Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

Oxfam: la concentrazione di ricchezza mette a rischio la democrazia globale

Miliardari ed élite influenzano governi e media erodendo diritti e spazi democratici. I 12 miliardari più ricchi possiedono una ricchezza superiore a 4 miliardi di persone. La situazione è peggiorata con Trump. 19/01/26

lunedì 19 gennaio 2026
Tempo di lettura: min

Il divario crescente tra ricchi e il resto della popolazione non è solo una questione economica: sta alimentando un deficit politico sempre più pericoloso e strutturale. Le scelte dei governi sono orientate a tutelare gli interessi delle élite e a difendere la concentrazione della ricchezza, mentre diritti sociali e spazi democratici vengono compressi. Il risultato è una miscela esplosiva di frustrazione e risentimenti, in un contesto in cui per una parte crescente della popolazione l’accesso a una vita dignitosa diventa ogni giorno più difficile, se non impossibile. La povertà economica genera fame, quella politica genera rabbia. E nessuna società può considerarsi immune da queste dinamiche.

A lanciare l’allarme è il rapporto OxfamResisting the rule of the rich: protecting freedom from billionaire power”. Pubblicato in occasione dell'apertura del World economic forum di Davos, lo studio ricostruisce come i super-ricchi stiano consolidando il proprio potere politico, incidendo sempre più sulle economie e sulle democrazie.

La velocità con cui la disuguaglianza economica e politica accelera l'erosione dei diritti e della sicurezza delle persone può essere spaventosamente rapida. Le nostre società oggi si sentono più tossiche. L'enorme influenza che i super-ricchi hanno sui nostri politici, sulle nostre economie e sui nostri media ha aggravato le disuguaglianze e ci ha portato ben lontano dalla lotta alla povertà. I ​​governi dovrebbero ascoltare le esigenze delle persone su temi come l'assistenza sanitaria, l'azione contro la crisi climatica e l'equità fiscale", ha dichiarato Amitabh Behar, direttore esecutivo di Oxfam International.

Oxfam ricorda che la ricchezza dei miliardari è aumentata di oltre il 16% nel 2025: tre volte più velocemente rispetto alla media degli ultimi cinque anni, raggiungendo i 18,3 mila miliardi di dollari, il livello più alto della storia. In termini reali, la ricchezza complessiva dei miliardari è aumentata di 2,5 mila miliardi di dollari nell’ultimo anno: cifra che sfiora l’intero patrimonio detenuto dalla metà più povera dell’umanità, pari a 4,1 miliardi di persone. In generale, i 12 miliardari più ricchi possiedono una ricchezza superiore di queste 4,1 miliardi di persone.

Nel 2025 il numero dei miliardari ha superato per la prima volta quota 3000, tra questi Elon Musk è diventato il primo individuo nella storia a oltrepassare la soglia dei 500 miliardi di dollari di patrimonio personale.

La ricchezza dei miliardari è aumentata dell'81% dal 2020, una dinamica che segna un’accelerazione senza precedenti nella concentrazione della ricchezza globale. Il tutto, mentre una persona su quattro non ha abbastanza cibo e quasi metà della popolazione mondiale vive in povertà. 

 

Il peggioramento con Trump

L’impennata della ricchezza dei miliardari si inserisce in un contesto politico preciso, segnato dal perseguimento di un’agenda favorevole alla grande ricchezza da parte dell’amministrazione Trump. Durante la sua presidenza sono state ridotte le tasse per i più ricchi, indeboliti i tentativi di coordinamento globale per tassare le multinazionali, smantellate le politiche di contrasto al potere monopolistico. In questo contesto si inserisce anche la corsa all’intelligenza artificiale, un settore alimentato da Trump e divenuto una nuova miniera d’oro per gli ultra-ricchi.

Ma il segnale lanciato da questa stagione politica va ben oltre i confini degli Stati Uniti, Oxfam sul tema è netta: “non si tratta di un’anomalia nazionale bensì di una tendenza globale”. Un’anomalia, identificata nel processo di crescita dell’oligarchia economica, che sta progressivamente erodendo le basi sociali e democratiche di molti Paesi.

Disuguaglianze ed erosione democratica

La concentrazione della ricchezza si traduce sempre più in concentrazione del potere politico. Secondo il Rapporto, i miliardari hanno una probabilità di ricoprire incarichi pubblici fino a 4mila volte superiore rispetto alle persone comuni. E la sproporzione appare ancora più evidente se si considera che l’aumento di ricchezza di 2,5 mila miliardi di dollari registrato nel 2025 sarebbe sufficiente a sradicare la povertà estrema nel mondo per ben 26 volte.

L’erosione democratica procede di pari passo con l’aumento delle disuguaglianze. Oxfam sottolinea che il rischio di arretramento democratico è sette volte maggiore nei Paesi caratterizzati da livelli elevati di disuguaglianza.

La percezione di un sistema politico ed economico allo sbando è ormai diffusa. Un’indagine sui valori mondiali condotta in 66 Paesi rileva che quasi la metà degli intervistati e delle intervistate ritiene che i ricchi comprino spesso le elezioni nei rispettivi contesti nazionali. Nel frattempo, i progressi nella lotta alla povertà si sono arrestati: il tasso di riduzione è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2019, mentre in Africa la povertà estrema è tornata a crescere. Le scelte politiche compiute dai governi nel corso dell’ultimo anno, in particolare i tagli ai budget destinati agli aiuti internazionali, hanno colpito direttamente le popolazioni più vulnerabili e, secondo le stime, potrebbero provocare oltre 14 milioni di morti aggiuntive entro il 2030.

Media sempre meno liberi

Oxfam dedica ampio spazio al ruolo dei media. In questo contesto, i governi stanno consentendo ai super-ricchi di esercitare un’influenza crescente sui sistemi informativi: i miliardari possiedono oltre la metà delle maggiori aziende mediatiche globali e controllano tutte le principali piattaforme di social media, con un impatto diretto sulla formazione dell’opinione pubblica e sul funzionamento delle democrazie.

Come esempio il Rapporto cita l'acquisto del Washington Post da parte di Jeff Bezos, quello di Twitter/X da parte di Elon Musk, quello del Los Angeles Times da parte di Patrick Soon-Shiong e un consorzio di miliardari che ha acquistato ingenti quote dell'Economist.  In Francia, il miliardario di estrema destra Vincent Bolloré ora controlla CNews, trasformata nell’equivalente dell’americana Fox News. Nel Regno Unito, tre quarti della diffusione dei quotidiani è controllata da quattro famiglie super-ricche.

A questa concentrazione economica si somma una marcata omogeneità nelle stanze del potere editoriale. Secondo il Rapporto, solo il 27% dei principali redattori a livello globale è donna e appena il 23% appartiene a gruppi razzializzati (gruppi categorizzati sulla base di differenze fisiche, sociali o culturali). Una composizione che contribuisce all’emarginazione di intere fasce della popolazione dal dibattito pubblico, mentre minoranze come immigrati e persone di colore vengono spesso stigmatizzate, utilizzate come capri espiatori e private di spazi di rappresentazione. I critici, al contrario, tendono a essere silenziati o marginalizzati.

Le proposte di Oxfam

Di fronte a questo scenario in rapida evoluzione, Oxfam sollecita una risposta politica strutturale. L’organizzazione invita i governi a dotarsi di piani nazionali di riduzione delle disuguaglianze basati su obiettivi misurabili e su un monitoraggio regolare dei risultati. Al centro delle raccomandazioni c’è anche una tassazione efficace dei super-ricchi, attraverso imposte progressive su redditi e patrimoni, con aliquote sufficientemente elevate da incidere realmente sui livelli estremi di concentrazione della ricchezza.

Un altro nodo cruciale riguarda il rapporto tra denaro e potere politico. Oxfam chiede barriere più robuste tra ricchezza e decisioni pubbliche, rafforzando le norme contro il lobbying e il finanziamento delle campagne elettorali, garantendo una reale indipendenza dei media e contrastando in modo esplicito l’incitamento all’odio.

Infine, il Rapporto richiama la necessità di restituire centralità politica ai cittadini e alle cittadine. Solo così si potrà costruire un’agenda orientata alla giustizia sociale e necessaria alla sopravvivenza delle democrazie contemporanee.

Scarica il Rapporto

Aderenti