Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

Strategia Ue per i giovani: il Parlamento chiede il bilancio intergenerazionale

La risoluzione sulla Strategia Ue per i giovani mette al centro partecipazione, lavoro, istruzione, inclusione e sostenibilità. Bruxelles prepara il quadro post-2027 e rivede gli 11 obiettivi europei per i giovani. 24/09/26

giovedì 24 settembre 2026
Tempo di lettura: min

Valutare come le risorse pubbliche incidono sulle diverse generazioni e portare questa prospettiva nella programmazione europea. È una delle indicazioni che emergono dalla risoluzione sulla Strategia Ue per la gioventù 2019-2027, adottata il 15 settembre dal Parlamento europeo.

Al centro c’è il bilancio intergenerazionale, un approccio che valuta come le scelte di spesa pubblica incidono sulle generazioni di oggi e su quelle future.

Il tema diventa particolarmente importante mentre l’Unione europea prepara il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Già nel 2025 il Comitato economico e sociale europeo (Cese) aveva sostenuto questo approccio, proponendo di applicarlo alla politica di coesione 2028-2034. L’obiettivo è valutare gli effetti delle decisioni di bilancio sulle diverse generazioni.

Una strategia costruita con i giovani

La Strategia dell’Unione europea per la gioventù 2019-2027, istituita con una risoluzione del Consiglio del 26 novembre 2018, è il quadro di riferimento europeo per le politiche rivolte ai giovani. L’obiettivo è favorire la loro partecipazione alla vita democratica e sociale e coinvolgerli nelle decisioni che li riguardano. La strategia ruota attorno a tre parole chiave: mobilitare, collegare e responsabilizzare (Engage, Connect, Empower). Uno dei suoi principali strumenti è il Dialogo Ue con i giovani, che mette a confronto giovani e organizzazioni giovanili con istituzioni, ricercatori e società civile. Si svolge in cicli di 18 mesi, dedicati ogni volta a una specifica priorità, e prevede consultazioni anche nei singoli Paesi.

Proprio dal dialogo svolto tra il 2017 e il 2018 sono nati gli 11 obiettivi europei per i giovani (European Youth Goals). Raccolgono le priorità espresse dai giovani che hanno partecipato alle consultazioni e orientano la Strategia:

  1. avvicinare l’Unione europea ai giovani;
  2. raggiungere la parità di genere;
  3. costruire società inclusive;
  4. garantire informazione e dialogo costruttivo;
  5. tutelare salute mentale e benessere;
  6. creare opportunità per i giovani nelle aree rurali;
  7. assicurare un’occupazione di qualità per tutti;
  8. garantire un apprendimento di qualità;
  9. favorire spazi e partecipazione per tutti;
  10. costruire un’Europa verde e sostenibile;
  11. sostenere organizzazioni giovanili e programmi europei.

Gli obiettivi riguardano quindi molti aspetti della vita dei giovani: istruzione, lavoro, salute e inclusione sociale, ma anche partecipazione democratica e sostenibilità ambientale.

Lo “youth check” porta i giovani dentro le politiche europee

Negli ultimi anni l’Unione ha introdotto nuovi strumenti per tenere conto dei giovani nelle decisioni europee. Tra questi c’è lo youth check, con cui la Commissione verifica quale impatto possono avere sui giovani le principali iniziative Ue.

Applicato per la prima volta al programma di lavoro della Commissione per il 2025, lo youth check prevede sia una valutazione degli effetti sui giovani sia la loro consultazione. L’obiettivo è considerare le loro esigenze fin dalla definizione delle politiche e nelle successive fasi di monitoraggio e valutazione.

Nel 2026 lo strumento riguarda iniziative che vanno dal clima alla resilienza, dall’istruzione alla qualità del lavoro, fino alla lotta alla povertà e all’economia circolare. La richiesta del Parlamento di applicare un approccio intergenerazionale anche al bilancio europeo porta lo stesso principio sul terreno delle risorse: valutare gli effetti delle politiche sui giovani significa anche considerare come le scelte di spesa incidono sulle diverse generazioni.

Verso la nuova Strategia dopo il 2027

La Commissione europea sta già preparando la Strategia Ue per la gioventù post-2027, raccogliendo contributi da organizzazioni giovanili, autorità nazionali e cittadini. La consultazione pubblica aperta per contribuire alla definizione del nuovo quadro si è chiusa il 16 luglio 2026.

Anche gli 11 obiettivi europei per i giovani saranno aggiornati attraverso il Dialogo Ue con i giovani, con il coinvolgimento diretto di rappresentanti delle nuove generazioni.
Nel frattempo sono stati creati nuovi strumenti di partecipazione. Dal 2025 il President’s youth advisory board riunisce giovani tra i 18 e i 28 anni chiamati a portare alla Commissione le priorità delle nuove generazioni. Lo Eu youth stakeholders group mette invece a confronto istituzioni, organizzazioni giovanili, ricercatori e rappresentanti degli Stati membri.

La Strategia post-2027 parte quindi da un sistema di partecipazione più articolato rispetto al passato. L’obiettivo è coinvolgere i giovani con maggiore continuità nelle politiche che li riguardano, dalla loro definizione fino alle decisioni sulle risorse.

Aderenti