Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie dal mondo ASviS

Italia più calda di sempre: il 2024 segna un nuovo record per le città

L’Ispra registra un’anomalia della temperatura media di +1,33 °C. Negli ultimi 10 anni in alcuni capoluoghi la temperatura è aumentata anche di 1°C. Necessario rafforzare le strategie di adattamento urbano. 09/04/26

giovedì 9 aprile 2026
Tempo di lettura: min

Il 2024 rappresenta l’anno più caldo della serie storica in Italia, con un’anomalia della temperatura media pari a +1,33 °C rispetto al periodo 1991-2020. A sottolinearlo è l’Ispra nel suo Rapporto “Il clima nei capoluoghi delle regioni italiane” in cui descrive come il riscaldamento osservato negli ultimi anni si configuri come una tendenza consolidata. Dal 2000 le anomalie sono quasi sempre positive, e gli ultimi anni si collocano stabilmente tra i più caldi mai registrati.

Anche l’analisi di lungo periodo evidenzia un aumento medio di circa +0,42 °C ogni dieci anni. Una situazione che si affianca ad un incremento degli eventi estremi di caldo e a una riduzione degli episodi di freddo, segnando una trasformazione significativa del clima nazionale.

Città sempre più esposte agli impatti climatici

Le aree urbane emergono come uno degli ambiti più vulnerabili. In Europa oltre il 74% della popolazione vive in città, quota destinata a crescere ulteriormente nei prossimi decenni, con conseguenze rilevanti per la gestione dei rischi climatici. Ondate di calore, precipitazioni intense, siccità e tempeste incidono in modo più marcato nei contesti urbani, dove la concentrazione di popolazione e infrastrutture amplifica gli impatti. In particolare, l’effetto “isola di calore urbana” contribuisce a rendere le città significativamente più calde rispetto alle aree circostanti, aumentando l’esposizione della popolazione a condizioni di stress termico. Le ondate di calore risultano quindi più frequenti, intense e durature, con implicazioni dirette per la salute pubblica, soprattutto per anziani e soggetti fragili.

Cresce la temperatura media nei capoluoghi

L’analisi dei 21 capoluoghi di regione evidenzia un aumento generalizzato delle temperature medie nell’ultimo decennio rispetto al periodo climatologico 1991-2020. In diverse città si osservano incrementi significativi: ad Aosta la temperatura media passa da 12,2 °C a 12,8 °C, a Torino da 14,3 °C a 15,2 °C, a Milano da 15,5 °C a 16,2 °C, mentre a Genova si registra un aumento da 16,5 °C a 17,1 °C. In molte città, gli ultimi anni rappresentano i picchi dell’intera serie, confermando l’accelerazione del riscaldamento urbano. Per le precipitazioni, il quadro appare più eterogeneo, senza un trend uniforme, ma con evidenze crescenti di variabilità e di eventi estremi.

Dati climatici come base per le politiche pubbliche

Il Rapporto sottolinea il ruolo centrale dei dati climatici per orientare le decisioni pubbliche. L’analisi delle tendenze e degli estremi consente di individuare criticità emergenti e di progettare interventi più efficaci e mirati. La crescente frequenza di ondate di calore, eventi idro-meteorologici intensi e condizioni di siccità pone sfide rilevanti per la pianificazione urbana, la gestione delle risorse idriche, la sicurezza energetica e la tutela della salute. In questo contesto, il Rapporto si propone come strumento di supporto alle strategie di adattamento, fornendo elementi conoscitivi utili per ridurre gli impatti del cambiamento climatico e rafforzare la resilienza dei territori.

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Copertina: Unsplash

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