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La strage infinita delle bambine e dei bambini a Gaza
Uccisioni, ferimenti, umiliazioni: la popolazione infantile palestinese è esposta a stress traumatico continuo, dove morte e suicidi sono pensieri costanti. Lo riporta la Commissione indipendente Onu sui crimini commessi da Israele. 03/07/26
A Gaza oltre 20mila bambine e bambini sono stati uccisi. Oltre 44mila sono stati feriti. Sono questi i dati raccolti dalla Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est, e su Israele, nel rapporto rilasciato il 18 giugno scorso con un titolo che non lascia spazio a interpretazioni: “L’essenza dell’infanzia è stata distrutta”: Israele prende di mira deliberatamente i bambini palestinesi nei Territori Palestinesi Occupati dal 7 ottobre 2023.
Le violazioni del diritto internazionale umanitario
Secondo il diritto internazionale umanitario, Israele, in quanto potenza occupante belligerante, è tenuto a garantire la protezione dei civili a Gaza e in Cisgiordania. Tale obbligo è particolarmente significativo nei confronti dei minori.
In particolare, tale rispetto e protezione speciali devono includere: la protezione contro ogni forma di violenza sessuale; la separazione dagli adulti durante la privazione della libertà, a meno che non appartengano alla stessa famiglia; l'accesso all'istruzione, al cibo, all'alloggio, all'assistenza sanitaria e ad altri aiuti umanitari; l'evacuazione dalle zone di combattimento per motivi di sicurezza, il divieto di tortura, abuso o negligenza; e il ricongiungimento dei minori non accompagnati con le loro famiglie. La realtà è però ben diversa.
Bambini come bersaglio deliberato delle forze israeliane
Il documento esamina le violazioni e i crimini commessi contro i bambini palestinesi, compresi i gravi danni fisici e psicologici perpetrati dalle forze di sicurezza israeliane a partire dall’inizio delle ostilità nel 2023 fino al 31 marzo 2026 ossia anche dopo il cessate il fuoco stipulato dall'accordo di pace di Gaza dell'ottobre 2025.
Nello studio, per "bambino" si intende "ogni essere umano di età inferiore ai 18 anni", secondo quanto definito dall'articolo 1 della Convenzione sui diritti dell'infanzia. Fino al 7 ottobre 2023, circa metà della popolazione della Striscia di Gaza aveva meno di 18 anni. Questi bambini avevano già vissuto tutta la loro vita sotto il blocco e l'occupazione israeliana, subendo molteplici ondate di ostilità e traumi. Tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2025, almeno 20.179 bambini sono stati uccisi e 44.143 sono rimasti feriti a causa delle ostilità, pari al 30% dei morti e al 26% dei feriti avuti durante tale periodo.
Il Rapporto presenta le nuove e ampliate conclusioni della Commissione in merito agli attacchi mirati, agli arresti e ai maltrattamenti, alla violenza sessuale e di genere, agli attacchi contro le strutture scolastiche e sanitarie e contro gli orfanotrofi, e alle condizioni imposte - più in generale - nel territorio palestinese occupato che incidono direttamente sui minori.
I bambini uccisi a Gaza rappresentano circa il due percento della popolazione infantile gazawi, pari a 1,2 milioni di abitanti. Almeno 5.031 bambini di età inferiore ai cinque anni sono stati uccisi, di cui 1.029 avevano meno di un anno e circa 420 erano neonati. Dati certamente sottostimati, poiché secondo Save the Children altri 5.160 bambini sarebbero sepolti sotto le macerie.
La salute mentale gravemente compromessa
«I bambini portati al pronto soccorso vedevano intorno a sé il caos di una strage con numerose vittime, con persone che urlavano, arti amputati, sangue...questi bambini erano seduti in un angolo, con lo sguardo perso nel vuoto, in silenzio, ad osservare tutto ciò, senza che nessun adulto li aiutasse a elaborare l'accaduto o a trovare un senso di sicurezza. La salute mentale dei bambini è stata completamente compromessa.»
Questa una delle testimonianze raccolte dalla Commissione, da parte di un medico in missione a Gaza. Le agenzie delle Nazioni Unite hanno descritto l'esposizione dei bambini di Gaza al trauma come "cronica e incessante". Gli esperti hanno identificato l'esperienza costante e continua di violenza dei bambini come "stress traumatico continuo". Ciò spiega il trauma intergenerazionale e transgenerazionale all'interno della più ampia comunità palestinese.
A marzo 2026, l'Unfpa - l'agenzia delle Nazioni Unite dedicata alla salute sessuale e riproduttiva - ha riferito che il 96% dei bambini a Gaza percepiva la morte come imminente e che i pensieri suicidi erano comuni.
La disumanizzazione totale dell’infanzia
La Commissione ha rilevato un modello diffuso di membri delle forze di sicurezza israeliane che si filmano mentre deridono, strumentalizzano e profanano i simboli dell'infanzia a Gaza. Sono stati documentati almeno 35 casi in cui soldati israeliani si sono filmati in spazi privati familiari e pubblici dimostrando un atteggiamento disumanizzante diffuso.
In un video del dicembre 2024, un soldato israeliano si è filmato nella camera da letto di un appartamento, mostrando una bambola con gli occhi bendati e un orsacchiotto appeso per il collo al ventilatore a soffitto, prima di girare la telecamera verso la finestra, mostrando il quartiere circostante distrutto. In un altro esempio, la Commissione ha visionato una foto di gruppo di soldati israeliani in tenuta da combattimento completa, appoggiati a un pavimento di cemento danneggiato, in posa con giocattoli per bambini.
Le raccomandazioni della Commissione
La Commissione fornisce raccomandazioni ai vari soggetti interessati (Israele, Stati membri della comunità internazionale, organi delle Nazioni Uniti) per la cessazione degli attacchi, le riparazioni, l'accertamento delle responsabilità e l'applicazione internazionale delle sanzioni, con l'obiettivo di promuovere una giustizia che tenga conto dei bisogni dei minori.
