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Per il 93% delle imprese il welfare genera valore e competitività
Il 4° Rapporto dell’Osservatorio Sodalitas evidenzia il ruolo crescente della sostenibilità sociale nelle strategie aziendali. Salute, formazione, inclusione e welfare rafforzano competitività e reputazione. 25/06/26
Formazione, salute, welfare, inclusione e qualità del lavoro assumono un ruolo sempre più rilevante nelle strategie aziendali. È quanto emerge dal 4° Rapporto dell’Osservatorio Sodalitas sulla sostenibilità sociale d’impresa, pubblicato nel giugno 2026 da Fondazione Sodalitas e realizzato con il supporto di Csr Europe, Global Compact Network Italia e Walden Lab. Lo studio, basato su oltre 200 imprese e 16 interviste qualitative, monitora l’evoluzione delle politiche sociali nelle aziende italiane e il loro contributo alla creazione di valore per imprese, persone e territori.
I risultati mostrano una diffusione ormai consolidata della sostenibilità sociale nel tessuto imprenditoriale italiano. Nove imprese su dieci la considerano un valore di riferimento per la propria organizzazione e l’82% ritiene che la sua importanza sia cresciuta negli ultimi cinque anni.
Particolarmente significativo il dato relativo ai lavoratori: il 93% delle imprese considera le iniziative rivolte ai dipendenti un investimento strategico e il 75% riconosce un ritorno economico diretto. Secondo il rapporto, la sostenibilità sociale contribuisce a rafforzare competitività, capacità di attrarre talenti e qualità delle relazioni con gli stakeholder.
Pillar Point
- 9 imprese su 10 considerano la sostenibilità sociale un valore strategico.
- Il 93% considera le iniziative rivolte ai dipendenti un investimento.
- Il 75% riconosce un ritorno economico diretto delle attività dedicate ai lavoratori.
- Salute, sicurezza, formazione, welfare e inclusione sono le principali aree di intervento.
- Reputazione, competitività e attrazione dei talenti sono tra i benefici più citati.
- Il Goal 8 - Lavoro dignitoso e crescita economica è l’Obiettivo dell’Agenda 2030 più rilevante per le imprese.
Dai dipendenti alla competitività: dove si concentrano gli investimenti
I lavoratori sono il principale destinatario delle iniziative di sostenibilità sociale per il 93% delle imprese coinvolte nell’indagine.

Le aree considerate più rilevanti dalle imprese nell’ambito della sostenibilità sociale interna.
Le aziende concentrano gli investimenti soprattutto su salute e sicurezza, formazione continua, sviluppo delle competenze, welfare aziendale, inclusione e misure di conciliazione tra vita privata e lavoro. Ambiti considerati sempre più importanti per migliorare il benessere organizzativo e rispondere a una delle sfide più rilevanti del mercato del lavoro: attrarre e trattenere competenze.
L’82% delle imprese ritiene che la sostenibilità sociale abbia oggi un’importanza maggiore rispetto a cinque anni fa. Per l’80% delle aziende il principale fattore che sostiene questo impegno è la visione dell’imprenditore e del top management, seguita dalle motivazioni etiche e valoriali (78%).
Per il 74% del campione, inoltre, queste politiche contribuiscono a rafforzare la competitività aziendale.
I benefici percepiti confermano questa tendenza.

Reputazione, clienti, competitività e attrazione dei talenti sono tra i principali benefici associati alle strategie di sostenibilità sociale.
Tra quelli più citati figurano il miglioramento della reputazione aziendale (68%), una maggiore considerazione da parte dei clienti (61%), il miglioramento del clima interno (56%), la crescita della competitività nel lungo periodo (56%) e una maggiore capacità di attrarre e trattenere talenti (55%).
Anche il rapporto con il mercato produce benefici misurabili: il 71% delle imprese riconosce un impatto economico positivo delle iniziative di sostenibilità sociale rivolte a clienti e consumatori.

Le imprese associano i maggiori ritorni economici alle iniziative rivolte a dipendenti e clienti-consumatori.
Gli Obiettivi dell’Agenda 2030 che guidano l’impegno sociale delle imprese
L’attenzione crescente verso lavoro, inclusione, salute e sviluppo delle competenze trova un riflesso anche negli Obiettivi dell’Agenda 2030 che le imprese considerano più rilevanti per generare impatti positivi.
Al primo posto si colloca il Goal 8, dedicato al lavoro dignitoso e alla crescita economica, indicato dall’81% del campione. Seguono il Goal 5 sulla parità di genere (76%), il Goal 3 su salute e benessere (66%), il Goal 13 dedicato al contrasto del cambiamento climatico (59%) e il Goal 9 su imprese, innovazione e infrastrutture (56%).
Commentando i risultati del rapporto, il presidente di Fondazione Sodalitas Alberto Pirelli, ha osservato che “le aziende più avanzate considerano la sostenibilità sociale una leva strategica per creare valore, rafforzare la competitività e costruire prospettive di crescita durature”.
Secondo Pirelli, gli investimenti in lavoro dignitoso, inclusione, benessere organizzativo e trasparenza contribuiscono a migliorare produttività, senso di appartenenza e capacità di attrarre nuovi talenti.

Goal 8, Goal 5 e Goal 3 sono gli Obiettivi dell’Agenda 2030 che le imprese considerano maggiormente collegati alla capacità di generare impatti positivi.
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