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Ipsos: l’Italia è tra i Paesi più pessimisti sul futuro
In cima alla classifica ci sono Arabia Saudita, India e Cina. A livello globale solo una persona su quattro è fiduciosa per il mondo, ma più di una su due guarda con ottimismo a sé e alla famiglia. 7/10/26
Siamo sempre meno ottimisti per il futuro. Solo una persona su quattro si dichiara fiducioso per lo stato del mondo nel prossimo anno. Appena una persona su tre (36%) è ottimista riguardo il proprio Paese. Ma più della metà delle persone (55%) è ottimista riguardo a sé stesso e alla propria famiglia. La speranza è diventata una questione personale.
È quanto emerge dalla decima edizione di Ipsos Global Trends, uno studio basato su circa 30mila interviste in 38 mercati globali. Le società più ottimiste sono concentrate nei Paesi del Golfo, dell’Asia e dell’America Latina. Al primo posto della classifica c’è l’Arabia Saudita, seguita dall’India e dalla Cina. Agli ultimi posti ci sono Giappone, Francia e Germania. Anche l’Italia è in fondo alla classifica tra i Paesi più pessimisti.
I principali risultati
Per molte persone intervistate il cambiamento climatico non è più un rischio futuro da prevenire, ma una realtà con cui convivere. L’attenzione si sta spostando dalla prevenzione all’adattamento: le persone ora cercano soluzioni pratiche che permettano di vivere in un clima più instabile, anziché sentire messaggi incentrati esclusivamente su catastrofi e sacrifici.
Continua, inoltre, a crescere l’interesse per la salute fisica e mentale: più di otto persone su dieci ritengono di dover fare di più per migliorarla. I progressi della medicina e della tecnologia stanno alimentando la ricerca per la longevità, e in particolare per la possibilità di preservare le capacità fisiche, le funzioni cognitive e la qualità della vita durante l'età avanzata.
Le persone continuino ad accogliere le nuove tecnologie, ma sono sempre meno convinte che il progresso tecnologico porti automaticamente al progresso sociale. Il 57% delle persone intervistate ritiene che il progresso tecnologico stia distruggendo le nostre vite. È una convinzione sempre più diffusa: dal 2013 a oggi il consenso verso questa affermazione è aumentato di 23 punti percentuali in Francia, di 25 punti in Sudafrica e di 31 punti in Gran Bretagna. Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, il 56% delle persone concorda sul fatto che l’AI sta avendo un impatto positivo sul mondo.
In molti mercati, inoltre, crescono i dubbi sulla capacità di governi e servizi pubblici di affrontare le sfide future. Il 76% degli intervistati teme che il proprio governo farà troppo poco per sostenere i cittadini nei prossimi anni; una preoccupazione che, in molti mercati, mostra una tendenza in costante aumento nel lungo periodo.
