Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

Salute: è sempre più difficile accedere al sistema sanitario nazionale

Dal report di Cittadinanzattiva: per un numero crescente di persone la priorità è diventata quella di riuscire a ottenere una visita, un esame diagnostico o un percorso di cura nei tempi previsti. 1/07/26

mercoledì 1 luglio 2026
Tempo di lettura: min

Qual è il bisogno più urgente di chi si rivolge al Servizio sanitario nazionale? Non una nuova terapia, un farmaco innovativo o una tecnologia più avanzata. Per un numero crescente di cittadini la priorità è molto più semplice: riuscire a ottenere una visita, un esame diagnostico o un percorso di cura nei tempi previsti. È questo il cambiamento che emerge dal Rapporto PiT Salute 2026 di Cittadinanzattiva, costruito sulle 14.176 segnalazioni raccolte nel corso del 2025 attraverso la rete dei Punti di intervento e tutela. L'analisi mostra come, negli ultimi anni, l'attenzione dei cittadini si sia progressivamente spostata dalla qualità dell'assistenza alla possibilità stessa di accedere ai servizi sanitari. Un cambiamento che riflette la crescente difficoltà del Servizio sanitario nazionale nel garantire un accesso tempestivo alle cure.

Quando il primo ostacolo è ottenere una visita

Il dato più significativo riguarda proprio l'accesso alle prestazioni sanitarie, che rappresenta il 48,2% di tutte le segnalazioni raccolte. Non si tratta soltanto di tempi d'attesa lunghi, ma di un insieme di ostacoli che, secondo il Rapporto, rischiano di compromettere il principio di universalità del Servizio sanitario nazionale. Tra le richieste di tutela relative all'accesso, il 62,2% denuncia il mancato rispetto dei tempi previsti dai codici di priorità prescritti dal medico, mentre il 37,2% segnala difficoltà già nella fase della prenotazione, spesso a causa delle cosiddette “agende chiuse”. Sono situazioni che costringono molti cittadini a rinviare le cure, a cercare soluzioni alternative o a ricorrere alle prestazioni private. Le attese riportate nel Rapporto raccontano la portata del fenomeno. Per una mammografia con priorità breve possono trascorrere fino a 102 giorni; una risonanza magnetica dell'encefalo in classe programmata arriva a 540 giorni, mentre una visita ginecologica di controllo può richiedere fino a 660 giorni. Tempi che, osserva Cittadinanzattiva, continuano a essere incompatibili con il diritto a ricevere cure appropriate nei tempi stabiliti.

Il territorio fatica a prendersi cura delle persone

Le difficoltà non riguardano soltanto le visite specialistiche. La seconda area di maggiore criticità, pari al 19,7% delle segnalazioni, interessa l'assistenza sanitaria territoriale, chiamata a seguire le persone nella quotidianità della cura. Oltre sei segnalazioni su 10 di quest'area riguardano il rapporto con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. A queste si aggiungono le criticità nell'accesso ai servizi di salute mentale, le difficoltà dell'assistenza domiciliare, il raccordo ancora insufficiente tra ospedale e territorio e le problematiche legate alle RSA (Residenza sanitaria assistenziale). Più che singoli episodi, il Rapporto descrive una presa in carico che fatica a diventare continua e integrata. Colpisce anche un altro dato: le nuove strutture previste dalla riforma dell'assistenza territoriale, come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità, compaiono ancora in misura minima tra le segnalazioni. Per Cittadinanzattiva è il segnale che questi servizi non sono ancora percepiti dai cittadini come un riferimento consolidato per i propri bisogni di salute.

Nuovi bisogni, nuove criticità

Tra le evidenze del Rapporto figura anche l'aumento delle segnalazioni relative all'assistenza protesica e integrativa, passate al 7% del totale. L'entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario ha aggiornato il sistema, ma la fase di applicazione ha fatto emergere difficoltà autorizzative, rallentamenti amministrativi e problemi nell'erogazione di ausili adeguati alle condizioni cliniche delle persone. Secondo Cittadinanzattiva, il rischio è che procedure complesse e meccanismi di approvvigionamento standardizzati finiscano per limitare la personalizzazione della cura, soprattutto per le persone più fragili e con bisogni assistenziali continuativi.

 

Un cambiamento che riguarda il diritto alla salute

Il Rapporto PiT Salute non propone una graduatoria dei disservizi, ma restituisce l'evoluzione delle richieste dei cittadini. L'analisi dell'ultimo quinquennio evidenzia infatti uno spostamento delle segnalazioni: diminuiscono quelle relative alla sicurezza delle cure e all'umanizzazione dell'assistenza, mentre aumentano con continuità quelle che riguardano l'accesso alle prestazioni, la continuità assistenziale e il funzionamento complessivo dei servizi. Se il bisogno più urgente diventa riuscire a entrare nel sistema sanitario, la questione non riguarda soltanto l'efficienza organizzativa, ma uno dei principi su cui si fonda il Servizio sanitario nazionale: garantire a tutti un accesso equo e tempestivo alle cure. Le oltre quattordicimila segnalazioni raccolte nel 2025 raccontano proprio questo: prima ancora di chiedere una sanità migliore, molti cittadini chiedono una sanità che sia semplicemente in grado di accoglierli.

Scarica il Rapporto

 

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