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Cresce la spesa militare globale, l’Europa mai così armata da dopo la Guerra fredda
A livello globale aumentano i conflitti, ma AI, cybersicurezza e corsa allo spazio cambiano il modo di condurre le guerre. Lo riporta lo studio 2026 condotto dal Sipri. 08/10/26
Nel 2025 il numero di conflitti armati interstatali è raddoppiato, passando da tre a sei e coinvolgendo almeno 13 Paesi: Afghanistan-Pakistan; Cambogia-Thailandia; India-Pakistan; Iran-Israele/Stati Uniti; Russia/Corea del Nord-Ucraina; e Repubblica Democratica del Congo-Ruanda. La guerra a Gaza non può essere propriamente classificata come un conflitto interstatale ma è parte di uno scontro tra uno Stato (Israele) e un attore che aspira alla statualità. È quanto riportato dal Sipri yearbook 2026: armaments, disarmament and international security, elaborato e pubblicato dall’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri).
Ma le guerre non sono solo aumentate, hanno anche cambiato volto. Armi da attacco di precisione, mira assistita dall'intelligenza artificiale, sistemi d'arma autonomi, sciami di veicoli aerei senza equipaggio e operazioni informatiche sono ora usate regolarmente, sollevando molte questioni etiche e legali, soprattutto sulla supervisione umana. Le violazioni del diritto umanitario internazionale stanno aumentando, con segnalazioni di reclutamento di bambini soldato, violenza sessuale, tattiche di fame e attacchi ai servizi sanitari che mostrano un preoccupante aumento dei metodi di guerra proibiti. Anche lo sfollamento forzato rimane una sfida umanitaria su larga scala.
Le spese militari crescono
La spesa militare globale stimata è aumentata per l'undicesimo anno consecutivo nel 2025, raggiungendo i 2,9 mila miliardi di dollari ovvero il 2,5% del prodotto interno lordo mondiale. Gli Stati Uniti sono rimasti di gran lunga il Paese che spende di più, arrivando a rappresentare il 33% della spesa globale totale, seguito dalla Cina, la cui spesa (336 miliardi di dollari) rappresenta il 12%, e dalla Russia, che con 190 miliardi si posiziona al terzo posto (equivalente al 6,6%). In termini relativi è invece l’Ucraina, con una spesa militare equivalente al 40% del Pil, il Paese con il più grande carico militare al mondo nel 2025.

Dal punto di vista delle esportazioni, i primi cinque Paesi che dominano sono Usa, Francia, Russia, Germania e Cina, coprendo il 70% a livello globale. Le esportazioni di armi degli USA in circa 10 anni (tra il 2016 e il 2025) sono talmente cresciute che sono passate dal rappresentare il 27% al 42%. Al contrario, le esportazioni di armi della Russia nello stesso periodo si sono più che dimezzate (-64 per cento), portandole a una quota globale del 6,8%.

I cinque maggiori destinatari sono stati Ucraina, India, Arabia Saudita, Qatar e Pakistan. Le importazioni di armi da parte degli Stati europei sono più che triplicate tra il 2016 e il 2025 (+210 per cento), raggiungendo il livello più alto che mai dalla fine della Guerra fredda e rendendo l'Europa la maggiore regione importatrice per la prima volta dagli anni '60.
L’AI applicata all’ambito militare
Negli ultimi dieci anni, la conversazione politica internazionale sugli usi militari dell'AI si è concentrata principalmente sui sistemi d'arma autonomi (Aws), comunemente caratterizzati dal fatto che, una volta attivati, possono selezionare e ingaggiare obiettivi senza intervento umano. Dal 2023, tuttavia, la conversazione si è estesa ad altri usi militari dell'AI come nel mirare, nella pianificazione e nell'analisi dell'intelligence. Gli usi riportati nei principali conflitti armati nel 2025, in particolare Gaza e Ucraina, hanno portato i responsabili politici a prestare particolare attenzione ai cosiddetti “sistemi di supporto decisionale abilitati dall'AI”. Nel 2025 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha avviato un percorso di discussione dedicato a New York. Inoltre, il Segretario generale dell'Onu, António Guterres, ha pubblicato il suo primo rapporto sull'AI nel campo militare, ma una regolamentazione vera e propria dell'Aws è ancora lontana.
Armi cibernetiche e armi in orbita
L'AI è diventata una variabile determinante anche nella cybersicurezza, dando agli avversari il potere di scoprire vulnerabilità, lanciare attacchi ed eludere il rilevamento, fornendo contemporaneamente ai difensori nuove capacità di monitorare le reti, identificare anomalie e rispondere. Le operazioni informatiche hanno continuato a evolversi come componente integrante dei conflitti moderni nel corso degli anni. Esempi degni di nota includono Russia e Ucraina impegnate in operazioni cibernetiche diffuse e persistenti.
Nel 2025 diversi stati hanno accelerato la ricerca di nuove capacità spaziali militari. Questa tendenza a perseguire capacità spaziali sovrane si è intrecciata con nuove politiche nazionali e regionali di Cina, Stati Uniti e Europa che danno priorità alla sicurezza spaziale.
