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Proiezioni governo al 2029: migliora il quadro, ma restano nodi su ambiente e disuguaglianze
Secondo la relazione Bes del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nei prossimi anni cresceranno redditi, occupazione e salute. Restano però stagnanti povertà e divari, mentre il consumo di suolo continua a pesare. 7/05/26
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha presentato la Relazione 2026 sul Benessere equo e sostenibile (Bes), aggiornando il quadro sullo stato di salute economico, ambientale e sociale del Paese. Il documento fotografa l’andamento dei 12 indicatori che compongono il Bes con dati aggiornati al 2024 e formula previsioni per nove di essi - dal reddito disponibile alla salute, dal lavoro all’ambiente - nel quadriennio 2026-2029, alla luce degli effetti attesi della Legge di bilancio 2026.
L’obiettivo resta quello di misurare il benessere degli italiani e delle italiane andando oltre il Pil, attraverso indicatori capaci di restituire una visione più ampia della qualità della vita.
Il quadro che emerge dai dati più recenti è complessivamente positivo. Nel 2025 si registra un miglioramento nella maggior parte dei domini osservati. Tra i segnali più evidenti c’è la crescita del reddito disponibile lordo corretto pro capite, un indicatore chiave perché include non solo i redditi monetari delle famiglie ma anche il valore di servizi pubblici come sanità ed educazione.
Sul fronte della salute si interrompe una flessione avviata nel 2021, a seguito della pandemia: la speranza di vita in buona salute torna ad aumentare. Migliorano anche gli indicatori dell’istruzione, con l’uscita precoce dal sistema formativo che scende per la prima volta sotto il 9%, superando già il target fissato dal Pnrr (pari al 10,2%). Il mercato del lavoro mostra segnali di rafforzamento, con il tasso di mancata partecipazione al minimo storico e oltre 24 milioni di occupati e occupate. Positivi anche i dati su sicurezza e giustizia: la criminalità predatoria è in calo e la durata media dei procedimenti civili raggiunge i livelli più bassi degli ultimi dieci anni.
A fronte di questo quadro, restano alcune criticità. Peggiora l’occupazione delle madri, pur mantenendosi su livelli in linea con il periodo pre-pandemico, mentre il consumo di suolo continua a crescere, sebbene con qualche segnale di rallentamento.
Le prospettive al 2026-2029
Le prospettive per il periodo 2026-2029 descrivono una traiettoria abbastanza favorevole. Le stime indicano un ulteriore miglioramento del reddito disponibile, degli indicatori di salute, del mercato del lavoro e delle emissioni di gas climalteranti, mentre disuguaglianza e povertà assoluta restano sostanzialmente stabili. L’uscita precoce dall’istruzione è invece attesa in lieve aumento, anche la giustizia civile dovrebbe poi mantenersi stabile.
Entrando nel dettaglio, il reddito disponibile lordo corretto pro capite cresce nel 2025 del 2,4% in termini nominali e dovrebbe continuare ad aumentare fino al 2029, sostenuto sia dalla dinamica economica sia da misure fiscali come la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi tra 28mila e 50mila euro.
La disuguaglianza, misurata dal rapporto fra il reddito equivalente totale ricevuto dal 20% della popolazione con il più alto reddito e quello ricevuto dal 20% della popolazione con il reddito più basso, tocca nel 2024 il minimo storico di 5,1, grazie a una crescita dei redditi nelle fasce più basse. Tuttavia, le misure della Legge di bilancio 2026, orientate soprattutto al ceto medio, non incideranno in modo significativo sul 20% meno abbiente della popolazione.
La povertà assoluta resta ferma all’8,4% delle famiglie, sostenuta dal rientro dell’inflazione, e non si prevedono variazioni rilevanti.
Sul versante della salute, la speranza di vita in buona salute, scesa a 58,2 anni nel 2024, recupera quasi un anno nel 2025 e potrebbe raggiungere i 60 anni entro il 2029. Anche l’eccesso di peso, in particolare nelle sue forme più gravi come l’obesità, mostra un lieve calo e una tendenza al miglioramento nel medio periodo.
Il mercato del lavoro continua a rafforzarsi: il tasso di mancata partecipazione scende al 12,6%, mentre il divario di genere si riduce sotto i quattro punti percentuali, con una possibile ulteriore contrazione fino a 2,9 punti nel 2029.
Sul piano della sicurezza, la criminalità predatoria (reati contro il patrimonio) registra un calo nel 2025, mentre sul fronte della giustizia civile la durata dei procedimenti si riduce.
Infine, l’ambiente. Le emissioni pro capite di CO₂ proseguono il loro trend discendente, attestandosi a 6,5 tonnellate nel 2025 e con una previsione di 6,2 tonnellate nel 2029. Resta però il nodo del consumo di suolo, che continua a crescere e rappresenta l’indicatore più critico.
Nel complesso, la Relazione restituisce l’immagine di un Paese ancora attraversato da fragilità strutturali, soprattutto sul versante ambientale e delle disuguaglianze. Due aspetti che le politiche pubbliche faticano a contrastare.

