Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

Clima, cresce l’allarme degli italiani: dai blackout al carovita

L’82% considera il riscaldamento globale una minaccia seria per l’umanità. Il Radar SWG fotografa timori crescenti per gli eventi estremi e una richiesta di interventi concreti rivolta soprattutto a governi e imprese. 17/09/26

giovedì 17 settembre 2026
Tempo di lettura: min

Un blackout che colpisce il quartiere a causa dell’eccessiva richiesta di energia, l’auto o la casa danneggiata a causa di una grandinata estrema, una strada resa impraticabile per la pioggia eccessiva. Sempre più spesso gli italiani pensano alla crisi climatica non come scenari lontani, ma come conseguenze capaci di entrare direttamente nella vita quotidiana. È il cambiamento fotografato dall’ultimo Radar SWG: dopo un’altra estate segnata dal caldo estremo, il clima viene percepito non soltanto come una questione ambientale, ma come un rischio per la sicurezza, le infrastrutture e, sempre più, per l’economia familiare e pubblica.

Otto italiani su 10 vedono crescere gli eventi estremi

Dietro questa sensazione ci sono numeri molto netti: l’82% degli italiani considera il riscaldamento globale una minaccia seria per l’umanità, nove punti percentuali in più rispetto all’inizio dell’anno, mentre l’81% ritiene che negli ultimi cinque anni gli eventi climatici estremi siano aumentati. Ma il dato più interessante riguarda il modo in cui viene interpretato quello che sta accadendo: il 59% pensa che questi fenomeni siano il risultato del cambiamento climatico indotto dall’uomo e possano peggiorare se non si interverrà con decisione. Il 21% riconosce la stessa origine antropica, ma ritiene ormai troppo tardi per tornare indietro. Solo un italiano su cinque li considera parte dei “normali cicli climatici”.

La paura prende la forma di un blackout

Quando SWG chiede di guardare ai prossimi 2 anni, la crisi climatica assume una dimensione più concreta. La prima preoccupazione non riguarda un generico peggioramento dell’ambiente, ma la possibilità che un evento estremo provochi blackout energetici nella propria zona: lo teme il 74% degli intervistati. Seguono i danni alla casa o all’auto (71%) e quelli a strade, ponti ed edifici (68%). Per il 58% entra in gioco persino l’incolumità propria o delle persone care. E la geografia conta: nel Sud e nelle Isole alcune di queste paure risultano ancora più diffuse.

Dalla casa al portafoglio

Per il 54% degli intervistati gli eventi meteorologici estremi provocheranno un aumento della spesa pubblica necessaria per emergenze e ricostruzioni; il 48% si aspetta un aumento dei costi dei beni primari e dei servizi e il 46% pensa che saremo costretti a modificare alcune abitudini di vita e di lavoro. C’è poi una preoccupazione che allarga lo sguardo: quattro italiani su 10 temono una crescita delle disuguaglianze sociali, tra chi potrà permettersi condizioni di vita più sicure e chi non ne avrà la possibilità. Su questo sfondo emerge una richiesta precisa di responsabilità: il 74% ritiene che gli sforzi principali per sostenibilità e ambiente debbano essere compiuti da governi e imprese più che dai singoli cittadini, mentre l’80% sostiene che senza l’impegno dei Paesi più popolosi sarà difficile cambiare la situazione.

Leggi il sondaggio Radar SWG

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