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Strategia Ue per i giovani: il Parlamento chiede il bilancio intergenerazionale
La risoluzione sulla Strategia Ue per i giovani mette al centro partecipazione, lavoro, istruzione, inclusione e sostenibilità. Bruxelles prepara il quadro post-2027 e rivede gli 11 obiettivi europei per i giovani. 24/09/26
Valutare come le risorse pubbliche incidono sulle diverse generazioni e portare questa prospettiva nella programmazione europea. È una delle indicazioni che emergono dalla risoluzione sulla Strategia Ue per la gioventù 2019-2027, adottata il 15 settembre dal Parlamento europeo.
Al centro c’è il bilancio intergenerazionale, un approccio che valuta come le scelte di spesa pubblica incidono sulle generazioni di oggi e su quelle future.
Il tema diventa particolarmente importante mentre l’Unione europea prepara il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Già nel 2025 il Comitato economico e sociale europeo (Cese) aveva sostenuto questo approccio, proponendo di applicarlo alla politica di coesione 2028-2034. L’obiettivo è valutare gli effetti delle decisioni di bilancio sulle diverse generazioni.
Una strategia costruita con i giovani
La Strategia dell’Unione europea per la gioventù 2019-2027, istituita con una risoluzione del Consiglio del 26 novembre 2018, è il quadro di riferimento europeo per le politiche rivolte ai giovani. L’obiettivo è favorire la loro partecipazione alla vita democratica e sociale e coinvolgerli nelle decisioni che li riguardano. La strategia ruota attorno a tre parole chiave: mobilitare, collegare e responsabilizzare (Engage, Connect, Empower). Uno dei suoi principali strumenti è il Dialogo Ue con i giovani, che mette a confronto giovani e organizzazioni giovanili con istituzioni, ricercatori e società civile. Si svolge in cicli di 18 mesi, dedicati ogni volta a una specifica priorità, e prevede consultazioni anche nei singoli Paesi.
Proprio dal dialogo svolto tra il 2017 e il 2018 sono nati gli 11 obiettivi europei per i giovani (European Youth Goals). Raccolgono le priorità espresse dai giovani che hanno partecipato alle consultazioni e orientano la Strategia:
- avvicinare l’Unione europea ai giovani;
- raggiungere la parità di genere;
- costruire società inclusive;
- garantire informazione e dialogo costruttivo;
- tutelare salute mentale e benessere;
- creare opportunità per i giovani nelle aree rurali;
- assicurare un’occupazione di qualità per tutti;
- garantire un apprendimento di qualità;
- favorire spazi e partecipazione per tutti;
- costruire un’Europa verde e sostenibile;
- sostenere organizzazioni giovanili e programmi europei.
Gli obiettivi riguardano quindi molti aspetti della vita dei giovani: istruzione, lavoro, salute e inclusione sociale, ma anche partecipazione democratica e sostenibilità ambientale.
Lo “youth check” porta i giovani dentro le politiche europee
Negli ultimi anni l’Unione ha introdotto nuovi strumenti per tenere conto dei giovani nelle decisioni europee. Tra questi c’è lo youth check, con cui la Commissione verifica quale impatto possono avere sui giovani le principali iniziative Ue.
Applicato per la prima volta al programma di lavoro della Commissione per il 2025, lo youth check prevede sia una valutazione degli effetti sui giovani sia la loro consultazione. L’obiettivo è considerare le loro esigenze fin dalla definizione delle politiche e nelle successive fasi di monitoraggio e valutazione.
Nel 2026 lo strumento riguarda iniziative che vanno dal clima alla resilienza, dall’istruzione alla qualità del lavoro, fino alla lotta alla povertà e all’economia circolare. La richiesta del Parlamento di applicare un approccio intergenerazionale anche al bilancio europeo porta lo stesso principio sul terreno delle risorse: valutare gli effetti delle politiche sui giovani significa anche considerare come le scelte di spesa incidono sulle diverse generazioni.
Verso la nuova Strategia dopo il 2027
La Commissione europea sta già preparando la Strategia Ue per la gioventù post-2027, raccogliendo contributi da organizzazioni giovanili, autorità nazionali e cittadini. La consultazione pubblica aperta per contribuire alla definizione del nuovo quadro si è chiusa il 16 luglio 2026.
Anche gli 11 obiettivi europei per i giovani saranno aggiornati attraverso il Dialogo Ue con i giovani, con il coinvolgimento diretto di rappresentanti delle nuove generazioni.
Nel frattempo sono stati creati nuovi strumenti di partecipazione. Dal 2025 il President’s youth advisory board riunisce giovani tra i 18 e i 28 anni chiamati a portare alla Commissione le priorità delle nuove generazioni. Lo Eu youth stakeholders group mette invece a confronto istituzioni, organizzazioni giovanili, ricercatori e rappresentanti degli Stati membri.
La Strategia post-2027 parte quindi da un sistema di partecipazione più articolato rispetto al passato. L’obiettivo è coinvolgere i giovani con maggiore continuità nelle politiche che li riguardano, dalla loro definizione fino alle decisioni sulle risorse.
