia, economia circolare, autorizzazioni, risorse naturali e legalità ambientale. Tra le priorità indicate figurano l’accelerazione dello sviluppo delle fonti rinnovabili, la semplificazione degli iter autorizzativi, il rafforzamento delle filiere del riciclo e della bioeconomia e il completamento degli interventi previsti dal Pnrr, insieme alla necessità di investire nelle bonifiche dei siti industriali inquinati e nel potenziamento dei controlli ambientali. Le proposte puntano anche a ridurre i costi energetici per le imprese, favorire l’innovazione industriale, sostenere la decarbonizzazione dei settori energivori e promuovere una gestione più sostenibile delle risorse naturali, con l’obiettivo di costruire una politica industriale nazionale fondata su decarbonizzazione, circolarità, occupazione green e competitività.
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Copertina: Unsplash
