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Clima, cresce l’allarme degli italiani: dai blackout al carovita
L’82% considera il riscaldamento globale una minaccia seria per l’umanità. Il Radar SWG fotografa timori crescenti per gli eventi estremi e una richiesta di interventi concreti rivolta soprattutto a governi e imprese. 17/09/26
Un blackout che colpisce il quartiere a causa dell’eccessiva richiesta di energia, l’auto o la casa danneggiata a causa di una grandinata estrema, una strada resa impraticabile per la pioggia eccessiva. Sempre più spesso gli italiani pensano alla crisi climatica non come scenari lontani, ma come conseguenze capaci di entrare direttamente nella vita quotidiana. È il cambiamento fotografato dall’ultimo Radar SWG: dopo un’altra estate segnata dal caldo estremo, il clima viene percepito non soltanto come una questione ambientale, ma come un rischio per la sicurezza, le infrastrutture e, sempre più, per l’economia familiare e pubblica.

Otto italiani su 10 vedono crescere gli eventi estremi
Dietro questa sensazione ci sono numeri molto netti: l’82% degli italiani considera il riscaldamento globale una minaccia seria per l’umanità, nove punti percentuali in più rispetto all’inizio dell’anno, mentre l’81% ritiene che negli ultimi cinque anni gli eventi climatici estremi siano aumentati. Ma il dato più interessante riguarda il modo in cui viene interpretato quello che sta accadendo: il 59% pensa che questi fenomeni siano il risultato del cambiamento climatico indotto dall’uomo e possano peggiorare se non si interverrà con decisione. Il 21% riconosce la stessa origine antropica, ma ritiene ormai troppo tardi per tornare indietro. Solo un italiano su cinque li considera parte dei “normali cicli climatici”.

La paura prende la forma di un blackout
Quando SWG chiede di guardare ai prossimi 2 anni, la crisi climatica assume una dimensione più concreta. La prima preoccupazione non riguarda un generico peggioramento dell’ambiente, ma la possibilità che un evento estremo provochi blackout energetici nella propria zona: lo teme il 74% degli intervistati. Seguono i danni alla casa o all’auto (71%) e quelli a strade, ponti ed edifici (68%). Per il 58% entra in gioco persino l’incolumità propria o delle persone care. E la geografia conta: nel Sud e nelle Isole alcune di queste paure risultano ancora più diffuse.
Dalla casa al portafoglio
Per il 54% degli intervistati gli eventi meteorologici estremi provocheranno un aumento della spesa pubblica necessaria per emergenze e ricostruzioni; il 48% si aspetta un aumento dei costi dei beni primari e dei servizi e il 46% pensa che saremo costretti a modificare alcune abitudini di vita e di lavoro. C’è poi una preoccupazione che allarga lo sguardo: quattro italiani su 10 temono una crescita delle disuguaglianze sociali, tra chi potrà permettersi condizioni di vita più sicure e chi non ne avrà la possibilità. Su questo sfondo emerge una richiesta precisa di responsabilità: il 74% ritiene che gli sforzi principali per sostenibilità e ambiente debbano essere compiuti da governi e imprese più che dai singoli cittadini, mentre l’80% sostiene che senza l’impegno dei Paesi più popolosi sarà difficile cambiare la situazione.
